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La storia della donna nella Chiesa è una
storia d’immensa operosità.
Così ha detto il
Card. Rylko nell’intervenire al Convegno
“Donna linfa della missione della Chiesa”, organizzato dall’Istituto
di Studi Superiori sulla Donna, ieri, 10 ottobre 2011.
Non è facile riassumere il suo profondo discorso,
da cui prendiamo spunto per affermare alcuni punti essenziali della
questione.
La donna deve partecipare anche oggi alla
nuova evangelizzazione, mettendo al servizio
della missione della Chiesa il suo genio femminile. Dal riconoscimento
teorico, avvenuto già con il Concilio Vaticano II, dobbiamo adesso
passare all’organizzazione pratica perché davvero ci sia l’auspicata maggiore partecipazione
delle donne.
Le donne sono chiamate a
essere modello e testimoni insostituibili
per tutti i cristiani di come la sposa deve rispondere
all’amore dello sposo. Una nube di testimoni, le prime giovani
martiri e le grandi badesse e mistiche del Medio Evo,
le co-patrone dell’Europa e le sante investite del titolo di
dottore della Chiesa, e tante altre che si sono adoperate
instancabilmente nell’educazione o in opere di carità.
Le
donne hanno ricoperto, sin dall’inizio della storia della Chiesa, ruoli
di grandissima importanza, un’immensa operosità a volte umile e nascosta.
Ma il discorso sulla Donna nella Chiesa deve
essere fondato su una corretta ecclesiologia.
La presenza
della donna nella Chiesa ha fondamenti teologici e antropologici: alla
donna è affidata una grande responsabilità nella cura dell’umano.
E la Chiesa è al tempo stesso mistero
di comunione. Corpo vivo e operante. Diversità e complementarietà di
vocazioni. Grazie a questo mistero ogni fedele laico offre il
proprio contributo.
La Chiesa è anche un mistero,
è radicata nell’iniziativa di Dio. Non siamo noi gli architetti,
c’è un mistero sponsale tra Cristo e la sua Chiesa,
in cui il sacerdote non è un funzionario amministrativo né
un ministro sacramentale ma colui che rende presente questo sposalizio.
E per questo la Chiesa non ha la facoltà di
conferire in alcun modo alle donne l’ordinazione sacerdotale.
Le profonde trasformazioni culturali hanno
trovato una vasta eco anche all’interno della Chiesa creando, soprattutto
all’inizio, tensioni.
C’è oggi un’inquietante confusione sull’identità e
vocazione specifica della donna.
Facendo eco ai temi
elencati dal Card. Rylko, affermiamo che la donna non è
antagonista dell’uomo, la famiglia non è un’opprimente costruzione patriarcale, la
maternità non è qualcosa da cui liberarsi e, tantomeno l’aborto
un diritto da rivendicare, quanto piuttosto un dramma.
L’identità sessuale non va scambiata con l’orientamento o
il ruolo sessuale, le differenze tra i sessi non sono
costruzioni culturali.
Il Vangelo testimonia del bellissimo
rapporto di Gesù con le donne lungi dal lasciarsi condizionare
dai costumi del tempo. È l’archetipo del rapporto nuovo tra
uomo e donna.
La Chiesa ha un profilo
mariano tanto fondamentale e caratterizzante quanto quello apostolico e petrino.
Entrambi i profili, mariano e petrino corrispondono alla visione carismatica
e gerarchica del Chiesa, sono legati in modo profondo e
complementare. Continua a essere una grande sfida x tutti noi.
Mettiamoci in ascolto di Dio per non opporci
a Lui e auspichiamo che le donne nella Chiesa ottengano
il posto che spetta loro.
Per informazioni:
Istituto di Studi Superiori sulla Donna
Tel. 06 66 54 39 03
e-mail: issdonna@upra.org; gabbiati@upra.org
www.istitutodonna.it