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| Gianpaolo Barra, | |
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di Marco di Madero
Giampaolo, lei è nato
il 26 giugno 1956, a Tradate (VA) da genitori sardi.
Mi saprebbe dire la data in cui si è incorporato
al movimento Regnum Christi?
Il 20 ottobre 1991, esattamente
a Casale Corte Cerro (NO), nel noviziato della Legione. Mi
ha incorporato Padre Hernan Jimenez, allora mio direttore spirituale, che
ora svolge il suo apostolato a Città del Messico.
È sposato?
Sì, con Angela.
Ha figli? Ho quattro figli: Maria Chiara, Francesca Maria,
Irene Maria e Pietro.
Il suo impegno attuale
lavorativo? Sono direttore del mensile di apologetica "Il Timone".
A quale sessione del Regnum Christi appartiene? Quella di
Milano.
Lei dimostra ed esprime una grande fede
cattolica. Dove è cominciato il suo cammino di fede? E
quando?
Sono nato in una famiglia cattolica e ho
ricevuto i primi rudimenti della fede da mia madre e
dalle suore guanelliane della scuola elementare che frequentavo. Intorno ai
25 anni ho cercato di vivere la fede con più
coerenza, impegnandomi in un cammino di crescita spirituale e operando
come collaboratore dell´Associazione "Aiuto alla Chiesa che soffre", che sosteneva
i cristiani perseguitati, soprattutto nei Paesi comunisti.
Lei,
sinceramente, si sente “utile” a Dio?
Difficile rispondere. Sono
certo della mia intenzione: lavorare per "la gloria di Dio
e la salvezza delle anime", come si diceva una volta.
Che poi riesca bene in questo intento, lo deve dire
il Signore.
Quando ha conosciuto il movimento Regnum
Christi? Cosa l’ha affascinato di quel movimento e della Legione
di Cristo?
Ho conosciuto il Movimento Regnum Christi e
la Legione grazie ad una relazione che mi hanno mandato
i superiori dell´Associazione "Aiuto alla Chiesa che Soffre", dove lavoravo
dal 1984. Sono rimasto positivamente colpito dalle cose scritte. Ho
preso contatti e ho così conosciuto il Padre Hernan Jimenez,
che è diventato mio padre spirituale. Ciò che mi ha
colpito è stato innanzitutto la figura di questo sacerdote: di
sana dottrina, uomo di preghiera, e al contempo ricco di
proposte per vivere la fede concretamente. Del Movimento apprezzo la
caratteristica di essere un "Movimento militante di apostolato". Il termine
"militante" rispecchia bene una convinzione che ho maturato nel tempo
e che va sempre più rinforzandosi: oggi, la Chiesa ha
bisogno di militanti, di autentici soldati per condurre la buona
battaglia della fede e della carità, del bene contro il
male, della vita contro la morte, della cultura della vita
contro la cultura della morte.
Che importanza hanno
nella sua vita di apostolo la preghiera e l’attenzione spirituale
offerta dal Regnum Christi, attraverso ritiri e dialoghi spirituali?
Una importanza fondamentale. Attraverso la direzione spirituale ricevo un nutrimento
fortificante e indicazioni concrete su come vivere la fede nella
vita quotidiana. I ritiri sono una occasione straordinaria, che il
Movimento mi offre mensilmente, per fare silenzio dentro di me,
staccarmi dalle cose di questo mondo e per stare a
tu per tu con il Signore. Sono un vero toccasana.
“Il Timone” fa risorgere una “scienza” che era stata
dimenticata dal mondo cattolico: l’apologetica. Come è nata l’idea di
puntare su questa materia “scomoda” per molti versi e quasi
rivoluzionaria nel panorama dell’informazione cattolica?
In me è nata
dal bisogno che avevo di approfondire le ragioni della mia
fede. L´apologetica è appunto quella disciplina che presenta la ragionevolezza
della fede e la difende dagli attacchi. Per rispondere a
questo bisogno personale, leggevo autori a me cari, come Messori,
Cammilleri, Corti, Introvigne, Biffi, Caprara, etc. Ho avuto così l´idea
di creare uno strumento - "il Timone", appunto - che
raccogliesse le collaborazioni di questi autori. E, grazie a Dio,
l´impresa è ben riuscita.
In che modo la
sua rivista vuol essere un valido apostolato per la Chiesa
cattolica in Italia?
Fornendo ai lettori argomenti utili alla
loro formazione cattolica e ponendoli nella condizione di difendere la
fede dalle contestazioni che l´assalgono da ogni lato.
Secondo lei quale può essere la causa della straordinaria crescita
del “Timone”?
Innanzitutto quello che ho appena detto: molti
cattolici sentono il bisogno di darsi ragioni della loro fede.
Molti vedono che Gesù Cristo, la Chiesa, il Papa e
la cultura che nasce dalla fede sono assediati e contestati
a scuola, nei libri e nei giornali, nei mezzi di
comunicazione di massa. Il Timone aiuta a chiarire. In questo
senso, molti apprezzano che i nostri articoli sono scritti da
autori importanti e sono facili da leggere. E´ molto apprezzata
anche l´impaginazione grafica, bella e accattivante.
Come uomo
di fede crede che la Chiesa trovi utile la battaglia
apologetica per vincere la timidezza nell’affrontare certi argomenti?
Sì,
c´è timidezza. Ma non solo: tra i credenti ed anche
tra i nostri pastori c’è una forte tentazione di arrendersi,
di non combattere più. Assistono impotenti alla deriva della fede.
La battaglia apologetica è urgente anche per questo motivo.
Infine, tornando al movimento Regnum Christi, come potrebbe definirlo
in poche parole in base alla sua esperienza personale e
cosa consiglierebbe ad una persona che volesse avvicinarvisi per vivere
meglio la sua fede cristiana?
Lo definisco come ho
detto sopra "Un movimento militante di apostolato". Per conoscerlo, consiglierei
a una persona innanzitutto di avvicinare un sacerdote legionario e
poi di partecipare a qualche ritiro o a qualche incontro
del Movimento.
Per sapere di più sulla rivista
“ilTimone” può consultare questa pagina web.
Qui puoi
sentire/leggere le parole che il Papa Paolo VI ha indirizzato
ai legionari di Cristo circa l’apostolato militante (2 gennaio 1974).