Roma,
25 marzo 2010
Ai membri ed amici del
Movimento Regnum Christi
Carissimi in Gesù Cristo,
Ho l´occasione di
mandarvi un affettuoso saluto in questo giorno, solennità dell’Annunciazione. Celebriamo
oggi il mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio, che ha
voluto assumere la nostra natura umana per espiare i nostri
peccati e aprirci il cammino verso il Padre. Mistero dell´amore
infinito di Dio. Poteva concederci la redenzione per strade più
semplici ma ha scelto quella dell´abbassamento e dell’umiliazione di suo
Figlio, per mostrarci che, se il mistero della nostra iniquità
è molto grande, quello del suo amore misericordioso lo è
infinitamente di più.
Siamo così alle porte della Settimana Santa. Fra otto giorni
staremo per entrare nel Triduo Sacro, per accompagnare Gesù Cristo
in quell´ora così scandalosamente incomprensibile. "L´ora del potere delle tenebre"
(Lc 22,53). L´ora della sua esaltazione sulla croce, che è
anche l’ora del suo trionfo e della sua gloriosa resurrezione.
La contemplazione di
questi misteri ineffabili ci fa scoprire una presenza silenziosa, materna:
Maria Santissima. A Nazaret, a Betlemme, sul Calvario, Maria è
presente, non come spettatrice, ma pienamente immersa nel mistero, prendendone
parte attiva. Maria ci invita ad entrare, come Lei, accettando
la parte che Cristo vuole assegnarci, perché anche noi siamo
coprotagonisti.
È in
questo contesto che vorrei presentarvi il comunicato che stiamo pubblicando
insieme a questa lettera.
1. Come potrete costatare, quasi tutto il
suo contenuto ruota intorno a temi dei quali, in un
modo o in un altro, abbiamo già parlato durante più
di un anno. Con qualcuno di voi, l’abbiamo fatto di
persona, con altri in riunioni e in incontri più numerosi.
Ho fatto anche in modo, in varie occasioni, di scrivere
a tutti congiuntamente. Abbiamo pregato insieme molte volte. So che
anche i legionari ed i membri consacrati del Regnum Christi
che si prendono cura di voi hanno messo tutto il
loro impegno per essere a vostra disposizione per rispondere a
tutte le domande e inquietudini man mano che le varie
questioni si chiarivano.
È stato un periodo molto doloroso per tutti. Addirittura traumatico.
Il repentino svelarsi di alcuni risvolti della vita del nostro
fondatore che non corrispondevano per niente a quello che noi
abbiamo vissuto al suo fianco, ci ha presi tutti assolutamente
di sorpresa. Non eravamo preparati per questo. Tutti siamo dovuti
passare per un processo di assimilazione graduale, in molti casi
forzosamente lento, richiedendo un dispendio inusuale di risorse umane e
spirituali, che ognuno avrà potuto trovare nella preghiera, nei dialoghi
con Gesù Cristo nell´Eucaristia, nell´intimità con la Beata Vergine, nelle
conversazioni con i direttori, con l´orientatore morale o con gli
stessi compagni di sezione, familiari ed amici.
Com´è naturale, in questo processo per
affrontare la realtà storica e le sue conseguenze, ognuno ha
seguito un percorso proprio, secondo la sua sensibilità, il suo
retroterra culturale, il suo livello spirituale. Ed è anche naturale
che non tutti si trovino nello stesso punto. C´è chi,
con l´aiuto speciale della grazia, può considerare ormai superato questo
momento, così come ci sarà anche chi avrà bisogno ancora
di tempo e preghiera per finire di elaborare e nel
suo animo, chiudere questo capitolo. Dobbiamo rispettare e comprendere con
molta delicatezza che ognuno ha il suo ritmo.
2. In questi giorni abbiamo riflettuto su tutto questo assieme ai
padri del consiglio generale e ai direttori territoriali, siamo giunti
alla conclusione che, dopo aver letto e assimilato questa pagina
della vita della Legione di Cristo e il Movimento Regnum
Christi, è arrivato il momento che, come istituzione, inizino a
voltar pagina, chiudendo questo capitolo della nostra storia e aprendone
uno nuovo.
È
vero che siamo ancora in attesa dei risultati della visita
apostolica, la cui fase operativa si è conclusa. Ovviamente la
nostra disposizione è di piena apertura e accoglienza docile a
quanto il Santo Padre riterrà conveniente indicarci. Ma finché arriva
questo momento, che presumibilmente tarderà ancora vari mesi, vogliamo, per
così dire, metterci in marcia, riprendere il nostro cammino con
fede e umiltà e metterci di nuovo a lavorare con
tutto il nostro ardore per la missione che il Signore
ci ha affidato al servizio della Chiesa. Il comunicato allegato,
oltre ciò che rappresenta di per sé, si risponde anche
questo rilancio istituzionale.
3. Penso che la contemplazione dell´esempio della Beata
Vergine ci può mostrare quali sono le disposizioni che devono
accompagnarci nel momento storico che ci tocca vivere. Dall’Annunciazione a
Nazaret fino al momento del Calvario, l´anima di Maria si
rivela piena di fede, di speranza e di amore teologali.
Sono le tre virtù che Dio ci chiede di far
crescere intensamente. Fede che illumina il passato. Speranza che incoraggia
verso il futuro. Amore che ci impegna nel presente.
4. Fede che illumina il passato
Quanti avvenimenti vennero a
sconvolgere la vita di Maria, senza che Ella potesse comprendere!
Dall´annuncio stesso dell´angelo, passando per un´infinità di imprevisti, contrattempi, problemi,
contrarietà, e alla fine, la conclusione tragica, certamente annunciata, ma
ugualmente incomprensibile, così contraria a quello che ragionevolmente si potrebbe
sperare dal destino di uno che è nientemeno che il
Figlio di Dio. Lei, che faceva? Come reagiva?
«Sua Madre custodiva accuratamente tutte
le cose nel suo cuore» (Lc 2,51). Le meditava. Con fede. Le meditava
senza capire. Ne parlava con Dio, senza chiedergli conto o
spiegazioni. Sapeva semplicemente che tutto formava parte dei suoi disegni,
che Lui sapeva cosa stava facendo e perché. E questo
le bastava. Anche se non capiva nulla. Meditava ogni cosa,
non per lamentarsi in maniera sterile né per compatire se
stessa. Per cercare di comprendere meglio il progetto di Dio.
Per chiedere a Lui la forza per accettarlo. E per
donarsi docilmente, umilmente e con gioia alla sua realizzazione.
Sul Calvario, ai piedi
della croce: silenzio e preghiera fiduciosa. Ancora una volta, non
capiva nulla. Era tutto così atroce, tanto infamante, così terribilmente
sinistro. Ma se i suoi occhi erano velati dalle lacrime
e la sua mente frastornata dallo sgomento, la sua anima
risplendeva di fede. Sapeva che Dio stava realizzando il suo
progetto. E rispose di nuovo "sì". E continuava a meditare.
Meditava credendo; credeva confidando.
Penso che questa è la fede che Dio ci
sta chiedendo. Forse non riusciremo mai a comprendere il perché
di tante cose che sono venute alla luce né per
quale motivo Dio abbia scelto uno strumento così per mettere
in piedi la Legione di Cristo e Regnum Christi. Perché
la Legione e il Regnum Christi non potranno presentare la
figura del fondatore come fanno altre congregazioni e movimenti? Dio
lo sa. Dobbiamo accettarlo con fede. E, con fede e
umiltà riconoscere che, nonostante il mistero sia così grande, Dio
è più sapiente di noi. Una volta ancora si conferma
il suo avvertimento: «Le mie vie non sono le vostre
vie» (Is 55,8).
Dio ci chiede fede per credere fermamente che «tutte le
cose cooperano al bene di coloro che amano Dio» (Rom
8,28), e pertanto, che Lui sta preparandoci per un´effusione di
grazia speciale. Dobbiamo confidare che Lui, che ha permesso che
le cose andassero così, è sufficientemente buono e potente per
ricavarvi un bene maggiore. In parte lo stiamo già vedendo.
Sono sicuro che lo vedremo molto di più. Il Catechismo
ci insegna che «col tempo, si può scoprire che Dio,
nella sua Provvidenza onnipotente, può trarre un bene dalle conseguenze
di un male, anche morale, causato dalle sue creature», e
che «dal più grande male morale che mai sia stato
commesso, il rifiuto e l´uccisione del Figlio di Dio, causata
dal peccato di tutti gli uomini, Dio, con la sovrabbondanza
della sua grazia, [cfr. Rom 5,20 ] ha tratto i
più grandi beni: la glorificazione di Cristo e la nostra
Redenzione». Al tempo stesso avverte che «con ciò, però, il
male non diventa un bene» (Catechismo della Chiesa Cattolica, nº
312).
Con fede
dobbiamo scoprire e accettare che, al di sopra di tutte
le vicissitudini che compongono la nostra storia passata, la Provvidenza
divina è colei che realmente dirige il nostro destino. La
fede ci aiuta a crederlo davvero, anche se a volte
ci può sembrare che andiamo nella direzione sbagliata e anche
se a volte i nostri occhi vedono solo l’intervento, frequentemente
maldestro, della libertà umana. Molti fattori hanno determinato, in quest´ultimo
anno, la rotta seguita dalla Legione e dal Movimento Regnum
Christi. Uno di questi fattori sono state le decisioni dei
direttori. Viste dalla prospettiva umana, si potrà giudicare se siano
state più o meno convenienti. O inopportune. E passando in
particolare al mio modo di comportarmi, data la responsabilità che
mi compete, posso assicurarvi che in ogni istante ho cercato
di procedere con la maggiore purezza di intenzione e la
massima prudenza; ho chiesto quotidianamente allo Spirito Santo il dono
di consiglio, che come sapete illumina e perfeziona la virtù
della prudenza. Mi sono fatto aiutare dal consiglio generale, da
molti uomini di Chiesa e da voi. Abbiamo cercato di
prendere ogni decisione e fare ogni passo davanti a Dio
cercando di discernere come agirebbe Cristo. Non sono infallibile. Non
so se ci sono riuscito. Sicuramente non sempre. Gli altri
direttori avranno potuto anche commettere qualche errore, in mezzo alle
innumerevoli decisioni giuste. Ma quello che è indubitabile è che
Dio sa scrivere dritto su righe storte. Malgrado le grandi
limitazioni e difetti degli strumenti, Dio ha guidato la nostra
traiettoria del passato, e continuerà a condurci nel futuro. La
fede di Maria ce lo assicura.
5. Speranza, che
ci incoraggia verso il futuro
Maria ci dà anche un esempio di speranza. Lei
non ha mai ceduto alla tentazione della sfiducia. Ci furono
momenti terribili in cui il futuro sembrava non aver via
d´uscita. Le annunciarono una maternità verginale, e lei sapeva bene
i sospetti che questo poteva suscitare. Le annunciarono che doveva
partire frettolosamente verso l´Egitto, fuggendo dall´odio di Erode; ed è
facile immaginare l´incertezza e l´inquietudine che avrà albergato nel suo
animo. Le annunciarono che una spada le avrebbe attraversato l´anima,
e dovette sopportare molti anni l´ansia della profezia che si
doveva compiere. Sotto la croce di suo Figlio sentì l´annuncio
di una nuova maternità universale... Però Lei imparò a mettersi,
di volta in volta, nelle mani di Dio, con una
speranza senza limiti. E Dio non defraudò la sua speranza.
Come la
Vergine Maria, anche noi dobbiamo guardare il futuro con una
grande speranza in Dio, senza che nessuna tormenta possa rubarci
l´ottimismo, che viene da chi sa, come San Paolo, che
nulla ci separerà dall´amore di Cristo e che dobbiamo considerare
tutto una perdita in comparazione all´esperienza dell´amore di Cristo, unico
motivo della nostra esistenza.
La fiducia segue la fede. Se davvero crediamo
in Dio, nella sua Provvidenza, nella sua sapienza e bontà
infinite, non possiamo se non afferrarci alla sua mano e
porre in Lui, solamente in Lui, tutta la nostra fiducia.
Nulla del futuro ci può far temere.
Guardare al futuro con speranza
teologale significa affrontarlo con profondo senso di responsabilità. È Dio
colui che ha voluto suscitare la Legione di Cristo e
il Regnum Christi, per dare alla Chiesa un gruppo di
apostoli che collaborino, con umiltà e passione, nella grande missione
evangelizzatrice. Lui non ci abbandonerà. Non ci defrauderà. Ci chiede
solo santità di vita, coerenza e responsabilità, per non essere
noi a defraudare Lui, la Chiesa, la società e le
anime.
6. Amore, che ci impegna nel presente
Maria non solo
credeva e sperava. Soprattutto amava Dio. Per amore accettò in
ogni momento la sua volontà santissima, e si donò per
compierla diligentemente, senza pensare a se stessa, alla sua comodità,
alla sua fama, alla sua tranquillità. Le importava solo amare
Dio e compiere la sua volontà.
È l´impegno che Dio chiede anche
a noi in quest´ora. Se la fede ci fa vedere
che tutto contribuisce per il bene di coloro che amano
Dio, dobbiamo amare di più, dobbiamo mare senza limiti. E
vedremo quanto bene porterà Dio a questo mondo. Questo è
quello che Lui ci chiede. Non limitare né ribassare il
nostro amore. Temprarlo sempre di più ogni giorno nella preghiera.
Che questo sia uno dei nostri principali propositi: essere uomini
e donne di preghiera, di profonda vita interiore.
Per amore continuiamo a
servire la Chiesa. Disinteressata-mente. Non per il beneficio che ne
ricaviamo.
Per amore continuiamo
a far vita il carisma così bello e fecondo che
Dio ha voluto regalarci. Per amore cerchiamo di farlo fruttificare.
Per amore lo vogliamo condividere perché molte altre persone si
arricchiscano spiritualmente con i doni che da Lui abbiamo ricevuto
e così arriveremo alla meta finale delle nostre vite: il
cielo.
Per amore, continuiamo
a camminare insieme, sostenendoci, donandoci comprensione l´un l´altro. Per amore
cerchiamo di rafforzare ancora di più l´unità e lo spirito
di famiglia, questo tesoro senza prezzo che tanta pace e
serenità infonde nelle nostre comunità ed équipe.
Per amore, continuiamo al fianco di tutti
i nostri compagni del Regnum Christi, dei nostri amici, dei
familiari, dei benefattori e di quanti Dio mette sul nostro
cammino, affinché trovino in noi i cirenei che li aiutino
a portare la loro croce alla sequela di Gesù Cristo.
7. Cari amici e membri del Regnum Christi, vi invito a
portare alla presenza di Cristo Eucaristia queste riflessioni, frutto di
lunghe e profonde considerazioni che abbiamo fatto insieme ai membri
del consiglio generale ed ai direttori territoriali. E lì, presi
per mano dalla Beata Vergine, meditare queste cose, rinnovare il
nostro "sì", oggi ancora più consapevole, più coerente, più sofferto;
anche più gioioso e chiedere che conceda a tutti noi,
come a Maria, la grazia di accettare con fede luminosa
i suoi progetti, di guardare con speranza ferma verso il
futuro, e di impegnarci a vivere nella carità in ogni
momento.
Sempre uniti nella
preghiera e nella missione comune che c´è stata affidata, mi
confermo vostro in Cristo,
P. Álvaro Corcuera, LC