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Le tre parole del Papa
ITALIA | ATTUALITA | ARTICOLI DI OPINIONE
I discorsi e le omelie sono scandite da tre parole che li sintetizzano e ci aiutano a ricordarne i punti essenziali.

Papa Francesco
Papa Francesco, durante la Messa di Pentecoste 2013.

Papa Francesco ci sta abituando a riassumere e ricordare il contenuto delle sue omelia e dei discorsi, seguendo la traccia di tre parole.

SCC: Sequela, Comunione, Condivisione. Il Papa invita ci invita a interrogarci sullo stile della nostra sequela Christi

Sequela. Gesù sta in mezzo alla gente, l’accoglie, le parla, la cura, le mostra la misericordia di Dio. E la gente lo segue, lo ascolta, perché Gesù parla e agisce in un modo nuovo, con l’autorità di chi è autentico e coerente. Chiediamoci: come seguo io Gesù?

Comunione. Nell’ascoltare la sua Parola, nel nutrirci del suo Corpo e del suo Sangue, Egli ci fa passare dall’essere moltitudine all’essere comunità, dall’anonimato alla comunione. L’Eucaristia ci fa uscire dall’individualismo per vivere insieme la sequela, la fede in Lui. Allora dovremmo chiederci tutti davanti al Signore: come vivo io l’Eucaristia?

Condivisione. Una parola chiave di cui non dobbiamo avere paura è “solidarietà”, saper mettere, cioè, a disposizione di Dio quello che abbiamo, le nostre umili capacità, perché solo nella condivisione, nel dono,
San Pietro
Veglia di Pentecoste, san Pietro 2013.
la nostra vita sarà feconda, porterà frutto. Solidarietà: una parola malvista dallo spirito mondano! Chiediamoci: lascio che il Signore mi guidi a uscire sempre di più dal mio piccolo recinto, a non aver paura di donare, di condividere, di amare Lui e gli altri?

(cfr. Omelia del Santo Padre Francesco nella solennità del Corpus Domini, 2 giugno 2013)

ADA: Ascolto, Decisione, Azione. Queste tre parole sintetizzano l’atteggiamento di Maria.

Ascolto. Maria è attenta a Dio. Non ha il modo distratto con cui a volte noi ci mettiamo di fronte al Signore o agli altri: udiamo le parole, ma non ascoltiamo veramente.

Decisione. Maria non si lascia trascinare dagli eventi, non evita la fatica della decisione, mentre noi spesso tendiamo a rimandarle, preferiamo lasciarci trascinare dagli eventi, seguire la moda del momento; a volte sappiamo quello che dobbiamo fare, ma non ne abbiamo il coraggio.

Azione. Quando ha chiaro che cosa Dio le chiede, Maria non indugia, non ritarda, ma va “in fretta”. A volte, anche noi ci fermiamo all’ascolto, alla riflessione. Non mettiamo in gioco noi stessi muovendoci “in fretta” verso gli altri per portare loro il nostro aiuto, la nostra comprensione, la nostra carità; per portare anche noi, come Maria, ciò che abbiamo di più prezioso e che abbiamo ricevuto, Gesù e il suo Vangelo, con la parola e soprattutto con la testimonianza concreta del nostro agire (cfr. Parole del Santo Padre Francesco a conclusione del mese mariano, 31 maggio 2013).

NAM: Novità, Armonia, Missione. Papa Francesco si rivolge ai rappresentanti di circa 300 movimenti e associazioni ecclesiali, riuniti nella festa di Pentecoste, invitandoli a riflettere sull’azione dello Spirito.

Novità. Spesso seguiamo Dio, lo accogliamo, ma fino ad un certo punto; ci è difficile abbandonarci a Lui con piena fiducia. La novità ci fa sempre un po’ di paura; ci sentiamo più sicuri se abbiamo tutto sotto controllo, se siamo noi a costruire, a
Papa Francesco
programmare, a progettare. Ma la novità di Dio, che trasforma la nostra vita, non è la novità per la novità, la ricerca del nuovo per superare la noia, come avviene spesso nel nostro tempo. La novità che Dio porta nella nostra vita è ciò che veramente ci realizza, ciò che ci dona la vera gioia, la vera serenità, perché Dio ci ama e vuole solo il nostro bene. Siamo aperti alle “sorprese di Dio”?  

Armonia. Solo lo Spirito Santo che porta la diversità dei carismi, può suscitare la diversità, la pluralità, la molteplicità e, nello stesso tempo, operare l’unità. Quando siamo noi a voler fare la diversità e ci chiudiamo nei nostri particolarismi, nei nostri esclusivismi, portiamo la divisione; e quando siamo noi a voler fare l’unità secondo i nostri disegni umani, finiamo per portare l’uniformità, l’omologazione. Se invece ci lasciamo guidare dallo Spirito, la ricchezza, la varietà, la diversità non diventano mai conflitto, perché Egli ci spinge a vivere la varietà nella comunione della Chiesa.

Missione. Lo Spirito Santo è l’anima della missione. Ci fa entrare nel mistero del Dio vivente e ci salva dal pericolo di una Chiesa gnostica e di una Chiesa autoreferenziale, chiusa nel suo recinto; ci spinge ad aprire le porte per uscire, per annunciare e testimoniare la vita buona del Vangelo, per comunicare la gioia della fede, dell’incontro con Cristo. Lo Spirito Santo ci spinge fino alle periferie esistenziali per annunciare la vita di Gesù Cristo. Chiediamoci se abbiamo la tendenza di chiuderci in noi stessi, nel nostro gruppo, o se lasciamo che lo Spirito Santo ci
San Pietro
apra alla missione (cfr.
Omelia del Santo Padre Francesco nella solennità di Pentecoste, 19 maggio 2013).

GCG: Gioia, Croce, Giovani. Il cuore di un cristiano è sempre giovane, contraddistinta dalla gioia, e segnato dalla croce.

Gioia. Non siate mai uomini e donne tristi: un cristiano non può mai esserlo! Non lasciatevi prendere mai dallo scoraggiamento! La nostra non è una gioia che nasce dal possedere tante cose, ma nasce dall’aver incontrato una Persona: Gesù, che è in mezzo a noi; nasce dal sapere che con Lui non siamo mai soli, anche nei momenti difficili, anche quando il cammino della vita si scontra con problemi e ostacoli che sembrano insormontabili.

Croce. Il trono su cui siede Gesù è la croce. Lui prende su di sé il male, la sporcizia, il peccato del mondo, anche il nostro peccato, di tutti noi, e lo lava, lo lava con il suo sangue, con la misericordia, con l’amore di Dio. La croce di Cristo abbracciata con amore mai porta alla tristezza, ma alla gioia, alla gioia di essere salvati e di fare un pochettino quello che ha fatto Lui quel giorno della sua morte.

Giovani. Cari giovani, voi ci portate la gioia della fede e ci dite che dobbiamo vivere la fede con un cuore giovane, sempre: un cuore giovane, anche a settanta, ottant’anni! Cuore giovane! Con Cristo il cuore non invecchia mai!  

(Cfr. Omelia del Santo Padre Francesco nella Domenica delle palme, 24 marzo 2013).

 


DATA DI PUBBLICAZIONE: 2013-06-03


 
 


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