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P. Villagrasa, L.C. Rettore dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, inaugura l’Anno Accademico 2013-2014, il XXI dalla fondazione.
ITALIA | ATTUALITA | NOTIZIE
La “Lectio Magistralis” affidata a Mons. Angelo Vincenzo Zani, Segretario della Congregazione per l’Educazione Cattolica sul tema “Identità e missione delle Università Ecclesiastiche nell’attuale contesto culturale ed ecclesiale”. “

P. Jesús Villagrasa, L.C., nuovo Rettore Magnifico dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, guidato dalla congregazione dei Legionari di Cristo, ha posto come fulcro  del suo incarico il concetto del “mandato missionario dell’Ateneo”, con evidente richiamo al messaggio lanciato da Papa Francesco per la GMG di Rio.

Una comunità accademica come la nostra, dove si formano nuove generazioni di giovani, pronti a proclamare il Vangelo ovunque essi vengano inviati, può ardere col fuoco missionario solo se lo accende nella fede e nella carità di Cristo” ha detto P. Villagrasa questa mattina, nella cerimonia di apertura dell’Anno Accademico 2013-14. Ha ricordato le parole del Papa Emerito e professore Benedetto XVI, che, nel discorso pronunciato in occasione dell’incontro con i giovani professori universitari riuniti a Madrid (il 19 agosto 2011), ha definito l’Università come “la  casa dove si costruisce la verità”.

Nella nostra casa la verità va ricercata principalmente nell’ambito teologico, filosofico e bioetico, ma anche in settori più particolari come l’etica applicata al complesso mondo dell’economia” ha chiosato il Rettore precisando però che “tutto il nostro impegno in favore della verità non può andare disgiunto dall’impegno per la carità perché, come diceva  sant’Agostino, “non intratur in veritatem nisi per caritatem” (cfr. Contra Faustum, 32): nella verità non si entra se non passando per la carità. La verità si costruisce nella carità (cfr. Ef 4, 15).

Dopo aver ringraziato di cuore il suo predecessore P. Pedro Barrajón, L.C. e tutta la Congregazione dei Legionari di Cristo, che ogni anno sostiene economicamente, con grande sforzo e dedizione, le spese di questa istituzione, P. Jesús Villagrasa, L.C ha dato la parola a S. E. Rev.ma Mons. Angelo Vincenzo Zani, Segretario della Congregazione per l’Educazione Cattolica, che ha onorato i presenti parlando  nella sua Lectio magistralis della “Identità e missione delle Università Ecclesiastiche nell’attuale contesto culturale ed ecclesiale”.

“Stiamo vivendo un tempo particolarmente ricco di evoluzioni e di cambiamenti, di passaggi critici e di nuove sfide a livello sociale, economico e culturale – ha detto Mons. Zani - che si riflettono su tutte le istituzioni e in particolare su quelle che operano nell’ambito educativo e accademico.

È in questo orizzonte che colloco le considerazioni sul tema che mi è stato affidato e che intendo raccogliere intorno a tre punti:

1. gli elementi che segnano l’attuale contesto culturale ed ecclesiale;

2. l’idea di università nel recente magistero della Chiesa;

3. l’identità e la missione specifica delle università ecclesiastiche.

Dalla lucida analisi della situazione politica e geopolitica del mondo, dell’indebolimento dell’occidente come guida rispetto ad altri Paesi sempre più realtà emergenti come l’India, la Cina e il Mondo mussulmano, Mons. Zani ha sottolineato che “si dischiude per la Chiesa e i cristiani, che sono presenti ovunque con la loro storia secolare e le loro istituzioni, uno scenario nuovo nel quale sono chiamati a svolgere un ruolo decisivo: tutto dipende dalle loro virtù e dalla loro preparazione spirituale e professionale. Perché le istituzioni internazionali possono essere strumenti utili alla collaborazione tra le nazioni, ma da soli non fanno dell’umanità una comunità. Esiste certamente una specie umana, ma essa si attualizza solo nella pluralità e nel dialogo tra le comunità umane. L’umanità reale è fatta della coesistenza e della tensione tra proposte e valori che sono insolubili nell’umanità sognata dagli umanitari”.

“Le università “tradizionali” devono, quindi”, continua Mons.Zani, “cercare nuove risposte ai cambiamenti demografici (con una popolazione che invecchia in Europa e cresce nelle altre parti del mondo), al crescente aumento nella domanda mondiale di istruzione superiore, alle opportunità create dalle nuove tecnologie informatiche e di comunicazione. Ma sempre, come ha più volte ribadito Benedetto XVI, le università devono essere istituzioni  al servizio della verità”.

Mons. Zani affronta poi il tema della “ragione attuale che attraversa una quadruplice crisi, con i relativi rischi per l’Università: la dispersione; la riduzione strumentale; lo scetticismo; la secolarizzazione.

La maggior parte degli osservatori ha notato l’atomizzazione attuale del sapere, in una molteplicità di specializzazioni, con gravi conseguenze. Più rari ancora, come il filosofo Edgar Morin o il teologo Karl Rahner, collegano questi sintomi ad una autentica crisi della conoscenza. Ma quasi nessuno riallaccia questo fenomeno alla rottura con Dio”.

«Oggi il pericolo nel mondo occidentale – scriveva Benedetto XVI – (…) è che l’uomo, considerando la grandezza del suo operare e del suo potere, lascia cadere la questione della verità»; in effetti «la ragione si piega (…) alle pressioni degli interessi e all’attrazione dell’utilità, costretta a riconoscerla come il criterio ultimo». Di fatto, noi sappiamo come questo rischio di una ipertrofia dei mezzi e di un’atrofia delle finalità si traduce in seno all’Università in  riduzione del sapere e della verità a ciò che è immediatamente sensibile, misurabile e utile; confusione del sapere con il saper-fare; sostituzione della contemplazione della verità con la sola azione; acquisizione di competenze professionali a detrimento di una ricerca disinteressata della verità; occupazione dell’Università con una logica unilateralmente di mercato e imprenditoriale. Ciò che l’uomo guadagna in efficacia e produttività immediata, lo perde in profondità e in ricchezza di senso.

L’Università deve diventare dunque  luogo di un triplice “allargamento della ragione” La ragione pura che la modernità ha cercato non è che una ragione impoverita e ristretta. Occorre seguire un altro cammino: fondare l’Università su una ragione allargata e dunque arricchita. Se l’homo sciens (scientifico) deve aprirsi all’homo sapiens, questo deve a sua volta accettare di aprirsi nella direzione dell’homo credens. In altre parole, si tratta di ritrovare la dimensione trascendente e religiosa della ragione”

Infine Mons. Zani  ha sottolineato che, “perché queste istituzioni si pongano in modo adeguato al servizio dell’opera evangelizzatrice della Chiesa, è auspicabile che non operino in modo isolato le une dalle altre, ma avvertano sempre più di essere espressione di un unico sistema, distribuito nelle chiese particolari di tutto il mondo, articolato e coeso, pur nel rispetto dell’autonomia di ogni singola istituzione e del proprio indirizzo di studi.

Una chiara identità e la sinergia del sistema di studi consentono alle istituzioni ecclesiastiche di inserirsi nel dibattito in corso a livello europeo e mondiale. Alle sfide dell’Europa e dell’Occidente di costruire la “società della conoscenza” si potrà rispondere con la “società della saggezza”, in cui il sapere non viene sviluppato solo nella dimensione scientifica, economica e tecnologica, ma anche in quella antropologica e teologica.


DATA DI PUBBLICAZIONE: 2013-10-17


 
 


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