Ricerca   Lingua 
 

È morto, in Messico, P. Álvaro Corcuera, L.C. (Articolo)
P. Gianfranco Ghirlanda nominato assistente pontificio della Legione di Cristo (Articolo)
Ora resta la corona di giustizia (Articolo)
«Il sì umile e trepidante che ora pronuncerete, Vi accompagni come croce e come gloria, per tutta la vita» (Articolo)
Intimità con Cristo e passione evangelizzatrice (Articolo)

Come fratelli minori
ITALIA | ATTUALITA | ARTICOLI DI OPINIONE
Una riflessione sulla relazione di coppia: quando uno accelera il passo.

preghiera
«Se io, spinto dal desiderio, buono, di preghiera, trascuro i miei doveri, allora non compio la volontà di Dio. E Dio non vuole offerte e sacrifici ma obbedienza e misericordia».

di P. Marcelo Bravo Pereira


"Ma, senza notti di adorazione, come si può sopportare il marito o la moglie?".

Ho ricevuto questa domanda da un’amica, appena rientrata da un pellegrinaggio in cui aveva fatto una forte esperienza spirituale, non condivisa dal coniuge.

La ricerca della santità, nella propria condizione di vita, può portare a volte a fraintendimenti.

È ovvio che non c’è niente di più bello che rimanere davanti al Santissimo Sacramento, mano nella mano, cuore a cuore, come una carne sola, oso dire come marito e moglie. Non sarò io a vietare ai laici il contatto con il Mistero Eucaristico, non sarò io a vietare all’operaio o alla casalinga di percorrere la strada stretta della mortificazione. È necessario, però, fare un chiarimento: ciascuno ha una sua strada per la santità. 

È buono e santo rimanere raccolti in preghiera come un solo corpo e una sola anima con il Signore. Ma è buono e santo anche essere un corpo solo e un’anima sola nell’incontro intimo d’amore del rapporto sessuale, vivendolo come atto di amore, aperto alla vita.

Può accadere che un coniuge non sia pronto a seguire l’altro quando questi vive un momento di conversione, di rinnovamento dello slancio spirituale. Le situazioni possono essere diverse e tralascio per adesso il caso in cui uno dei due coniugi sia apertamente contrario alla pratica religiosa o miscredente. Nel caso più comune - almeno tra le persone che conosco - succede che uno dei due, a un certo punto, cominci a camminare più veloce. Uno è più fervente, l´altro meno.

Che fare?

Io credo che il più veloce debba aspettare il più lento, il più forte debba aiutare il più debole, facendosi “lampada ai suoi passi”, senza cedere alla tentazione di rimproverarlo o di lasciarlo a casa per andare ai gruppi
Neve12br
Padre Marcelo Bravo (Roma febbraio 2012)
di preghiera, con l’Amore e con la Persuasione. C’è più merito nell’accompagnare l’altro, rallentando il proprio passo, che nel correre avanti. Un giorno vi racconterò la storia di Chesterton e di sua moglie.


Se io, spinto dal desiderio, buono, di preghiera, trascuro i miei doveri, allora non compio la volontà di Dio. E Dio non vuole offerte e sacrifici ma obbedienza e misericordia. Il più grande sacrificio (anche nella vita di noi religiosi) è l´obbedienza.

È tutto qui. C’è poco da spiegare.

Una storia bellissima racconta di un novizio che fu affidato a un monaco di grandi virtù. Il novizio doveva imitare in tutto il suo austero maestro. Insieme camminavano verso il convento. Il novizio era stanco e assetato. Lungo la strada si avvicinarono a una fonte e il monaco, per sacrificio, rinunciò a bere. In quel momento vide una stella accendersi in cielo. Il novizio, seppure assetato, lo imita. Entrambi quindi rinunciano a bere e proseguono. Il novizio disperato non diceva niente, doveva obbedire. Di nuovo passarono accanto a una fonte. Il monaco avrebbe voluto fare un altro sacrificio ma si accorge che il novizio è assetato, rinuncia al suo sacrificio (che non gli sarebbe costato grande fatica) e si mette a bere a sazietà. Il novizio allora, pieno di gratitudine, beve anche lui a sazietà, come aveva visto fare al maestro. In quel momento, in cielo si accendono ben cinque stelline a significare che l’atto di carità compiuto dal vecchio monaco verso il fratello minore, valeva molto più dei grandi sacrifici fatti in quella giornata.

Ebbene, alle volte dobbiamo saper riconoscere nel coniuge il nostro “fratellino minore”…

 

Padre Marcelo Bravo, L. C. è direttore dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum.


DATA DI PUBBLICAZIONE: 2012-02-09


 
 


Seguici :   
Sito promosso dalla congregazione dei Legionari di Cristo e dal movimento Regnum Christi, al servizio della Chiesa.
Copyright 2011, Legione di Cristo. Tutti i diritti riservati


Desideri aggiungere Come fratelli minori ai tuoi preferiti?
Sì   -    No