«Fecisti nos ad
te et inquietum est cor nostrum donec requiescat in te».
Ci hai fatti per te, o Signore, scrive
Sant’Agostino in Confess. 1, 1, 1, e il
nostro cuore non ha posa finché non riposa in te.
Come sfruttare il tempo delle vacanze
per riposare veramente nel corpo e nello spirito? Stando a
quanto dice Agostino il segreto è non mandare in ferie
la preghiera, non mandare in vacanza il dialogo con Dio,
non rinunciare al tempo che, faticosamente, tra gli impegni di
ogni giorno, abbiamo imparato a dedicare alla meditazione.
Abbiamo già parlato dell’estate come tempo di grazia, come occasione per rinnovare
o se necessario riaprire il dialogo con Dio.
Ci sono libri di preghiera per grandi e
bambini pensati apposta per l’estate: contengono preghiere ispirate alla bellezza
della natura che ci aiutano nel passaggio dalla contemplazione del
creato a quella del Creatore.
E
poi oggi la tecnologia ci permette di ritrovare il testo
di una preghiera con un click anche sotto l’ombrellone e la nostra pagina web non
interromperà il servizio di pubblicazione e invio della meditazione quotidiana che ogni giorno offriamo ai
nostri lettori.
Dulcis in fundo, la buona preghiera si trasformerà in apostolato.
L’estate è un tempo di nuovi incontri e ogni occasione
è buona per portare Dio nella vita degli altri. Come
ricorda il Manuale dei Membri del Regnum Christi saremo un
efficace mezzo di trasmissione del dono ricevuto se offriremo agli
altri «un comportamento personale accogliente e pieno di carità, sull’esempio
di Cristo. Niente è tanto contagioso quanto l’amore autentico, che
diventa disponibilità e donazione agli altri» (MMRC, n372).