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| La visita casa per casa a Piedimonte Matese | |
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Di Giovanni Bocciero e Simona Di Vico
Gioventù Missionaria torna nella provincia di Caserta per le missioni della Settimana
Santa, dal 4 all’8
aprile 2012, partecipando e soprattutto animando la bellissima liturgia del
triduo sacro. Un gruppo di giovani della provincia di Caserta,
tra i 15 e i 23 anni, hanno svolto le
missioni nei paesi di Piedimonte Matese, Valle Agricola, Pratella e
Totari, frazione del comune di Alife, in provincia di Caserta.
Per alcuni è stato anche un ritorno, molto felice e
gradito, nei paesi in cui già erano stati nel 2008
e nel 2009. I giovani missionari hanno collaborato, con gioia,
con i sacerdoti diocesani colombiani, che hanno ospitato in modo
favoloso i ragazzi.
Alla Messa d’Invio, presso
la Chiesa di Totari, ha partecipato tutto il gruppo di
missionari e anche una sorta di comitato d’accoglienza dei vari
paesi che avrebbero poi accolto i missionari. I parroci Don
Ovidio, Don Gregorio, Don Maurizio hanno concelebrato con i Legionari
di Cristo la Messa e hanno consegnato le croci ai
missionari.
Lo scopo principale dei
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| La Via Crucis. | |
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missionari è quello di mettersi a completa disposizione delle parrocchie che li accolgono, di
aiutare i parroci nel loro lavoro pastorale, di coinvolgere quanti
più giovani possibili nella liturgia del Triduo Sacro, riuscendo magari
anche ad avvicinare ragazzi distanti dalla chiesa.
«Io sono stato di base a Valle Agricola»
racconta Giovanni, «un paese che sfiora le mille unità di
abitanti, e che si trova a 700 metri d’altezza sul
livello del mare. Già conoscevo il paese per aver partecipato
alle precedenti missioni, ma prima di adesso non avevo mai
avuto la possibilità di viverlo, di trascorrerci delle giornate, di
conoscere la popolazione. Don Maurizio, il parroco, ci ha ospitati
nella casa canonica, mettendoci a disposizione, non solo una stanza
per dormire con i sacchi a pelo, ma anche un
altro appartamento per fare la colazione, unico pasto che i
missionari facevano tutti insieme. Infatti, sia a pranzo che a
cena, i ragazzi, divisisi in gruppi di due massimo tre
persone, sono stati ospitati dalle famiglie, che hanno spalancato le
porte della loro abitazione per garantire un pasto caldo ai
missionari. Certo, il fatto di essere ospitati nelle famiglie non
serve solo per cibarsi, ma ha anche e soprattutto un
valore per garantire la creazione di una vera e propria
relazione tra i missionari e la popolazione.
Stringere amicizia durante le missioni è quasi un
obbligo, e con il
tempo queste amicizie possono anche consolidarsi, visto che ormai con
i social network si può rimanere in contatto da qualsiasi
posto e in qualsiasi modo. I missionari partono con l’obiettivo
di donare il proprio tempo e il proprio lavoro, non
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| La visita alle famiglie | |
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solo alla parrocchia, ma anche agli abitanti. Spesso però, accade
il contrario ovvero i missionari ricevono più di quello che
realmente riescono a dare, e le lacrime al momento della
partenza, del ritorno a casa, arrivano spontanee e pure.
Sabato mattina il gruppo dei ragazzi si è
riunito con quello delle ragazze che era in missione a
Piedimonte Matese, a Pratella e a Totari. È stata l’occasione
per condividere le esperienze diverse e il significato che ha
avuto, per ciascuno, il tempo trascorso insieme.
«Le missioni di Settimana Santa costituiscono un percorso
importante per i ragazzi e le ragazze che vi partecipano»,
scrive Simona, «perché permettono a molti giovani di compiere un
viaggio interiore che li avvicina fortemente a Cristo. Alla missione
a Piedimonte Matese hanno preso parte 15 ragazze di Maddaloni
(CE); lì sono state accolte nel modo migliore dal parroco,
Don Emilio e da tutta la comunità, che ci hanno
fatto sentire quasi come a casa.
Abbiamo approfondito la conoscenza reciproca e ci siamo dedicate alle
varie attività, soprattutto alle "visite casa per casa", attività molto
importante grazie alla quale le missionarie si sono confrontate con
persone che avevano solo bisogno di qualcuno con cui parlare,
con cui ridere e a cui donare un sorriso. Siamo
rimaste sorprese della gioia che abbiamo visto negli occhi di
queste persone, quando per qualche ora gli tenevano compagnia. Tante
altre sono state le attività quotidiane svolte dalle ragazze col
fine di unire sempre di più la loro amicizia e
l´amicizia con Dio. Soprattutto abbiamo compreso che un sorriso non
costa nulla ma dona molto a chi lo riceve».