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| «Uomo dei dolori, che porta su di sé la passione dell’uomo di ogni tempo e di ogni luogo, anche le nostre passioni, le nostre sofferenze, le nostre difficoltà, i nostri peccati». Benedetto XVI, 2 maggio 2010. | |
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Una novità assoluta nel
panorama universitario. Il Diploma, promosso dall´Istituto Scienza e Fede dell’Ateneo romano in collaborazione con il Centro Internazionale di Sindonologia
di Torino, ha la durata di un anno ed è
diviso in due semestri: il programma è coordinato da Maria
Chiara Petrosillo sotto la guida di un Comitato scientifico composto
da Gianfranco Berbenni, Bruno Barberis, Gian Maria Zaccone, Héctor Guerra,
Rafael Pascual, Nello Balossino. Sulle ragioni e gli scopi dell’iniziativa,
ilsussidiario.net ha intervistato il Direttore dell’Istituto Scienza e Fede, padre
Rafael Pascual.
Da dove è
nata l’idea e l’esigenza di lanciare un diploma di specializzazione
in Studi Sindonici?
L’idea di
fare un Diploma è sorta dal fatto che abbiamo visto
che non esiste un programma del genere. È vero che
ci sono tante diverse iniziative per far conoscere la Sindone
con diverse modalità e da diversi punti di vista, attraverso
conferenze, congressi, tavole rotonde, ma mancava uno studio organico e
sistematico di questo soggetto così importante per i nostri giorni.
Così abbiamo pensato di coprire il vuoto con questo programma
che vuole offrire sia una visione d’insieme, sia uno studio
più approfondito sugli aspetti più importanti degli studi sindonici. D’altra
parte, crediamo che ci sia un grande interesse su questi
argomenti. Infatti, gli oltre due milioni di pellegrini che l’anno
scorso, in occasione dell’ostensione, sono sfilati dinanzi al telo sindonico,
sono il segno che la Sindone suscita nel cuore di
molti un interesse straordinario. Il nostro Diploma, novità assoluta nel
panorama universitario, vuol dar l’opportunità di impossessarsi degli strumenti necessari
per uno studio approfondito e scientifico sulla Sindone. L’uomo della
Sindone, mutuando le parole di Giovanni Paolo II, è un
“testimone muto, ma nello stesso tempo sorprendentemente eloquente”, che parla
a chiunque gli si accosti.
A chi si rivolge e come è organizzato il corso?
Si rivolge sia a ecclesiastici
che a laici, sia a professori e ricercatori che a
giornalisti e comunicatori, sia a insegnanti di religione e agenti
di pastorale che a catechisti, e in genere a coloro
che vogliono approfondire, con un approccio interdisciplinare, il vasto e
ricco ambito degli studi sindonici. Il corso ha la durata
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| Padre Rafael Pascual, LC, Direttore dell’Istituto di Scienza e Fede dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. | |
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di un anno ed è diviso in due semestri. Oltre
i quattro corsi principali, cioè la scienza e la teologia
di fronte alla Sindone, storia della Sindone, la teologia e
la spiritualità della Sindone, la ricerca scientifica sulla Sindone, si
offre una serie di conferenze di esperti di sindonologia su
argomenti più specifici. Da quest’anno è possibile anche seguire l’intero
corso a distanza via internet, attraverso un link che sarà
fornito ogni settimana agli studenti iscritti in questa modalità.
Gli studi sindonici sono tipicamente interdisciplinari:
cosa vuol dire più precisamente interdisciplinarità nel caso della Sindone?
La Sindone per sua stessa
natura si presta a un’indagine interdisciplinare, in quanto oggetto di
studio di numerose scienze. L’esegesi biblica, la pastorale e la
spiritualità, la storia, l’arte, l’archeologia, la medicina, la fisica, la
chimica, l’informatica, la biologia, la botanica, ecc. sono “provocate” dalla
complessità del telo sindonico. Le ricerche sono vastissime e il
nostro intento è quello di proporre un percorso di studi
che risponda, scientificamente, a questa “provocazione all’intelligenza”, secondo la ben
nota espressione di Giovanni Paolo II in occasione dell’ostensione del
1998.
Il Papa ha parlato
della Sindone come di “un’icona scritta col sangue”: come si
riflette questa idea nell’impostazione del corso?
Questa domanda mi permette di “scendere in campo”,
per così dire. Su queste parole del Papa sono state
fatte diverse letture. Da una parte si è sottolineato che
il Papa parla di “icona” e non di “reliquia”. Alcuni
vedono in questo una messa in dubbio della sua autenticità.
Ma lo stesso Papa, in un documento successivo, non ha
avuto problemi a riferirsi alla Sindone come reliquia. Mi riferisco
al secondo volume del suo libro Gesù di Nazaret, a
pagina 254 dell’edizione italiana. Si obietterà che non intendeva fare
un uso “tecnico” della parola “reliquia” in questo testo, ma
lo stesso si potrebbe dire riguardo all’uso di “icona” nell’omelia
a Torino nella sua visita dell’anno scorso. Infatti, la parola
“icona” vuol dire precisamente “immagine”, e non di per sé
“dipinto”. Si sa infatti che la Sindone non è un
dipinto. Almeno così hanno stabilito gli scienziati che hanno lavorato
direttamente sulla Sindone negli studi del 1978 con le più
moderne tecnologie allora a disposizione. È chiaro, d’altra parte, il
fatto che oltre le macchie di sangue, evidentissime sul telo
sindonico, c’è proprio un’immagine, la cui origine non si è
ancora in grado di spiegare, malgrado le diverse ipotesi proposte
fino adesso.
L’analisi scientifica, come
può essere rispettosa della natura singolare dell’ “oggetto Sindone” e
non ridurne il messaggio entro la freddezza asettica dei dati
quantitativi?
Per quanto
detto prima, a mio avviso, il Papa nelle sue parole
intende dire che sulla Sindone abbiamo l’immagine, suggellata dal sangue,
di Gesù nella Sua passione, del suo vero corpo martoriato
e offerto per noi. Bisogna quindi trattare la Sindone con
sommo rispetto, proprio come una reliquia, anzi, come la reliquia
per eccellenza. Per questo sicuramente gli studi scientifici, che molti
auspicano si possano riprendere in un prossimo futuro, dovranno tenere
conto di questa particolarità e “sensibilità” dell’oggetto studiato.
Quali sono le ultime novità rilevanti negli
studi sindonici e come entreranno nel programma accademico del diploma?
Alcune delle ultime novità riguardano
gli studi e i dibattiti sulla questione della storia della
Sindone, dei cosiddetti “anni perduti”, con le ipotesi e contro-ipotesi
di recenti pubblicazioni che si riferiscono a questi argomenti, così
come altri studi e ipotesi sulla formazione e sulle caratteristiche
straordinarie dell’immagine della Sindone, come il suo carattere tridimensionale, per
fare qualche esempio. Altre le ascolteremo “in diretta” dai protagonisti
che stanno continuando gli studi sindonici da diverse prospettive. Ma
ci sono altri aspetti, di solito dimenticati, che bisogna approfondire
di più, come quello teologico, pastorale e spirituale. Nel Diploma
non si trascureranno questi approcci, fondamentali di fronte alla nuova
evangelizzazione che ci spetta portare avanti anche con l’aiuto di
questo dono prezioso che il Signore ci ha voluto lasciare
come segno e testamento del Suo amore per noi.
(a cura di Mario Gargantini)
Fonte: http://www.ilsussidiario.net/News/Scienze/2011/10/18/SINDONE-Al-via-la-scuola-sul-piu-eloquente-testimone-muto-/3/215044/