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È possibile vivere il Vangelo radicalmente
ITALIA | ATTUALITA | NOTIZIE
Una conversazione con Jorge López, responsabile generale dei consacrati del Regnum Christi (seconda parte).

Foto de grupo de los consagrados que desarrollan su apostolado en la Ciudad de México y algunos jóvenes que estudian en el Centro Estudiantil.
Foto di gruppo dei consacrati che svolgono il proprio apostolato a Città del Messico e alcuni giovani che frequentano il Centro Studentesco.

Jorge López, responsabile del ramo maschile del terzo grado del Regnum Christi ci parla del cammino percorso con i consacrati da quando hanno preso il governo interno e condivide le sfide che devono affrontare durante il 2013.

A sei mesi dall’inizio del suo nuovo incarico di Responsabile generale dei consacrati del Regnum Christi, qual è stato l’obiettivo principale del suo programma personale?

Per me sono stati mesi di apprendistato e di ascolto. Ascolto dello Spirito Santo, ma anche di ciascuno dei consacrati, perché in un certo senso Lui parla attraverso i nostri fratelli. In questi mesi ho avuto colloqui personali con la maggior parte dei consacrati e tante occasioni per stare insieme e pregare insieme. Mi è chiaro che il mio lavoro non è “fare” un buon “programma”, frutto della mia intelligenza, ma far sì che tutti i consacrati collaboriamo per realizzare il “programma” di Dio per la vita consacrata nel Regnum Christi. Questo programma lo stiamo riscoprendo insieme e, sotto alcuni aspetti, lo stiamo anche scoprendo e vivendo per la prima volta, per esempio nella vita fraterna in equìpe, perché per la prima volta abbiamo equipe di consacrati in apostolati. Ovviamente, apprezzo e ringrazio profondamente per la generosità sia di P. Álvaro che degli altri Legionari di Cristo
Sesión de trabajo con los responsables territoriales de los consagrados de la rama masculina del Regnum Christi y sus consejeros
Una sessione di lavoro con i responsabili territoriali dei consacrati del ramo maschile del Regnum Christi e i loro consiglieri.
che hanno lasciato le loro case, affinché il terzo grado maschile potesse avere le proprie. Sono questi i fatti, che dimostrano che siamo un solo corpo e una sola famiglia.

Tra i compiti che le ha affidato il Delegato Pontificio, c’è anche quello di presiedere, con Gloria Rodríguez, la Commissione per la revisione degli Statuti dei consacrati del Regnum Christi

Il nostro compito principale è il rinnovamento del terzo grado. Il processo di revisione degli Statuti e la riflessione sui Lineamenti del carisma, vissuti in preghiera e in un clima di dialogo maturo nella fede, ci sono di grande aiuto per camminare in questa direzione. La collaborazione con la Commissione si è convertita, per me, in un prezioso mezzo di rinnovamento.

Abbiamo già inviato alle equipe (sia di vita consacrata femminile che maschile) i due primi temi sull’identità e sul carisma; e una bozza degli Statuti particolari per i consacrati del Regnum Christi, come punto di partenza per la riflessione personale e comunitaria. Il processo di revisione, da parte dei gruppi, prevede che tutti dedichiamo un tempo adeguato alla preghiera, a meditare davanti a Dio e a lavorare in comune. Gli apporti che stanno arrivando alla Commissione sono molto ricchi, per la diversità di esperienze e mentalità (tante,
Algunos consagrados que desarrollan su apostolado en Europa en un paseo durante la octava de navidad.
Alcuni consacrati che svolgono il loro apostolato in Europa durante una passeggiata nell’ottava di Natale.
come consacrati!) e per la grande convergenza e sintonia che c’è sui punti essenziali. Sappiamo che dobbiamo essere uomini di fede e di vita interiore e che dobbiamo approfondire gli orientamenti che la Chiesa ci dà attraverso il Delegato Pontificio per trovare, con maggiore chiarezza, ciò che il Signore vuole da noi. Percepisco che c’è la profonda convinzione che nessuno può pretendere di avere la “proprietà esclusiva” del carisma. Il carisma del Regnum Christi è di Dio e dobbiamo ascoltare Lui, nella preghiera e anche attraverso gli altri e le diverse forme di vita del carisma stesso.

Lavorare con le consacrate, con le quali condividiamo questo carisma specifico del terzo grado, è molto arricchente. Loro ci aiutano a ponderare e valorizzare più aspetti della nostra vocazione comune, come la preghiera o il significato stesso della nostra consacrazione. Credo che questo beneficio sia reciproco.

Quali sono state le sue principali preoccupazioni in questi mesi?

Ho trovato un grandissimo sostegno da parte di tutti i consacrati, e li ringrazio profondamente. Una delle mie preoccupazioni è stata fare luce sul momento presente del terzo grado e accompagnare tutti nel loro cammino. In questo senso, c’è una legittima preoccupazione per il nostro futuro, soprattutto considerando che siamo un gruppo relativamente piccolo (al momento siamo 85, contando anche quelli che stanno facendo il biennio di formazione) e, nel 2012, 13 nostri fratelli hanno lasciato la vita consacrata dopo un discernimento in cui hanno compreso che quella non era la loro strada.

Qualcuno mi ha chiesto: «Che cosa ne sarà del terzo grado? C’è un futuro per noi?». A noi, di questa generazione, tocca camminare un po’ come Abramo, confidando nella promessa che Lui ci ha fatto, che la nostra vocazione è già e sarà ancora di più in futuro, una benedizione per molti uomini e donne. L’importante, mi sembra, non è tanto quanti siamo numericamente, ma vivere fedelmente e con gioia ciò che Dio vuole da noi, senza abbatterci spiritualmente. E bisogna anche vivere con passione, non come “lavoratori a giornata”, ma come amici del Signore, come figli del Padre, come fratelli di Gesù. È la gioia nella sequela del Signore ciò che si contagia e che ciascun consacrato è chiamato a testimoniare con la propria vita e anche con le parole.

D’altra parte la speranza riposta nel futuro è un richiamo all’impegno, da parte nostra, nell’oggi del Regnum Christi che ha bisogno di noi, del nostro modo peculiare di vivere la vocazione al Regnum Christi. Oggi, diversi consacrati sono vere colonne del Movimento, realizzano il loro lavoro con abilità e con abnegazione, rendendo presente Cristo. Tutto questo suppone molto lavoro che abbiamo bisogno di svolgere con equilibrio. A metà tra lo scherzo e la verità, qualche volta ho detto: «Ama e fa ciò che puoi». Dobbiamo lavorare molto, adesso più che mai, però amando e pregando molto di più.

Leggi qui la prima parte.


DATA DI PUBBLICAZIONE: 2013-01-23


 
 


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