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Dio non è assurdo.
ITALIA | ATTUALITA | NOTIZIE
Trascrizione dell’intervista a P. Sylvester Heereman, L.C. per “El espejo” della catena COPE in Spagna.

P. Sylvester Heereman LC

P. Sylvester Heereman ha iniziato parlando del cammino che ha dovuto percorrere, come Legionario di Cristo, un cammino non privo di difficoltà, «un cammino che è cominciato con durezza, con l’impatto delle notizie sulla vita del fondatore che è stato un colpo, per tutti noi e anche per me in particolare; all’inizio si prova confusione, dolore, rabbia e ci vuole tempo. Ciascuno ha bisogno del suo tempo, questa prima fase è durata molto, poi, pian piano si supera. Quel che mi ha aiutato è stato, prima di tutto vedere la sollecitudine della Chiesa, la vicinanza del Papa, l’atteggiamento di molti uomini di Chiesa, l’integrità di molti miei confratelli, consacrati del Regnum Christi; si è vista la fede con cui l’hanno affrontato e questo aiuta a riflettere che niente di tutto ciò è estraneo alla Provvidenza, non c’è niente che sorprenda Dio e nonostante tutto rinasce la fiducia in Dio, che non è assurdo, e, se ha permesso la nascita di quest’opera, nonostante questa storia, continua ancora a guidarci ed è fedele con ciascuno ed è fedele alla famiglia in cui l’ha chiamato. In poche parole è un cammino crescente di pace e di fiducia. È iniziato in modo duro ma pian piano se ne esce».

José Luis Restán ha chiesto poi a P. Heereman come stia vivendo, la Legione, il momento presente.

«La prima cosa che dovrei dire è che da quando il Papa ha preso le redini della nostra situazione, attraverso il Delegato, questo, da un punto di vista spirituale, ha rafforzato molto la fiducia che siamo nelle mani della Chiesa e attraverso la Chiesa nelle mani di Dio. È difficile generalizzare, ciascuno, come dicevo, lo vive in modo personale. Ci sono confratelli, membri consacrati del Regnum Christi, e laici che stanno ancora soffrendo, però credo che la grande maggioranza abbia superato l’impatto del primo colpo, e credo che la grande maggioranza abbia saputo “incassare” e viverlo secondo il Vangelo, accettarlo umanamente e maturare con quest’esperienza. Predomina la pace, la fiducia e la convinzione maturata proprio attraverso questo shock che c’è un dono nel nostro cammino, nella Legione, nel nostro Movimento Regnum Christi per il quale vale la pena andare avanti, per il quale vale la pena mantenere l’impegno con quest’opera che Dio ci ha dato per apportarlo nella Chiesa e nel mondo di oggi». 

Dal punto di vista giuridico, P. Heereman assicura che «siamo a metà del cammino di revisione della nostra regola, delle costituzioni della Legione di Cristo. Abbiamo già fatto la revisione dei primi due grandi capitoli, quello della spiritualità, del carisma la formazione dei membri, e il prossimo anno affronteremo i temi del governo e dell’amministrazione e, se Dio vuole, alla fine del 2013 o all’inizio del 2014 avremo un capitolo generale. I membri consacrati del Regnum Christi sono un poco indietro perché il loro cammino è iniziato più tardi, però stanno iniziando adesso a revisionare i loro statuti e i membri laici stanno per cominciare un cammino simile di revisione della propria regola».

Qual è l’originalità del carisma dei Legionari di Cristo così come si presenta e come sta emergendo adesso?

«La domanda sul carisma è la domanda principale nel cammino che stiamo percorrendo. Il Papa ci ha dato il compito di una revisione del carisma che suppone che questo esiste. Era quello che dicevo prima: c’è un dono e ci troviamo nella riflessione su che cosa è l’essenziale di questo dono.  Trattandosi di un carisma sarà sempre difficile metterlo in parole, in poche parole, in una frase. Un carisma non è qualcosa di separato dal Vangelo, non è qualcosa di originale in se stesso, tanto originale da non avere niente a che fare con l’essenza della nostra fede che è il Vangelo, che è già abbastanza originale. Quando si parla del carisma, uno vorrebbe una frase che racchiude tutto e crede che non sia possibile. Però ci sono alcuni elementi che tra tutti, legionari, membri consacrati, laici stanno emergendo e vediamo una grande sintonia in alcuni elementi.  Io lo riassumerei in tre passaggi. Primo, l’elemento centrale è l’incontro personale con un Cristo amico, un Cristo vivo che si fa presente nella tua vita; provi il suo amore, la sua vicinanza, la sua volontà e capacità di farti del bene. E questo Cristo amico è anche un Cristo apostolo, un Cristo missionario che ha un progetto, una missione, un desiderio di arrivare al mondo, di arrivare agli uomini di far sorgere un mondo nuovo. Quando Cristo nel Vangelo parla del Regno di Dio, è questo, lui viene con una missione per trasformare il mondo con l’amore e questo Cristo apostolo forma anche apostoli: Cristo amico, Cristo missionario apostolo, Cristo formatore di apostoli. E noi, come membri del Regnum Christi, come Legionari, cerchiamo, vogliamo vivere così, con la presenza di questo Cristo che non solo sta lì per me, ma vuole arrivare a tutto il mondo e chiede a me di essere apostolo e che io unito a lui aiuti altri a vivere questa stessa esperienza. Ed è questa la nostra missione».

Il Papa chiama alla nuova evangelizzazione: quale sarebbe l’apporto - uso la parola “originale se così si può dire - che spetta alla Legione di Cristo e al Regnum Christi?

«La prima cosa che mi viene in mente è che giustamente per la storia che abbiamo vissuto abbiamo fatto esperienza, almeno io personalmente e lo vedo anche nei miei fratelli e sorelle, esperienza della forza guaritrice e rinnovatrice dell’amore di Dio. Un’esperienza dalla quale siamo stati evangelizzati, l’esperienza che c’è una buona notizia, capace di superare i traumi, i colpi della vita. Questo, quindi, ci predispone a unirci alla sfida che il Papa lancia alla Chiesa. Che cosa c’è di originario, di originale? Credo che sia questo accento messo sulla formazione degli apostoli, sul non limitarsi a proclamare Cristo ma aiutare altri ad andare sullo stesso cammino per essere essi stessi apostoli però sempre a partire da un’esperienza personale, da un incontro personale con Cristo. E un altro elemento che non è proprio comune nella Chiesa è questa convivenza di diverse vocazioni, laici, consacrati, donne, uomini e sacerdoti e religiosi legionari di Cristo, ciascuno con la propria vocazione particolare però anche con una grande comunione nella missione, nella spiritualità e una collaborazione attiva, questa è una grande ricchezza nella diversità reale di vocazioni e ci dà una forza di azione nel mondo che è una chiamata a fare molto bene».

Ascolta l’intervista in lingua spagnola:

http://www.regnumchristi.org/espanol/multimedia/video.phtml?vimagenv=0&id=2423

Trascrizione originale in lingua spagnola: http://www.cope.es/detalle/Sylvester-Heereman-Dios-no-es-absurdo-y-ha-permitido-que-esta-obra-nazca.html


DATA DI PUBBLICAZIONE: 2012-12-18


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