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| Gloria Galli | |
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Di Gloria Galli
«Quello che facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma
se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno».
(Madre Teresa di Calcutta)
Quale frase
meglio di questa può esprimere ciò che il progetto “Angeli per
un giorno” racchiude
in sé? La semplicità di piccoli gesti, da parte di
piccoli volontari… Ma una semplicità straordinariamente fondamentale, perché fondamentale è
il fine di tutto ciò: il sorriso di bambini e
ragazzi in difficoltà. Un gesto semplice, probabilmente una goccia, rispetto
al grande oceano di cose che si potrebbero fare, ma
un gesto importante perché parte da noi e, nella sua
semplicità, può regalare più di quanto si pensi . “Angeli
per un giorno” è tutto questo. “Angeli”… Che onore essere
definiti “angeli”! Che strano appellativo … Eppure quel giorno, il
4 dicembre, a Verona, questi volontari sono stati chiamati così
… E io ero una di loro.
Giornata intensa, quella che ho vissuto… Sveglia all’alba, corsa
assonnata in stazione, treni da prendere per essere alle 9,
puntuale, alla casa-famiglia! Con una gioia nel cuore grandissima! L’arrivo,
i preparativi, l’organizzazione dei giochi, la predisposizione delle stanze per
le attività, e finalmente l’incontro tanto atteso con questi miei
‘fratellini’ di cui mi sarei dovuta occupare, insieme a tanti
altri angeli. Bambini e ragazzi bellissimi, alcuni con gli occhi
pieni di eccitazione per la giornata che avrebbe avuto inizio,
altri con volti tristi, per le sofferenze provate, per un
passato troppo duro per loro così indifesi … E più
li guardavo più sentivo crescere dentro di me l’amore e
la voglia di “riparare”, almeno in parte, almeno per qualche
ora, per tutto ciò che avevano dovuto subire prima di
arrivare in quest’accogliente casa-famiglia. Nel momento in cui li ho
visti, ho sentito chiaramente che, quel giorno, ero stata chiamata
a essere lì, non era stato un caso. Quel giorno
la mia presenza serviva. E proprio quel giorno ho accettato
di mettere da parte, per un po’, le mie preoccupazioni
e le mie faccende, per dedicarmi a chi, purtroppo, è
stato meno fortunato di me.
I giochi hanno avuto inizio: calcio, pallavolo, giochi di gruppo,
balli, laboratori. Ogni volontario si prendeva cura di un bambino,
lo seguiva nelle attività proposte, lo aiutava, si divertiva con
lui. Che emozione vedere tanti sorrisi sbocciare! Eravamo tutti, grandi
e piccini, concentratissimi in quello che facevamo, tutti con la
voglia, almeno per un giorno, di lasciare da parte la
nostra vita e di donarci reciprocamente, per condividere qualcosa d’indimenticabile.
Si percepiva un grande desiderio di mettersi in gioco, di
sfidare i propri limiti e la propria piccolezza, per regalare
agli altri la propria presenza concreta.
La mattinata è passata velocemente, i giochi sono riusciti
a coinvolgere, molto, tutti quanti, facendo stringere legami d’affetto anche
tra chi non si era mai visto prima di allora.
Con un grande senso di serenità e di unione, abbiamo
partecipato alla Santa Messa, celebrata da Padre Timothy. La stanza,
sebbene fosse grande, ci conteneva a fatica. Eravamo tutti “appiccicati”
e anche questo contribuiva a dare quel senso di fratellanza
che si voleva creare. È stata una celebrazione raccolta, vivacizzata
dalle accattivanti ma profonde parole della predica: Riflessioni fondamentali circa
l’importanza della nascita di Gesù, della venuta del Salvatore, di
Colui che ci libera da ogni peccato, da ogni sofferenza.
E, proprio mentre venivano pronunciati questi discorsi, il mio pensiero
andava ancora una volta alla vita di tutti quei bambini
e adolescenti là presenti, malati, orfani, con gravi situazioni familiari…
Pensavo alle loro croci e pregavo affinché tutti loro potessero
trovare in Gesù il giusto appiglio e la forza per
superare ogni dolore passato. Sicuramente le parole di Padre Timothy
hanno lasciato il segno, oltre a farci rotolare dalle risate!
E, come sempre, dopo il “mistico”
arriva il “mastico”: pranzo buonissimo! Tutti i bambini, seduti ai
tavoli, sono stati serviti dagli angeli, un modo
anche questo per comunicare che ci vogliamo occupare di loro,
che li abbiamo a cuore. Nel pomeriggio, poi,
i ragazzini potevano scegliere se proseguire le attività del mattino
oppure vedere il cartone animato ‘Kung fu Panda’, sempre accompagnati
dai loro angeli, fino al momento conclusivo, quello
dei saluti. Man mano che la fine della giornata si
avvicinava, cominciava ad apparire qualche sguardo già malinconico al pensiero
che, di lì a poco, ci si sarebbe dovuti lasciare,
per tornare ognuno alla sua vita. Sguardi, però, in cui
si leggeva la riconoscenza per quanto si era ricevuto e
ad esprimere tutto questo non era solo lo sguardo di
quei ”fratellini”, ma anche e soprattutto quello degli angeli, stanchi
per aver progettato e realizzato ogni cosa, e felici per
le dolci sensazioni provate. Il “grazie” della ragazzina di 13
anni che ho avuto il piacere di affiancare, il suo
“torna ancora, ti prego!” e il suo abbraccio hanno reso
questa domenica meravigliosa e speciale. L’affetto che ho avuto, in
cambio di quel sorriso regalato mi ha riempita di gioia.
Quel sorriso, tanto cercato dai bambini, è stato da loro
trovato grazie all’impegno, alla passione e all’amore di tutti gli
angeli. Quel sorriso ha cambiato la loro giornata e mi
piace pensare che, proprio quel sorriso desiderato e donato, rimarrà
sempre un ricordo indelebile nel cuore di tutte le persone
che hanno condiviso quel giorno con me!
“Un giorno senza sorriso è un giorno perso!”
Gloria Galli ha 23 anni,
è di Cremona e si è laureata in psicologia in
ottobre 2011 presso l’Università di Padova. Ha partecipato alla prima
giornata di Angeli a Verona lo scorso 4 dicembre.