Oltre quattro milioni di persone, provenienti da ogni
parte del mondo, visitano ogni anno i Musei Vaticani, a
Roma. I dati mostrano il vivo interesse dei pellegrini nei
confronti di questa città piena di storia, arte e spiritualità
e, in secondo luogo, il ruolo preponderante dell’arte come veicolo
di evangelizzazione.
Il
Santo Padre Benedetto XVI ha detto ai giornalisti durante il
volo per la Spagna, il 6 novembre 2010: «Voi sapete
che io insisto molto sulla relazione tra fede e ragione,
che la fede, e la fede cristiana, ha la sua
identità solo nell’apertura alla ragione, e che la ragione diventa
se stessa se si trascende verso la fede. È ugualmente
importante la relazione tra fede e arte, perché la verità,
scopo, meta della ragione, si esprime nella bellezza e diventa
se stessa nella bellezza, si prova come verità. Dove c’è
la verità deve nascere la bellezza, dove l’essere umano si
realizza in modo corretto, buono, si esprime nella bellezza. La
relazione tra verità e bellezza è inscindibile e perciò abbiamo
bisogno della bellezza».
In risposta all’invito del Papa alla nuova evangelizzazione, diversi
Legionari hanno iniziato a proporre visite guidate ai pellegrini, dando
loro l’opportunità di scoprire la bellezza della fede cattolica attraverso
la storia e l’arte di Roma. P. Mark Thelen, L.C.,
della sede della Direzione Generale, che partecipa a questa iniziativa
apostolica, conferma l’importanza dell’arte per la trasmissione della fede: «Apparteniamo
alla generazione di internet e dei libri facili da ottenere,
scaricare e stampare. Però prima, per moltissimi anni, la fede
si comunicava attraverso le immagini. Studiando le opere d’arte –
sin dai primi tempi cristiani fino ai tempi moderni –
il linguaggio dell’arte ha rivestito un ruolo importante nella trasmissione
della fede ed è un linguaggio che a volte oggigiorno
non comprendiamo del tutto. Bisogna tornare a guardare le opere
in questa prospettiva».
Certamente è impegnativo coniugare il tempo da dedicare alle
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| P. David Abad illustra il Campidoglio a un gruppo di legionari della Comunità della Direzione generale. | |
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lezioni e allo studio per poter svolgere questo servizio. Alcuni
Legionari hanno frequentato corsi di specializzazione: P. Luis Láska, L.C.,
da poco ordinato diacono, è guida accreditata in lingua portoghese
per la necropoli vaticana, anche conosciuta come “gli scavi”. Forse
la sfida più importante è che il viaggio nella Città
Eterna non sia solo per vedere una serie di monumenti
ma che si converta in un incontro con le proprie
radici cristiane. «Mi ispira molto» dice P. Mark quel che
ha detto il Santo Padre nell’udienza del 31 agosto 2011:
“Le città e i paesi in tutto il mondo racchiudono
tesori d’arte che esprimono la fede e ci richiamano al
rapporto con Dio. La visita ai luoghi d’arte, allora, non
sia solo occasione di arricchimento culturale - anche questo -
ma soprattutto possa diventare un momento di grazia, di stimolo
per rafforzare il nostro legame e il nostro dialogo con
il Signore”. Credo che il nostro obiettivo sia proprio questo.
Che la visita, il pellegrinaggio non siano solo occasione di
arricchimento culturale ma che un’opportunità per entrare in contatto con
il mistero e con la grazia, tessendo insieme i fili
non solo dell’arte ma anche della storia e soprattutto della
fede. Certamente ci sono molte guide professioniste e molto valide,
però credo che come Legionari, con la nostra preparazione in
campo umanistico, storico e teologico possiamo apportare qualcosa di nuovo:
una sintesi dal punto di vista della fede. Possiamo restituire
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| Verso il Colosseo
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una visione dell’arte molto più organica e meno frammentata».
Roma ha svolto un
ruolo predominante nella storia dell’umanità. È stata il crocevia di
cammini culturali e artistici. A partire da Roma si è
irradiata la fede in tutto il mondo. Poter studiare e
vivere a Roma è una grazia particolare non solo per
la vicinanza al Santo Padre ma anche per i tesori
culturali e artistici che la città racchiude, oltre alla testimonianza
dei santi che hanno percorso le sue vie e in
non pochi casi l’hanno fecondata con il proprio sangue. Fratello
John Studer, L.C. che occasionalmente collabora a quest’ attività apostolica,
condivide con noi le sue impressioni sulla Città Eterna: «Posso
dire con una certa sicurezza che non c’è un’altra città
come Roma per fare un’esperienza completa sotto il profilo dell’arte,
della fede e della storia. In primo luogo, la storia
di Roma per quasi tre millenni è stata ricchissima. Poi,
dal punto di vista della fede, eccetto forse Gerusalemme, non
ha eguali. Tutto quel che è successo e continua a
succedere nella Chiesa è incentrato e in qualche modo proviene
da Roma. Infine, in riferimento all’arte, credo che come conseguenza
di questa esperienza umana e spirituale profondissima che permea la
città, sia scaturita un’espressione creativa ineguagliabile. Certamente non è che
l’arte sia solo di Roma, però se consideriamo gli eventi
storici, le condizioni di vita, la tecnica e anche la
fede che ha ispirato e permesso una così grande e
bella opera, tutto ciò “parla da solo”. Il mio artista
preferito è Michelangelo e mi piace la pittura. Credo che
quest’uomo sia riuscito a sviluppare un linguaggio artistico con il
corpo umano come culmine della bellezza fisica».
Il Santo Padre dice che
un vero pellegrinaggio fa la differenza perché bisogna «uscire dalla
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| Una delle cupole di S. Pietro | |
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quotidianità, dal mondo dell’utile, dell’utilitarismo, uscire solo per essere realmente
in cammino verso la trascendenza; trascendere se stesso, trascendere la
quotidianità e così trovare anche una nuova libertà, un tempo
di ripensamento interiore, di identificazione di se stesso, di vedere
l’altro, Dio» (Intervista concessa ai giornalisti lungo il viaggio in
Spagna, 6 novembre 2010). P. Mark che preferisce chiamare le
visite guidate “pellegrinaggi”, spiega l’impatto di questa esperienza sulle persone:
«La gente rimane impressionata dalla profondità di opere come la
Cappella Sistina, la Cupola Vaticana, la Pietà, ecc. In diverse
occasioni mi hanno detto o scritto per posta elettronica che
il loro pellegrinaggio a San Pietro, ai Musei Vaticani o
alla Cappella Sistina è stato non solo il momento più
bello della loro visita a Roma, ma è stata anche
un’esperienza che ha lasciato un’impronta per tutta la vita. Ancora
una volta, però, a essere onesti, credo che questo sia
frutto della grazia divina. Come guide, il nostro ruolo più
che trasmettere contenuti e dati è facilitare un’esperienza della bellezza
in tutti i sensi attraverso l’arte, cercando di situarla nel
contesto personale e storico perché possa realmente servire da stimolo
per rafforzare il nostro legame e il nostro dialogo con
il Signore, come dice il Papa».
Se questo è importante per ogni pellegrino,
lo è molto di più per i religiosi che arrivano
a Roma per continuare la propria formazione. A loro sono
dedicate visite guidate per percorrere sistematicamente la Città Eterna e
alcuni si preparano per essere loro stessi guida di pellegrini
ed evangelizzatori attraverso l’arte. In qualche modo sono coscienti che,
come dice il beato Giovanni Paolo II nel libro “Dono
e mistero”, più che gli studi, essenziali per la missione
del sacerdote, è importante conoscere Roma stessa.