Ricerca   Lingua 
 

P. Manuel Álvarez Vorrath è il nuovo Direttore Territoriale d’Italia (Articolo)
Villaggio dei Ragazzi - Si dimettono i tre componenti designati dalla Congregazione (Articolo)
I Legionari nella parrocchia dei Santi Apostoli e Biagio, a Firenze (Articolo)
P. Carlos Blanco, L.C. è il nuovo parroco a Busa di Vigonza (PD) (Articolo)
La Santa Sede approva le Costituzioni dei Legionari di Cristo (Articolo)

Il sacerdote è per gli altri
ITALIA | APOSTOLATO | NOTIZIE
P. Paolo Scarafoni, rettore dell´Università Europea di Roma compie 25 anni di sacerdozio.

P. Paolo Scarafoni LC, rettore dell’Università Europea di Roma.
P. Paolo Scarafoni LC, rettore dell’Università Europea di Roma.

P. Paolo Scarafoni compie 25 anni di sacerdozio e festeggerà questa ricorrenza con la celebrazione della S. Messa nella basilica di Santa Maria Maggiore, a Roma, il 20 dicembre prossimo.

P. Paolo, legionario di Cristo, è attualmente rettore dell’Università Europea di Roma, in via degli Aldobrandeschi; è docente nella stessa università ed è stato decano di teologia e rettore dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, e direttore della sezione giovani del Regnum Christi a Roma.

 

P. Paolo, da sempre a contatto con i giovani…

Tutta la mia vita sacerdotale è stata dedicata soprattutto a loro, nelle scuole, nel seminario, nell’università. Con i giovani si possono fare cose molto grandi con mezzi poverissimi, praticamente soltanto con l’entusiasmo. Sono stato assistente spirituale nelle scuole; direttore della sezione giovani del Regnum Christi di Roma e con loro abbiamo aperto un centro. Ho lavorato nell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum fin dalla sua fondazione come decano e poi rettore. Ho aperto l’Università Europea, nella quale sono professore e rettore. L’amicizia con i giovani rimane sempre, perché è completamente gratuita, volta al bene. Per questo io penso che la punizione e la penitenza di chi inganna i giovani sarà certamente molto dura, come dice Gesù nel Vangelo.

 

Come vede il suo sacerdozio a distanza di 25 anni dal giorno dell’ordinazione?

Sono diventato sacerdote a Roma, nella mia città nel giorno di Natale del 1987 e sarà una
Benedicto XVI saluda al P. Scarafoni
S.S. Benedetto XVI saluta p. Paolo Scarafoni L.C., magnifico rettore.
bella coincidenza poter celebrare la S. Messa del venticinquesimo a Santa Maria Maggiore, di fronte alla reliquia del presepe di Gesù.

Il dono più grande fattomi da Dio per me sacerdote sono le azioni sacramentali, che compio in persona Christi. Quella che riassume e alimenta tutte le altre è la celebrazione eucaristica. Come prete non sono un funzionario o un impiegato del culto, ma ogni giorno veramente sacrifico l’Agnello, il Figlio di Dio fatto uomo che con il suo sacrificio salva l’umanità e incrementa la intensa comunione con Lui e con il Padre e lo Spirito Santo, sia di me che celebro, sia dei fedeli che partecipano, sia della Chiesa intera, sulla terra e in cielo. Ricordo le tante azioni sacramentali del perdono divino in tante confessioni e conversioni, quelle dei bellissimi battesimi, dei matrimoni, dell’unzione degli infermi e dei moribondi.

C’è poi il meraviglioso dono di essere io stesso sacramento di Cristo, nella mia persona. Ovunque vada richiamo Gesù, Dio. Per me non è stato facile abituarmi. Avrei voluto tante volte confondermi con gli altri. Questo fatto mi colpisce moltissimo, e resto sempre meravigliato. Mi sono dovuto abituare ad accettare questo prolungamento di me, questo ampliamento della mia persona. Smuovo le coscienze, interpello gli altri con la sola presenza, per strada, in treno, a pranzo, a lezione. All’inizio pensavo di avere io qualcosa di strano. Ho capito che era il Signore. Io sono fondamentalmente timido, anche se ormai non si percepisce più. E le persone timide tendono a starsene in pace e a lasciare in pace. Tante volte le mie parole hanno una risonanza molto maggiore di quanto io
El Santo Padre con el P. Scarafoni
Il Santo Padre Giovanni Paolo II con P. Scarafoni
possa pretendere. E soprattutto ho colto l’importanza di essere veramente buono. Lo sguardo buono, le manifestazioni di amore e di affetto sincero. Tutte queste cose sono interpretate, a ragione, come quelle di Gesù. Il sacerdote vuol essere per gli altri un vero amico, come Gesù è amico.

 

Durante un’omelia, anni fa, disse che se anche avesse tolto tempo alla preghiera quotidiana per dedicarla al lavoro come rettore, non avrebbe aggiunto niente al suo lavoro… quanto conta la preghiera nella vita quotidiana? Come possiamo noi laici imparare a dedicare tempo alla preghiera, sull’esempio di voi consacrati e religiosi?

Bisogna fare lo sforzo di dedicare del tempo alla preghiera ma quello che importa di più è che si può pregare sempre, in ogni momento della giornata. La vera differenza tra la persona che prega e quella che non prega è quella tra una vita vissuta in autonomia e una vita sempre con Dio. Quando si riesce a vivere sempre tutto alla sua presenza la preghiera è più facile, il pensiero va subito al Signore, per ringraziare nelle gioie, per supplicare nei momenti di difficoltà, per cercare consolazione nel dolore, per cercare la sua compagnia, sempre. Una preghiera molto bella per i laici è il rosario. È una preghiera semplice che ho visto è molto diffusa.  Potremmo dire che è una preghiera affettiva, ci mette in contatto con Dio attraverso sua Madre.

 

Durante la conferenza dello scorso 25 novembre, il nostro Delegato Pontificio ha ricordato, a chi gli chiedeva come possiamo noi laici, aiutare i sacerdoti, che il sacerdozio ministeriale è un servizio…

Il sacerdote è per gli altri. Mi rendo conto che non posso e non debbo sottrarmi alle richieste di aiuto. Faccio di tutto per aiutare gli altri. Ho cercato con tutte le mie forze, nel mio piccolo, di aiutare le persone in difficoltà, di portare la consolazione. Ho sempre frequentato case-famiglia, orfanotrofi, centri di accoglienza
Università Europea di Roma inaugurazione AA 2011-12
Il coro dell'Università Europea di Roma in una foto di gruppo con da sin. Mons. Lisane-Christos Matheos Semahun, il Rettore P. Paolo Scarafoni, LC e Mons. Bruno Forte.
per i poveri; ho fatto, insieme ai giovani, missioni per portare aiuti materiali e spirituali in Bosnia durante la guerra, in Italia, in Messico; ora mi impegno nella cooperazione internazionale con l’Università Europea, in favore dell’Etiopia, nella donazione del sangue, nella collaborazione con altre associazioni. Nell’ambiente di lavoro cerco di aiutare tutti. Piccole cose. La capacità di consolare è speciale nel sacerdote, perché la consolazione è dello Spirito Santo e il sacerdote ne è pieno in quanto sacerdote. Il mio rammarico è di non averla esercitata di più.

Ho sperimentato il grande privilegio di aiutare i malati. Ho potuto portare soccorso a chi è in pericolo di vita o gravemente malato. Ho pregato tanto per loro. C’è una gratitudine che non scompare mai nelle persone che ricevono aiuto. Le persone attribuiscono a Dio l’aiuto che ricevono da un sacerdote. Si sentono toccati da Dio. Se lo ricevessero da altre persone sarebbero grati, ma quando li aiuta un sacerdote si sentono toccati da Gesù e lo amano.

La predicazione. È un grande compito del sacerdote. Ho avuto modo di predicare molto, nella celebrazione eucaristica e degli altri sacramenti, negli esercizi spirituali, nei pellegrinaggi; a giovani, famiglie, sacerdoti, seminaristi e religiosi. Ho cercato di predicare sempre ciò che ho contemplato e che rispecchia il mio rapporto con Cristo, la mia conoscenza del Signore.

 

Nel suo sacerdozio ha avuto modo di studiare molto e poi di approfondire gli studi fatti negli anni di preparazione alla professione di docente di teologia…

Questo è un ministero che ha un ritorno vero, non immediato ma nel tempo. Lascia un segno molto profondo. Ho cercato di reagire all’intellettualismo della teologia dominante. Nello studio, nelle letture e nei congressi percepivo che i problemi venivano considerati in modo troppo teorico, senza attinenza alla vita e alla storia. Per esempio la presentazione delle eresie come errori teorici, completamente avulsi dalle difficoltà, dalle passioni, dalle aspirazioni umane. Lo stesso si dica
Il Cardinale Vallini con una parte degli studenti del primo anno dell’Università Europea di Roma, accompagnati dal Rettore, dal Segretario Generale, dal Cappellano e da alcuni docenti e collaboratori
Il Cardinale Vallini con una parte degli studenti del primo anno dell’Università Europea di Roma, accompagnati dal Rettore, dal Segretario Generale, dal Cappellano e da alcuni docenti e collaboratori
della presentazione dei dogmi. Tutto lo sforzo intellettuale invece risponde al nostro problema di salvarci, al problema del male che ci sovrasta, al problema di come raggiungere la felicità, al problema dell’amore di Dio e della comunione vera con Lui.

Nelle mie riflessioni ho colto alcune cose per me significative, ma non ho avuto tempo di pubblicare tutto. Ricordo che in Spagna, dopo una conferenza mi si avvicinò una suora per ringraziarmi. Mi disse di aver avuto tempo addietro una grande difficoltà vocazionale e per caso vide in libreria, il libro della mia tesi dottorale, appena pubblicata, che trattava dell’amore salvifico. Mi ha detto di essersi immersa nella lettura e di aver avuto grande luce e conforto da un capitolo dedicato alla descrizione dell’amore secondo la grande tradizione cristiana. E che questo fu risolutivo per la sua perseveranza. Sono rimasto molto colpito da questo fatto. La parola scritta, nella nostra cultura, ha un valore forte, perché penetra dentro di noi nei momenti di silenzio, interpella la nostra libertà. Essa costituisce un momento importante che può aprire la nostra risposta. Io sono molto debitore per i libri bellissimi che ho letto, grazie ai quali mi è giunta tanta luce: sant’Agostino, san Basilio, san Giovanni Damasceno, san Tommaso d’Aquino, gli scritti di Karol Wojtila, di Joseph Ratzinger, Yve Congar, Henry De Lubac, Hans Urs Von Balthasar, dei nostri Giovanni Moioli, Marcello Bordoni, Bruno Forte; le opere spirituali di tanti santi mi hanno avvicinato alla persona di Cristo come ad un amico: Francesco Di Sales, Teresa D’Avila, Teresa De Lisieux e tanti altri; la lettura dei libri della vita di tanti santi che mi ha aperto orizzonti nuovi; le belle letture negli ultimi anni di Don Primo Mazzolari e Don Giuseppe De Luca, modelli splendidi e attuali di sacerdoti.

 

Come vive la situazione attuale della sua congregazione?

La Legione di Cristo è un grande mistero di vocazione e di dono divino, dentro le miserie umane. È vero, vorrei che il Signore mi facesse i suoi doni in un altro modo. Ma non posso negare la vocazione al sacerdozio che è stata chiara e senza traumi fin da quando avevo dodici anni. Negli anni successivi, la vocazione si è chiarita ancora meglio, con la chiamata al Regnum Christi, di cui sono stato un consacrato laico per cinque anni, prima di entrare nella Legione di Cristo. Il cristocentrismo, la dimensione internazionale, l’amore per la Madonna, per la Chiesa e per il Papa, il forte impegno apostolico sono stati doni importanti.

L’impegno apostolico ha fortemente caratterizzato la mia vita di Legionario. Avrei dovuto fermarmi e starmene tranquillo? Certamente no. In realtà, e lo dico con il cuore, mi sento come la povera vedova che getta le sue poche monete, tutto quello che ha, nel piatto delle offerte. Questo passo del Vangelo mi ha sempre molto colpito perché si contrappone in modo palese e provocante alla mentalità del mondo attuale che ha penetrato tanti ambienti della Chiesa e dei religiosi. L’apprezzamento di Gesù per quella povera donna rispecchia con precisione l’identità profonda del Signore stesso, e spiega gli esiti della sua esistenza. Rendersi piccolo e indifeso, e donare tutto, proprio come a Natale e sulla Croce. Questo sembra essere la vera salvezza del mondo.

 


DATA DI PUBBLICAZIONE: 2012-12-17


Università Europea di Roma - Link
Legionari di Cristo - Link
 
 

Related links

Collegio Sacerdotale Giovanni Paolo II
Ateneo Pontificio Regina Apostolorum
Pontificio Collegio Internazionale Maria Mater Ecclesiae
Università Europea di Roma
La Fondazione “Villaggio dei Ragazzi
Istituto Irish di Roma
Istituto Highlands di Roma


Seguici :   
Sito promosso dalla congregazione dei Legionari di Cristo e dal movimento Regnum Christi, al servizio della Chiesa.
Copyright 2011, Legione di Cristo. Tutti i diritti riservati


Desideri aggiungere Il sacerdote è per gli altri ai tuoi preferiti?
Sì   -    No