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| P. James McKenna, L.C. e uno dei medici che l’operarono, della prima generazione di “Mano Amiga” | |
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Messico 12 novembre 2005. Il P. James McKenna, L.C., da quando
fu sottoposto a un intervento chirurgico poté sentire sulla propria
vita i frutti della scuola Mano Amiga a Monterrey, la
stessa che lui aveva aiutato a fondare. Poche settimane dopo
essere uscito dall’ospedale scrisse la seguente testimonianza sulla sua esperienza
personale e sulla storia della fondazione “Mano Amiga”.
***
Nel pomeriggio
dello scorso 28 gennaio, sono stato ricoverato d’urgenza nella sala
di rianimazione dell’ospedale San José, a Monterrey; si cercava di
tenermi sotto controllo e protetto contro l’infarto che si presentava
ormai imminente. Nelle ore sucessive mi controllarono diversi cardiologi e
mi fecero un esame del cuore con gli ultrasuoni. La
mattina del sabato, confermarono i sospetti dei medici con la
“prova dello stress”. Due arterie coronarie erano evidentemente ostruite.
La squadra
del dottore Enrique Ochoa, con più di venti anni di
esperienza in operazioni a cuore aperto, era responsabile del mio
caso. Ho potuto salutare la maggior parte di loro, incluso
il dottore Luis Manautou, padre di 4 alunni dell’Istituto Irlandese,
prima del primo intervento avvenuto sabato a mezzogiorno che durò
un’ora e mezza. Si sperava di poter pulire le ostruzioni,
ma mi avvertirono che se ciò era pericoloso mi dovevano
sottoporre ad una operazione di by-pass, programmandola qualche giorno dopo.
Effettivamente, l’arteria destra era ostruita del 90% e la sinistra
aveva tre diverse ostruzioni. Cosi approfittarono anche per fare un
controllo delle arterie che portano al cervello. La conclusione fu
di procedere per lunedì a mezzogiorno col by-pass.
Per tutto il
sabato e la domenica si cercava di evitare l’infarto e
tenermi pronto per l’intervento di lunedì. L’operazione di doppio by-pass
durò 5 ore e mezza, utilizzando due arterie della regione
superiore del torace e una vena della gamba che è
un buon segno per il successo dell’intervento. Potemmo utilizzare il
metodo “off-pump”, cioè, il mio cuore non aveva mai smesso
di battere durante l’intervento e non c’era stato il bisogno
di utilizzare una circolazione di sangue esterno.
Dopo che mi era
passato l’effetto dell’anestesia, vennero a trovarmi i membri della squadra,
sei cardiologi in totale, ma due dei quali, avevano lavorato
direttamente col cuore durante l’intervento: il dottore Ochoa e un
altro che non conoscevo ancora. La conclusione del dottore Camid
fu: “se questa fosse stata una partita di calcio, tutti
avremmo gridato GOAL!”
Cosi arrivarono l’anestesista e il secondo chirurgo, il
quale non conoscevo, un uomo abbastanza più giovane degli altri.
«―Sono
il dottore Heredia! Lei, il P. McKenna vero?
―Sí.
―Mi
sembra di aver già sentito quel nome. Lei conosce la
scuola “Mano Amiga”?
―Certo. Sono stato il primo preside della
fondazione.
―Ecco! Infatti, pensavo fosse Lei!. Ci parlavano molto di
Lei. Io sono uno dei primi studenti di “Mano Amiga”».
Mi
emozionai molto. Il dottore chiese scusa, ma non c’era motivo
e glielo dissi. E sentì che si mischiavano tantissimi sentimenti.
Ricordai in un istante l’atmosfera degli inizi nell’anno 1974. I
bambini così poveri, le speranze che coltivavamo in ognuno di
loro, le mie convinzionil la speranza, la fede... . E
qui, trenta anni dopo, uno di quegli stessi bambini aveva
collaborato come chirurgo cardiovascolare per salvare la mia vita. Che
meravigliose le vie di Dio!
Per me, l’esperienza della fondazione dell’Istituto
“Mano Amiga” di Monterrey, fu qualcosa di fondamentale per tutta
la mia vita di legionario, la conferma della mia vocazione
e la certezza che il carisma apostolico del Movimento viene
da Dio e che veramente autentico.
Incominciammo con un immobile a
due piani con otto aule ed un edificio a un
piano che aveva i servizi igienici, l’ufficio del Preside, un’altro
ufficio e un salone multi uso. C’era un cortile in
cemento di metri 10 x 10. Tutto nel mezzo di
un campo aperto circondato di fango, alle falde del monte
“El Mirador”. Il viale “Las Torres” separava la scuola dalla
montagna: La Campana, La Boquilla, il complesso “Burócratas Municipales”... tutte
queste case abitate per la maggior parte da “paracadutisti” in
condizioni di vera miseria. Dalle indagini svolte da alcuni assistenti
sociali, si tratta di una popolazione di circa 300,000 persone,
senza elettricità, senza fognature, solo alcune fontanelle di acqua recentemente
istallate in qualche zona...
[…]
Dal giorno che lasciai “Mano Amiga”
non misi più piede nella scuola fino a nove anni
fa quando, già nel noviziato, iniziai proprio qui a dare
il mio aiuto come confessore nelle tre scuole di “Mano
Amiga” (Mano Amiga Sta. Catarina; Mano Amiga La Cima e
Mano Amiga di Monterrey). L’ambiente che circonda “Mano Amiga” di
Monterrey è irriconoscibile, complessi e quartieri residenziali di diversi livelli
sociali, centri commerciali, negozi ecc. La scuola è completamente finita
con i suoi campi sportivi, tanti alberi, una bellissima cappella
... Ambiente di disciplina e di profitto tra gli alunni.
La squadra dei professori totalmente integrati con la loro missione
(una media di 18 anni di servizio)…
[La testimonianza completa del
P. James McKenna si può consultare sul sito della Fundación Altius. Ti invitiamo a leggerlo].