
Roma, 7 settembre 2011. Con la recita
dei vespri in comune, ha avuto inizio, presso il Centro di Studi Superiori dei Legionari di Cristo, a Roma, il “Pellegrinaggio
alla tomba di san Pietro” per 118 Vescovi di nuova
nomina, provenienti da ogni parte del mondo, organizzato dalla Congregazione
per i Vescovi.
Il primo convegno per i nuovi
vescovi, su iniziativa del Card. Giovanni Battista Re, allora Prefetto
del medesimo Dicastero, si è tenuto nel 2001.
Già
da dieci anni i Legionari di Cristo offrono alla Congregazione
per i Vescovi la propria casa, in via degli Aldobrandeschi,
per ospitare, oggi anno, in settembre, circa 100 vescovi, appena
consacrati, che cominciano così la loro grande missione.
Uno
dei momenti più forti del pellegrinaggio è la S. Messa
nella Basilica di San Pietro. I Vescovi scendono fino alla
tomba di colui che fu il primo Papa, per rendergli
omaggio e implorare la sua potente intercessione sul loro ministero
di pastori e di testimoni della fede. Un altro momento
che nessuno dei nuovi Vescovi dimenticherà mai e l’udienza con
il Santo Padre e il saluto personale del Successore di
Pietro.
Padre Javier Gonzalez, L.C. è stato per molti
anni il coordinatore, all’interno del Centro Studi, di questo incontro
annuale e ha risposto a alcune domande:
Come è
iniziata questa collaborazione con la Congregazione per i Vescovi?
In occasione
del “Giubileo dei Vescovi”, sul finire dell’Anno Santo del 2000,
ha avuto luogo il primo incontro dei vescovi in Vaticano
organizzato dall’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum in collaborazione con la Congregazione per
i Vescovi, presso la nostra sede. Dopo quell’incontro, il prefetto
della Congregazione per i Vescovi, il Card. Re, ha chiesto
ai nostri superiori di accogliere i Vescovi che, d’allora in
poi, ogni anno, si sono recati a Roma per un
convegno di formazione e di preparazione per la loro missione.
Ospitarli è stato per noi, sin dall’inizio, motivo di
grande gioia, e sicuramente i religiosi e i sacerdoti che
vivono a Roma hanno avuto in questi anni testimonianze di
vita che li hanno aiutati a crescere nella fede e
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| «L’ordinazione episcopale conferisce un posto più in alto nella gerarchia ecclesiastica, sì, ma soprattutto una responsabilità pastorale grandissima che per molti arriva inattesa e a volte indesiderata». | |
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a sentirsi parte della vita della Chiesa.
Qual
è il significato, per la comunità dei Legionari di Cristo,
dell’incontro con tanti Vescovi provenienti da ogni parte del mondo?
Come sappiamo e crediamo fermamente, i vescovi sono i
successori degli Apostoli. È una grande emozione averli con noi,
e non solo per i giovani: anche tra i Padri
più anziani ho sentito spesso, in questi anni, parole commosse
per la presenza dei Vescovi, tanti Pastori della Chiesa, tutti
riuniti nella nostra casa.
Durante il giorno i
Vescovi hanno diverse riunioni e impegni e noi Legionari viviamo
i nostri, ma i momenti comuni, come la celebrazione eucaristica,
i pasti e le preghiere, sono l’occasione per rinnovare l’adesione
alla Chiesa nella sua multiforme varietà. È anche una maniera
eccellente di avvicinarsi alle persone che il Signore ha scelto
per portare il peso delle varie comunità, ciascuno la propria
diocesi, a volte intere regioni, e scoprire che sono esseri
umani come noi, semplici, con aspettative, preoccupazioni, ma soprattutto con
molta fiducia nella grazia di Dio, che li aiuterà a
guidare il popolo che Lui stesso ha affidato loro. È
molto edificante ascoltare la storia di ognuno e percepire la
grande disponibilità, la trepidazione e l’apertura di cuore con cui
questi uomini di Dio affrontano il loro ministero.
Inoltre, nella nostra congregazione sono rappresentate diverse nazionalità e per
alcuni fratelli questa è un’occasione preziosa per conoscere da vicino
colui che sarà vescovo nel loro Paese d’origine, dove ancora
vivono familiari ed amici. Naturalmente, ospitare 118 persone che parlano
lingue diverse ed hanno abitudini e ritmi diversi da quelli
di una comunità di religiosi, comporta anche un grande lavoro
di squadra e una buona organizzazione interna.
Che
cosa ricorda in particolare degli incontri degli anni passati?
Quello che mi porto nel cuore ogni anno è proprio
l’ambiente che si crea: un vero e proprio spirito di
famiglia che nasce fra tutti loro. Un riflesso di esso sono i momenti di convivenza tra la nostra
comunità e il gruppo dei vescovi, in cui ci trasmettono
tutto questo, per esempio, quando il coro canta per loro,
o la nostra orchestra si esibisce (e ogni anno è
un grande successo!) con i canti tradizionali messicani e italiani.
Sono momenti informali, di allegria e di risate, in cui
però abbiamo l’opportunità di riflettere sulla comune missione all’interno della
Chiesa e nel mondo, sebbene abbiamo ruoli, ministeri e incarichi
differenti.
L’ordinazione episcopale conferisce un posto più in alto
nella gerarchia ecclesiastica, sì, ma soprattutto una responsabilità pastorale grandissima
che per molti arriva inattesa e a volte indesiderata.
Ospitarli
nella nostra casa, anno dopo anno, è un servizio che
dobbiamo alla Chiesa intera e a ciascun Pastore e un
segno della nostra adesione al Vicario di Cristo.
Recarsi
in pellegrinaggio a Roma, all’inizio del loro ministero episcopale, vuole
simbolicamente essere anche un rinnovamento dell’adesione al successore di san
Pietro, che sarà la guida dell’attività pastorale di ciascuno.
I Vescovi riuniti intorno al Santo Padre nella
città di Roma, centro della cristianità e centro della Chiesa,
sono segno visibile dell’unità della Chiesa cui tutti siamo chiamati
a collaborare.
Da Roma i vescovi novelli partiranno
alla volta del Paese cui sono stati destinati. Noi li
seguiamo con la nostra preghiera.
Vedi anche:
Pellegrinaggio Vescovi
2008
Galleria fotografica Pellegrinaggio Vescovi 2008
Pellegrinaggio Vescovi 2007
Pellegrinaggio Vescovi
2005
Galleria fotografica Pellegrinaggio Vescovi 2001