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| Melissa pronuncia il discorso di saluto nell’auditorium Giovanni Paolo II | |
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In occasione dell’inaugurazione del XX Anno Accademico
dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, Melissa,
studentessa della Facoltà di Bioetica, ha rivolto un discorso di
saluto alle autorità e alla comunità accademica.
Lo condividiamo con i nostri lettori, nel contesto dell’Anno
della Fede, come una bella testimonianza di fede vissuta.
Sua Eminenza Reverendissima, Carissimo Padre
Pedro, Rettore di questo Ateneo, Cari Decani, Cari professori e
membri di questa grande famiglia universitaria,
come studenti sentiamo nel cuore la necessità
di rivolgere un ringraziamento speciale al Signore per averci condotto
qui, in questo luogo, che più che un’università sembra essere
una vera e propria casa. Prima dell’apertura dell’Anno della Fede,
il Santo Padre a Loreto disse: “È la fede, […],
che ci dà una casa in questo mondo, che ci
riunisce in un’unica famiglia e che ci rende tutti fratelli
e sorelle.” Tutti i giorni, qui, noi facciamo esperienza di
questa realtà. Veniamo da culture e paesi molto diversi tra
loro (India, Slovacchia, Grecia, Messico, Stati Uniti…), viviamo differenti stati
di vita, siamo laici, religiosi, sacerdoti, fidanzati, sposi,… ma questa
diversità invece che essere d’ostacolo, è stata per noi motivo
di condivisione, comunione e arricchimento personale.
Nella diversità abbiamo scoperto di essere
tutti molto amati perché chiamati a credere in un unico
Dio, Gesù Cristo e nella Chiesa una, santa, cattolica ed
apostolica. In questa casa abbiamo imparato ad amare la nostra
vita e a farne dono per gli altri, portando ogni
giorno la nostra croce con fatica, amore e pazienza, combattendo
contro le difficoltà… e anche contro qualche esame che non
riuscivamo a passare! Investire i nostri anni più belli nello
studio della Filosofia, della Teologia e della Bioetica ci ha
dato la possibilità di avvicinarci sempre più alla conoscenza di
Dio, non tanto grazie alle competenze acquisite, che certamente sono
importanti e necessarie, quanto più grazie all’amore per la Verità
trasmessoci sapientemente dai nostri insegnanti.
Questo tempo che dedichiamo alla
nostra formazione
si sta rivelando per noi un tempo di grazia che
Dio ci concede non soltanto per noi stessi, ma soprattutto
per prepararci ad affrontare il mondo e a portare il
Vangelo! Ecco perché ci sentiamo chiamati alla Nuova Evangelizzazione: vogliamo
essere noi gli apostoli del terzo millennio, vogliamo essere noi
giovani a dire questo sì. Lo stesso sì che ha
detto Maria, nostra Madre, Regina degli Apostoli, alla quale giorno
per giorno, all’inizio e alla fine di ogni lezione, rivolgiamo
il nostro saluto. Abbiamo lasciato la nostra casa per inseguire
i nostri sogni, ma mai ci siamo sentiti soli. Tutte
le mattine, anche quando arriviamo in ritardo e senza fiato
per la tremenda salita che collega la stazione all’università (!),
vediamo la sua statua lì, sotto l’albero, che ci aspetta
e pensiamo a Lei, che, pregando per noi, ci accompagna
tutto il giorno con il suo sorriso.
Come studentessa di Bioetica mi fermo
spesso a meditare sul sì di Maria, che tra le
altre cose è stato un sì alla vita, alla vita
di Gesù. Per questo motivo insieme ai miei compagni di
facoltà mi considero davvero fortunata ad aver ricevuto una particolarissima
e speciale vocazione: quella di diffondere il Vangelo della Vita!
Desideriamo con tutto il nostro essere spendere la nostra vita
per annunciare questo sublime Vangelo e per difendere e salvare
la vita delle creature per le quali Cristo ha sacrificato
la sua vita. È una grande sfida… soprattutto ora, dove
molti fanno fatica a sperare… ma, certi di non essere
soli, confidiamo in Lui e nel suo aiuto!
L’unica aspettativa che abbiamo
per quest’anno è quella di compiere le opere che il
Signore ci affiderà e di saper rispondere con gioia e
gratitudine a quanto Lui ci chiede.
Infine un augurio: auguriamo ai nostri
professori di crescere nella clemenza e nella misericordia, particolarmente durante
il periodo degli esami(!); noi studenti, nel frattempo, cercheremo di
fare bene il nostro dovere. Soprattutto ci auguriamo di crescere
in età, sapienza e grazia, perché il nostro studio diventi
un’occasione per sviluppare i talenti che ciascuno di noi ha
ricevuto in vista dell’edificazione del Regno di Dio.