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ROMA - Il prossimo 14 ottobre
a Roma all´Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, 13 donne da Cherie Blair, avvocato e moglie dell´ex
Primo Ministro Britannico Tony Blair a Maria Falcone, sorella del
giudice Giovanni Falcone a Chiara Amirante della comunità Nuovi Orizzonti
a Roberta Cocco, Direttore Responsabilità Sociale della Microsoft si confronteranno
e racconteranno la loro esperienza per riflettere sul tema del
"Volto femminile nella nuova evangelizzazione". Abbiamo incontrato chi ha ideato
e organizzato questo evento, Giovanna Abbiati dell´Istituto di Studi Superiori sulla Donna.
Giovanna come è
nata l´idea di questo incontro?
Ci
è sembrato importante riflettere sul ruolo della donna in generale.
Ad un livello più profondo e femminile, non ci vengono
in mente parole come empowerment o leadership, ma nozze, maternità, comunione, compassione… ma questo è proprio
quello che dovrebbe rappresentare la Chiesa, le nozze,
la maternità, la misericordia,… la Chiesa è madre.
Forse quindi non è tanto una questione di ruolo della
donna nella Chiesa ma di come essere donne che possano
contribuire a costruire una Chiesa sempre più piena
di frutti. All’Istituto della Donna siamo 5 donne diversissime: una
consacrata, un’artista, una fisica, una sociologa, una storica e incontriamo
moltissime donne diversissime da noi. Siamo tutte alla ricerca di
un volto femminile e insieme evangelizzatore dell’epoca contemporanea e forse
è proprio per questo che abbiamo ideato questo convegno, lo
cerchiamo tra le laiche e tra le consacrate, indifferentemente, come
deve essere?Come può ispirare, essere d’esempio per le donne contemporanee?
La scelta delle donne che saranno presenti
sembra essere una scelta “lontana” dal tema che presentate. Sono soprattutto donne laiche eppure saranno chiamate a raccontarsi
in un contesto in cui l’attenzione è puntata anche al
ruolo della donna nella Chiesa contemporanea. Ci puoi
spiegare il significato più profondo di questa scelta?
Accanto alle persone
bisognose, ci sono quasi sempre le donne. Non è necessario
andare lontano, osserviamo anche le vite più comuni. Chi sta
accanto a un genitore anziano, a un bambino che ha
bisogno di cure, chi porta il cibo alla bocca del
disperato, chi insegna l’abc della vita, molto spesso
sono donne. Questo vuol dire che tantissime donne,
e moltissime donne laiche, sono accanto ai bisogni fondamentali dell’essere
umano. Li toccano con mano, spesso li illuminano.
Forse tutte queste donne non ne sono consapevoli, ma le
loro vite sono vite evangeliche, anche se sono
ignorate o invisibili. Il Vangelo non è qualcosa di astratto,
il Vangelo è amore. E ogni donna è capace d’amore.
Ecco non direi che sono lontane
da un loro ruolo nella Chiesa. E’ la Chiesa che
le deve accogliere e valorizzare.
Sarà presente Cherie Blair,
insieme a Maria Falcone a Roberta Cocco della Microsoft a
Chiara Amirante di Nuovi Orizzonti e poi donne
meno conosciute ma con esperienze di vita altrettanto forti da
comunicare, cosa vi aspettate?
Abbiamo senza dubbio invitato donne molto conosciute e carismatiche, ma assieme a loro, nella stessa proporzione
anche donne più invisibili e nascoste. Sono tutte donne vincenti, ma attenzione non parliamo di vittorie
trionfalistiche con mezzi che usano la forza, ma
di vittorie che usano strumenti semplicissimi. Pensiamo alla donna filantropa
che dona senza un tornaconto, al volontariato che usa la
forza dell’amore, alla giustizia con strumenti di pace, a chi
insegna l’alfabetizzazione informatica per rompere l’isolamento delle donne
nel mondo, a chi forma l’essere umano da
quando è piccolo consapevole del fatto che forse
nessuno la ricorderà.
Le donne cristiane
hanno da sempre ricoperto un ruolo di evangelizzatrici della Chiesa
in modo spesso “silenzioso” ma al tempo stesso
“ pieno ed intenso”. Ma il cambiamento che
sta attraversando la donna in tutti gli spazi
della società in questo ultimo secolo in che modo si
fa sentire anche all’interno della Chiesa Cattolica. Dall’osservatorio
dell’Istituto di Studi Superiori sulla Donna cosa potete registrare in
merito.
La prima
cose per tutte noi donne del mondo è scoprire nuovamente
chi siamo. Molte pagine sono state scritte sulle donne e
molte se ne devono ancora scrivere. La prima pagina che
dobbiamo ancora scrivere è il giorno di domani...Dobbiamo scriverla noi
che viviamo nell’oggi, per le donne di domani...dobbiamo scriverla insieme.
Essere una donna globale non significa parlare molte lingue e
viaggiare in molti paesi, significa avere una visione globale di
ciò che è essenziale e fondamentale per l’uomo. Noi donne dobbiamo essere capaci di nutrire la vita, e
la vita cristiana, ad ogni livello, ad ogni età e
in particolare dobbiamo essere capaci di illuminare le esperienze vitali
fondamentali di ogni uomo.
Papa Ratzinger
sostiene che la crisi della Chiesa nel mondo occidentale richiede «un rinnovamento della fede», non modifiche strutturali o
dottrinali. Le esperienze di vita delle donne chiamate
a raccontarsi, vanno in questa direzione? Personalmente Papa Benedetto XVI
mi regala ogni volta che lo ascolto un
segno pastorale che mi guida nel profondo: il
suo cuore docile. Penso che per cominciare qualsiasi rinnovamento questo
sia l’atteggiamento giusto per poter dialogare nel e con il
mondo contemporaneo. Un cuore docile per comprendere cosa significa essere
uomini, per comprendere il mistero della
vita e del cosmo, per sentirsi nuovamente chiamati a qualcosa di grande e di infinito.
Che lavoro fate all’Istituto di Studi Superiori sulla Donna?
La missione dell’Istituto Superiore Studi sulla Donna
è quella di unire le donne del mondo per fare
il bene. Ci sforziamo di costruire una grande comunità di
donne attorno al mondo che aiutino a superare
l’isolamento e l’individualismo, e con lo scopo di condividere il
bene. Per portare avanti la nostra missione l’ISSD collabora con
Associazioni Filantropiche nel mondo, aziende con missioni di responsabilità sociale,
università e con le grandi realtà dell’industria informatica. Vogliamo essere
di servizio alla Chiesa impegnandoci completamente nella missione dell’educazione e
della comunicazione attraverso i mezzi della contemporaneità al fine di
costruire delle comunità e unendoci, lavorare per il
bene.
VENERDI´ 14 OTTOBRE ORE 9:00
ATENEO PONTIFICIO REGINA APOSTOLORUM
Via
degli Aldobrandeschi, 190 - ROMA
Tel:
0039 06 66543903