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| P. Sylvester Heereman, L.C., nominato vicario generale della Legione di Cristo. | |
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Roma, 14 maggio 2012. Ecco
la traduzione italiana dell’intervista che P. Sylvester Heereman, L.C., vicario
generale della Legione di Cristo, ha rilasciato alla rivista “L”
(n. 1 anno 2012), pubblicazione istituzionale dei Legionari di Cristo
e del Regnum Christi in Germania.
Padre Sylvester, qualche settimana fa è stato
nominato vicario generale dei Legionari di Cristo e del Regnum Christi. Come ha appreso personalmente la notizia di
questa nomina e come l’ha assimilata?
In
realtà non mi aspettavo questa chiamata e quindi sono rimasto
molto sorpreso quando ho ricevuto un’e-mail del Cardinale De Paolis
che mi chiedeva di rendermi disponibile per una conversazione telefonica.
Durante un colloquio personale a Roma ho cercato ancora di
portare «argomenti contrari», ma pare che non siano stati convincenti.
E così, la paura ha preso il posto della sorpresa
… tanto che non sono riuscito a conciliare il sonno
per due o tre notti. Alla paura, poi, è seguita
la gratitudine per la fiducia, immeritata dal mio punto di
vista e infine la pace interiore dovuta alla fiducia che
Dio deve sapere quel che fa. Non so se sono
all’altezza di questo compito, se potrò colmare le attese e
le esigenze di questo impegno. L’incertezza umana mi ha aiutato
a rinnovare la fiducia in Dio e a ricordare che
alla fine della giornata devo rendere conto solo a Lui.
Questo atteggiamento si mantiene fermo e mi permette di vivere
con grande pace.
P.
Sylvester, al suo “vecchio” territorio non rimane altra scelta che
lasciarla andare. Come riassumerebbe il suo lavoro e l’evoluzione degli
ultimi anni?
Non tocca a me fare
un bilancio dei successi e degli insuccessi. Tuttavia, nell’immediato mi
vengono in mente alcuni punti di riflessione. Nell’ambito concreto ho
portato a conclusione alcuni progetti quali la fondazione della scuola
apostolica della Germania, il “riscatto finale” della scuola in Ungheria,
l’acquisto del noviziato in Baviera, l’unificazione dei territori dell’Europa Centrale
e Occidentale (nota dell’editore: a giugno del 2011 è stata
unificata la provincia che ora comprende Francia, Irlanda, Paesi Bassi,
Belgio, Francia, Germania, Svizzera, Austria, Polonia e Ungheria). Con una
gioia particolare ho visto crescere gli apostolati del Regnum Christi guidati da laici. In molti casi il merito
è dovuto ad amici, confratelli e collaboratori e a molte
persone che lavorano con noi come volontari.
Però, sono soprattutto alcuni frutti “invisibili” che mi porto nella
mia nuova missione: la purificazione della mia vocazione e della
fratellanza tra i Legionari di Cristo attraverso tutta l’esperienza della
crisi del fondatore; una comprensione più profonda della vocazione dei
laici alla santità e all’apostolato, che è un punto essenziale
del nostro carisma, l’aver appreso a lavorare in squadra e,
soprattutto, la convinzione profonda che qualunque sfida si può superare
con la fiducia, la grazia di Dio e la buona
volontà di coloro che ci circondano.
Può spiegarci il ruolo e le responsabilità di un
vicario generale? Lei ha uno stile particolare di lavoro? Su
che cosa le piace insistere nel lavoro di squadra?
Il vicario generale nella nostra congregazione è prima
di tutto un membro del consiglio generale. Il consiglio generale
è composto di sei membri che coadiuvano il superiore generale
in tutte le questioni importanti e che garantiscono le decisioni
prese. Il vicario generale, come dice il suo nome, è
anche il primo sostituto del direttore generale nel caso che
non possa svolgere le sue funzioni per un motivo o
per un altro. Infine, il direttore generale può delegare al
suo vicario alcune responsabilità in seno al governo della congregazione.
Dove intravede gli elementi
essenziali del suo lavoro e della sua responsabilità?
Indipendentemente dalle responsabilità concrete nel consiglio generale, ritengo che
la mia responsabilità principale sia quella di sostenere il Delegato
Pontificio e il direttore generale nel loro impegno comune a
favore del processo di rinnovamento. Ad intra, vogliamo
essere accompagnati lungo questo cammino dai Legionari di tutte le
generazioni e continenti. Questo richiede una costante apertura al dialogo
e la presenza personale. Vogliamo seguire da vicino e sostenere
con rispetto e fiducia i procedimenti che saranno necessari per
la riconciliazione e la guarigione. Vogliamo allo stesso modo approfittare
con energia della grande opportunità che ci viene da questo
nuovo avviamento istituzionale al fine di realizzare i compiti in
sospeso perché la nostra comunità sia più in forma per
il servizio dell’evangelizzazione. Questo si fa, da un lato, superando
i mali dell’infanzia di una giovane congregazione e dall’altro, sulla
purificazione dei danni dovuti al comportamento e allo stile di
governo del fondatore. È altrettanto importante che, come congregazione, prendiamo
anche coscienza dei nostri talenti e che li portiamo a
uno sviluppo pieno, insomma, che li mettiamo in gioco.
Dove, precisamente, Lei vede questi talenti?
Io parlo di una spiritualità che ci
stimola ad avere in Gesù Cristo il perno, come amico
vivo e modello concreto, un fuoco interiore per la nuova
evangelizzazione; una coscienza profonda che apparteniamo alla Chiesa cattolica e
per questo nell’obbedienza al Santo Padre e ai vescovi abbiamo
una bussola sicura. Una formazione solida, una vita di comunità
gioiosa ed entusiasta; la volontà e la capacità di lavorare
in squadra con i laici, che svolgono il ruolo principale
in molti aspetti dell’evangelizzazione.
Lei
ha detto che la sua nomina arriva a partire dal
processo di rinnovamento dei Legionari di Cristo e del Regnum Christi. Dove si trovano, secondo Lei, il Movimento
e la congregazione in questo momento e come pensa di
affrontare ciò che verrà?
La revisione delle
Costituzioni, come era previsto prosegue con la collaborazione di tutti
i membri, come era previsto. Dovrà essere terminata alla fine
del 2013, in modo che nel 2014 ci possa essere
il capitolo generale.
Per
le questioni che riguardano la vita degli uomini e delle
donne di vita consacrata, il Delegato e il suo Consiglio
hanno dato un bell’avvio, nelle ultime settimane, per fortificare la
loro autonomia e per iniziare il proprio processo di revisione
[degli Statuti, ndr]. Tra il Delegato con i
suoi consiglieri e il nostro governo generale c’è un clima
di lavoro costruttivo e sincero. Stiamo andando avanti insieme in
accordo e possiamo trattare le questioni con piena trasparenza. Per
me, questo aiuto esterno è un’autentica benedizione di Dio. Una
delle sfide che bisogna affrontare in questo momento consiste nel
far sì che i cambiamenti desiderati dal Delegato passino ad
essere parte della prassi ordinaria in tutte le comunità. Questo
richiede tempo.
Molto recentemente il
Delegato Pontificio, il Cardinale Velasio De Paolis, ha espresso nuovamente
alla comunità la fiducia del Santo Padre nella congregazione e
in questo nuovo inizio. Come vede il futuro dei Legionari
di Cristo e del Regnum Christi?
Sicuramente saremo occupati ancora per due o tre
anni o più con i lavori di “pulizia” e ricostruzione
dopo il terremoto scatenato dalla scoperta di alcuni aspetti della
vita del fondatore. Questo assorbe inevitabilmente molte forze. Però, al
giorno d’oggi, la grande maggioranza dei fratelli e membri del
Regnum Christi si dedicano di nuovo, in corpo
e anima, alla nostra missione specifica, cioè, stimolare la vocazione
dei laici alla santità e all’apostolato.