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Il volto femminile della nuova evangelizzazione
ITALIA | APOSTOLATO | NEI MEDIA
Intervista a Giovanna Abbiati, ideatrice dell´incontro "Il volto femminile della nuova evangelizzazione"

Il volto femminile della nuova evangelizzazione, ISSD, Roma, 2011
www.istitutodonna.it

ROMA - Il prossimo 14 ottobre a Roma all´Ateneo Pontificio Regina Apostolorum,  13 donne da Cherie Blair, avvocato e moglie dell´ex Primo Ministro Britannico Tony Blair a Maria Falcone, sorella del giudice Giovanni Falcone a Chiara Amirante della comunità Nuovi Orizzonti a Roberta Cocco, Direttore Responsabilità Sociale della Microsoft si confronteranno e racconteranno la loro esperienza per riflettere sul tema del "Volto femminile nella nuova evangelizzazione". Abbiamo incontrato chi ha ideato e organizzato questo evento,  Giovanna Abbiati dell´Istituto di Studi Superiori sulla Donna.

Giovanna come è nata l´idea di questo incontro?

Ci è sembrato importante riflettere sul ruolo della donna in generale. Ad un livello più profondo e femminile, non ci vengono in mente parole come empowerment o leadership, ma nozze, maternità, comunione, compassione… ma questo è proprio quello che dovrebbe rappresentare  la Chiesa, le nozze, la  maternità, la misericordia,… la Chiesa è madre. Forse quindi non è tanto una questione di ruolo della donna nella Chiesa ma di come essere donne che possano contribuire a  costruire una Chiesa sempre più piena di frutti. All’Istituto della Donna siamo 5 donne diversissime: una consacrata, un’artista, una fisica, una sociologa, una storica e incontriamo moltissime donne diversissime da noi. Siamo tutte alla ricerca di un volto femminile e insieme evangelizzatore dell’epoca contemporanea e forse è proprio per questo che abbiamo ideato questo convegno, lo cerchiamo tra le laiche e tra le consacrate, indifferentemente, come deve essere?Come può ispirare, essere d’esempio per le donne contemporanee?

La scelta delle donne  che saranno presenti sembra essere una scelta “lontana” dal tema che presentate.  Sono soprattutto donne laiche eppure saranno chiamate a raccontarsi in un contesto in cui l’attenzione è puntata anche al ruolo della donna nella Chiesa contemporanea.  Ci puoi spiegare il significato più profondo di questa scelta?

Accanto alle persone bisognose, ci sono quasi sempre le donne. Non è necessario andare lontano, osserviamo anche le vite più comuni. Chi sta accanto a un genitore anziano, a un bambino che ha bisogno di cure, chi porta il cibo alla bocca del disperato, chi insegna l’abc della vita, molto  spesso sono donne. Questo vuol dire che tantissime donne,  e moltissime donne laiche, sono accanto ai bisogni fondamentali dell’essere umano. Li toccano con mano, spesso li illuminano.  Forse tutte queste donne non ne sono consapevoli, ma le loro vite sono  vite evangeliche, anche se sono ignorate o invisibili. Il Vangelo non è qualcosa di astratto, il Vangelo è amore. E ogni donna è capace d’amore. Ecco non  direi  che sono lontane da un loro ruolo nella Chiesa. E’ la Chiesa che le deve accogliere e valorizzare.

Sarà presente Cherie Blair, insieme a Maria Falcone a Roberta Cocco della Microsoft a Chiara Amirante di Nuovi Orizzonti e poi donne  meno conosciute ma con esperienze di vita altrettanto forti da comunicare,  cosa vi aspettate?

Abbiamo senza dubbio invitato donne molto conosciute e carismatiche,  ma assieme a loro, nella stessa proporzione  anche donne più invisibili e nascoste.  Sono tutte  donne vincenti, ma attenzione non parliamo di vittorie trionfalistiche con mezzi che usano la forza,  ma di vittorie che usano strumenti semplicissimi. Pensiamo alla donna filantropa che dona senza un tornaconto, al volontariato che usa la forza dell’amore, alla giustizia con strumenti di pace, a chi insegna  l’alfabetizzazione informatica per rompere l’isolamento delle donne nel mondo, a chi forma l’essere umano  da quando è piccolo consapevole del fatto che forse  nessuno la ricorderà.

Le donne cristiane hanno da sempre ricoperto un ruolo di evangelizzatrici della Chiesa in modo spesso  “silenzioso” ma al tempo stesso “ pieno ed intenso”.  Ma il cambiamento che sta attraversando  la donna in tutti gli spazi della società in questo ultimo secolo in che modo si fa sentire anche all’interno della Chiesa Cattolica.  Dall’osservatorio dell’Istituto di Studi Superiori sulla Donna cosa potete registrare in merito. 

La prima cose per tutte noi donne del mondo è scoprire nuovamente chi siamo. Molte pagine sono state scritte sulle donne e molte se ne devono ancora scrivere. La prima pagina che dobbiamo ancora scrivere è il giorno di domani...Dobbiamo scriverla noi che viviamo nell’oggi, per le donne di domani...dobbiamo scriverla insieme. Essere una donna globale non significa parlare molte lingue e viaggiare in molti paesi, significa avere una visione globale di ciò che è essenziale e fondamentale per l’uomo. Noi  donne dobbiamo essere capaci di nutrire la vita, e la vita cristiana, ad ogni livello, ad ogni età e in particolare dobbiamo essere capaci di illuminare le esperienze vitali fondamentali di ogni uomo.

Papa Ratzinger sostiene che la crisi della Chiesa nel mondo occidentale richiede  «un rinnovamento della fede», non modifiche strutturali o dottrinali.  Le esperienze di vita delle donne chiamate a raccontarsi, vanno in questa direzione? Personalmente Papa Benedetto XVI mi regala ogni volta che lo ascolto  un segno pastorale  che mi guida nel profondo: il suo cuore docile. Penso che per cominciare qualsiasi rinnovamento questo sia l’atteggiamento giusto per poter dialogare nel e con il mondo contemporaneo. Un cuore docile per comprendere cosa significa essere uomini,  per comprendere  il mistero della vita e del cosmo, per sentirsi nuovamente  chiamati  a qualcosa di grande e di infinito.

Che lavoro fate all’Istituto di Studi Superiori sulla Donna?

La missione dell’Istituto Superiore Studi sulla Donna è quella di unire le donne del mondo per fare il bene. Ci sforziamo di costruire una grande comunità di donne attorno al mondo che aiutino a  superare l’isolamento e l’individualismo, e con lo scopo di condividere il bene. Per portare avanti la nostra missione l’ISSD collabora con Associazioni Filantropiche nel mondo, aziende con missioni di responsabilità sociale, università e con le grandi realtà dell’industria informatica. Vogliamo essere di servizio alla Chiesa impegnandoci completamente nella missione dell’educazione e della comunicazione attraverso i mezzi della contemporaneità al fine di costruire  delle comunità e unendoci, lavorare per il bene.

VENERDI´ 14 OTTOBRE ORE 9:00

ATENEO PONTIFICIO REGINA APOSTOLORUM

Via degli Aldobrandeschi, 190 - ROMA

Tel: 0039 06 66543903

 

 

 

 

 

 

 


DATA DI PUBBLICAZIONE: 2011-10-10


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- Jocelyne Khoueiry
 
- Cherie Blair
 
- Chiara Amirante
 
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