Si è concluso con la celebrazione della S.
Messa, a voler ribadire che al centro di tutto c’è
sempre e solo Cristo, al quale tendiamo, il VII
Incontro mondiale delle Famiglie, dedicato, quest’anno, al tema della difficile
conciliazione tra i tempi da dedicare, necessariamente, al lavoro e
quelli che forse non sono mai sufficienti per festeggiare la
vita, per stare, semplicemente, in famiglia.
Un milione
di persone, riunite intorno a
Benedetto XVI, hanno testimoniato, ancora una volta, l’unica fede in
Cristo Salvatore del mondo e la speranza che tutti noi
riponiamo nella famiglia, sede degli affetti e cellula della società.
L’Incontro è finito e lascia nelle mani
di tutti coloro che hanno risposto al richiamo della Chiesa,
l’eredità di continuare a riflettere sui ritmi di vita dei
tempi moderni, sulla difficoltà di rimanere uniti nei momenti di
crisi, sull’importanza di educare al bello, al buono, al grande.
Nell’udienza del 6 giugno il Papa
ha commentato l’Incontro Mondiale della Famiglie e i diversi momenti
che lo hanno visto protagonista.
Ai giovani,
durante l’incontro con i cresimandi, il Papa ha detto:
“tendete ad alti ideali: tutti possono arrivare ad una alta
|
|  | |
| La Madonnina del Duomo di Milano nei giorni dell'Incontro Mondiale delle Famiglie. | |
 |
misura, non solo alcuni! Siate santi! […]. La santità è
la via normale del cristiano: non è riservata a pochi
eletti, ma è aperta a tutti. Naturalmente, con la luce
e la forza dello Spirito Santo, che non ci mancherà
se estendiamo le nostre mani e apriamo il nostro cuore!
E con la guida di nostra Madre. A lei Gesù
ci ha affidati tutti, prima di morire sulla croce”.
Durante la Festa delle Testimonianze, dice il Papa,
“ho avuto la gioia di incontrare migliaia di persone, un
arcobaleno di famiglie italiane e di tutto il mondo, già
riunite dal primo pomeriggio in un’atmosfera di festa e di
calore autenticamente familiare. Rispondendo alle domande di alcune famiglie, domande
scaturite dalla loro vita e dalle loro esperienze, ho voluto
dare un segno del dialogo aperto che esiste tra le
famiglie e la Chiesa, tra il mondo e la Chiesa.
Sono stato molto colpito dalle testimonianze toccanti di coniugi e
figli di diversi Continenti, sui temi scottanti dei nostri tempi:
la crisi economica, la difficoltà di conciliare i tempi del
lavoro con quelli della famiglia, il diffondersi di separazioni e
divorzi, come anche interrogativi esistenziali che toccano adulti, giovani e
bambini. Qui vorrei ricordare quanto ho ribadito a difesa del
tempo della famiglia, minacciato da una sorta di «prepotenza» degli
impegni lavorativi: la domenica è il giorno del Signore e
dell’uomo, un giorno in cui tutti devono poter essere liberi,
liberi per la famiglia e liberi per Dio. Difendendo la
domenica, difendiamo la libertà dell’uomo!”.
“Da Milano” ha
concluso Benedetto XVI, “è stato lanciato a tutto il mondo
un messaggio di speranza, sostanziato di esperienze vissute: è possibile
e gioioso, anche se impegnativo, vivere l’amore fedele, «per sempre»,
aperto alla vita; è possibile partecipare come famiglie alla missione
della Chiesa ed alla costruzione della società”.