Nella festa liturgica di San Francesco di Sales,
patrono dei giornalisti, ogni anno il Papa invia un messaggio
per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, che cadrà quest’anno
il prossimo 12 maggio.
Il messaggio per la
XLVII Giornata è dedicato alla reti sociali che «quando sono valorizzate bene e con equilibrio, contribuiscono a favorire
forme di dialogo e di dibattito che, se realizzate con
rispetto, attenzione per la privacy, responsabilità e dedizione alla verità,
possono rafforzare i legami di unità tra le persone e
promuovere efficacemente l’armonia della famiglia umana» scrive Benedetto XVI, che
dal 12 dicembre è su twitter con un seguito di
quasi 300000 persone dopo soli 25 “tweet”.
«La cultura dei social network» scrive il Papa, «e i cambiamenti nelle forme e
negli stili della comunicazione, pongono sfide impegnative a coloro che
vogliono parlare di verità e di valori» perché «l’ambiente digitale non è un mondo parallelo
o puramente virtuale, ma è parte della realtà quotidiana di
molte persone, specialmente dei più giovani. I network sociali sono
il frutto dell’interazione umana, ma essi, a loro volta, danno
forme nuove alle dinamiche della comunicazione che crea rapporti: una
comprensione attenta di questo ambiente è dunque il prerequisito per
una significativa presenza all’interno di esso».
«I credenti», scrive ancora «avvertono
sempre più che se la Buona Notizia non è fatta
conoscere anche nell’ambiente digitale, potrebbe essere assente nell’esperienza di molti
per i quali questo spazio esistenziale è importante».
Non è sufficiente vivere il Vangelo ma è necessario che
i credenti siano testimoni della «sorgente profonda della loro speranza
e della loro gioia: la fede nel Dio ricco di
misericordia e di amore rivelato in Cristo Gesù. Tale condivisione»
scrive il Papa, riprendendo il messaggio del 2011, «consiste non
soltanto nell’esplicita espressione di fede, ma anche nella testimonianza, cioè
nel modo in cui si comunicano “scelte, preferenze, giudizi che
siano profondamente coerenti con il Vangelo, anche quando di esso
non si parla in forma esplicita”».
Il Papa
non dimentica, nel suo messaggio, le popolazioni che sono ancora
lontane dal cosiddetto “sviluppo”: «I social network, oltre che strumento
di evangelizzazione, possono essere un fattore di sviluppo umano. Ad
esempio, in alcuni contesti geografici e culturali dove i cristiani
si sentono isolati, le reti sociali possono rafforzare il senso
della loro effettiva unità con la comunità universale dei credenti»
e soprattutto la necessità di mantenere sempre collegati l’ambiente di
vita “reale” e quello digitale: «L’ambiente digitale non è un
mondo parallelo o puramente virtuale, ma è parte della realtà
quotidiana di molte persone, specialmente dei più giovani. I network
sociali sono il frutto dell’interazione umana, ma essi, a loro
volta, danno forme nuove alle dinamiche della comunicazione che crea
rapporti» e «Esistono reti sociali che nell’ambiente digitale offrono all’uomo
di oggi occasioni di preghiera, meditazione o condivisione della Parola
di Dio. Ma queste reti possono anche aprire le porte
ad altre dimensioni della fede. Molte persone stanno, infatti, scoprendo,
proprio grazie a un contatto avvenuto inizialmente on line, l’importanza
dell’incontro diretto, di esperienze di comunità o anche di pellegrinaggio,
elementi sempre importanti nel cammino di fede. Cercando di rendere
il Vangelo presente nell’ambiente digitale, noi possiamo invitare le persone
a vivere incontri di preghiera o celebrazioni liturgiche in luoghi
concreti quali chiese o cappelle».
«Andate
in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni
creatura!»(Mc 16, 15).
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