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S. Messa di inizio del Capitolo Generale della Legione di Cristo
ITALIA | ATTUALITA | NOTIZIE
Il Card. De Paolis ha presieduto la S. Messa di apertura del Capitolo Generale dei Legionari di Cristo

misa capitulo general

Roma, 9 gennaio 2014. Il Delegato Pontificio, Card. Velasio De Paolis ha presieduto ieri sera la S. Messa dello Spirito Santo con la quale si è aperto il Capitolo Generale straordinario dei Legionari di Cristo. La celebrazione si è svolta nella cappella del Centro di Studi Superiori della Legione, a Roma, e ha avuto inizio alle 18.30. Hanno concelebrato i Padri Capitolari e un numeroso gruppo di sacerdoti legionari presenti a Roma.

Con la celebrazione eucaristica si è conclusa una novena di preghiera dedicata allo Spirito Santo e un ritiro spirituale di otto giorni durante il quale i Padri Capitolari hanno chiesto luce e fortezza allo Spirito Santo per questo evento, che segna un momento importante nella vita della Legione di Cristo e del Regnum Christi.  

Oggi, 9 gennaio, sono iniziate le riunioni del Capitolo che ha due compiti principali: approvare un nuovo testo costituzionale per i Legionari ed eleggere nuovi superiori.

Nell’omelia, il Cardinale ha fatto riferimento a questi due doveri del Capitolo.

Per quanto riguarda l’approvazione delle Costituzioni il Cardinale ha detto: «Le costituzioni che vi darete pertanto non saranno semplicemente un codice di leggi che vi unisce solo esternamente nella disciplina; ma sarà un testo espressione di una comune vocazione, di un comune ideale, di una comune missione, di un comune percorso di santità; sarà un impulso di una comune tensione verso la realizzazione di progetto di Dio sulla congregazione e su ciascuno di voi, per la gloria di Dio, il servizio alla Chiesa e alla Legione. Il cuore delle costituzioni è il carisma o il patrimonio spirituale dell’Istituto. Il Papa, mentre ci ha indicato che lo scopo principale del cammino percorso e del Capitolo doveva essere la revisione e l’approvazione delle costituzioni, ha sottolineato anche che in tale lavoro doveva essere approfondito il carisma stesso dell’Istituto. Di fatto le costituzioni devono contenere la stessa vocazione e identità dell’istituto (carisma o patrimonio spirituale) e le norme fondamentali per la sua protezione e la sua promozione e sviluppo. È stata questa la preoccupazione che si è avuta nella redazione del testo e che il Capitolo deve avere nell’approvare il nuovo testo da sottoporre al Santo Padre.».

E a proposito dell’elezione di un nuovo Governo Generale per la Congregazione ha detto: «Compito primario infatti dei superiori è quello di custodire e promuovere lo stesso carisma dell’Istituto; il carisma non è garantito se non nel servizio dell’autorità, esercitata nello spirito evangelico e nella fedeltà alle norme della Chiesa. È un punto al quale si deve dare sempre speciale attenzione. Particolarmente da parte vostra, che su questo aspetto avete una storia di sofferenza, che è importante non dimenticare. È stato questo un tema sul quale il nuovo testo costituzionale è stato attento e vigilante. Tuttavia si sa che le leggi anche se ben fatte sono importanti, ma non bastano se non vi è uno spirito nuovo. Ed è questo spirito nuovo che voi siete chiamati a coltivare e a far crescere dentro di voi quando sarete chiamati a darvi i nuovi superiori».

Il Cardinale ha invitato i Legionari a guardare verso il futuro con fiducia in Dio e nella Chiesa: «Lo stesso Signore che ha compiuto quest’opera in voi è il garante che vi accompagnerà anche nel cammino ulteriore che siete chiamati a percorrere. Ciò che il Signore ha fatto durante questo tempo di preparazione è come la memoria alla quale siete chiamati a tornare, per ritrovare fiducia, serenità e speranza. Speranza nel Signore che vi ha conservato la vocazione; nella Legione che in voi si presenta a questo capitolo con nuove forze e nuovi orizzonti; nella Chiesa che vi ha accompagnato, particolarmente attraverso il Papa Benedetto XVI, che, nel momento più tragico forse della vostra storia, ha avuto fiducia in voi credendo nella vostra capacità di rinnovamento e di fedeltà al Signore, e attraverso l’attuale Sommo Pontefice Papa Francesco, che ha voluto essere presente in questo momento importante della vostra storia».

 

OMELIA PER L’APERTURA DEL CAPITOLO DEI LEGIONARI DI CRISTO

8 GENNAIO 2014

 

Celebriamo la Santa Messa dello Spirito Santo per l’apertura del Capitolo Generale Straordinario al quale ci stiamo preparando da circa tre anni e mezzo, con un mandato preciso del Santo Padre Benedetto XVI. Si tratta di un evento di fede, che possiamo celebrare solo sotto la guida dello Spirito Santo. Esso si pone alla fine di un lungo cammino il cui percorso ci è stato indicato ancora dallo stesso Santo Padre; esso è comprensibile pertanto soltanto alla luce del cammino compiuto. I due eventi sono strettamente congiunti: la preparazione ha avuto come meta il Capitolo con gli impegni specifici che esso comporta: la nomina del nuovo governo della congregazione e l’approvazione delle costituzioni, che, con l’impegno di tutti, la congregazione dei Legionari ha rivisto profondamente.

Più volte è stato sottolineato che la revisione delle costituzioni non poteva essere considerata semplicemente un impegno tecnico, ma doveva essere accompagnata da un cammino di esame di vita, di revisione e di rinnovamento spirituale dell’istituto. È stato semplicemente il cammino di preparazione che abbiamo portato a compimento.

Questa celebrazione eucaristica è in vista del Capitolo che si apre: è un’invocazione allo Spirito di Dio perché illumini i cuori, infonda fiducia, grazia e forza; riconcili i nostri cuori con Dio e tra di noi e ci unisca nell’amore verso Dio, la Chiesa e la Congregazione. Ci aspettiamo che si rinnovi il miracolo della Pentecoste, il miracolo delle lingue come di fuoco. Mentre ognuno di noi parla la propria lingua, esprime le proprie idee e le proprie convinzioni, sotto la luce e la forza dello Spirito, è chiamato a comprendere la lingua dell’altro, ugualmente mosso dallo stesso amore, lo Spirito Santo. Il miracolo dell’unità delle lingue e dell’amore, all’interno della ricchezza della pluralità delle lingue e delle idee ci accompagna. Le costituzioni che vi darete pertanto non saranno semplicemente un codice di leggi che vi unisce solo esternamente nella disciplina; ma sarà un testo espressione di una comune vocazione, di un comune ideale, di una comune missione, di un comune percorso di santità; sarà un impulso di una comune tensione verso la realizzazione di progetto di Dio sulla congregazione e su ciascuno di voi, per la gloria di Dio, il servizio alla Chiesa e alla Legione. Il cuore delle costituzioni è il carisma o il patrimonio spirituale dell’Istituto. Il Papa, mentre ci ha indicato che lo scopo principale del cammino percorso e del Capitolo doveva essere la revisione e l’approvazione delle costituzioni, ha sottolineato anche che in tale lavoro doveva essere approfondito il carisma stesso dell’Istituto. Di fatto le costituzioni devono contenere la stessa vocazione e identità dell’istituto (carisma o patrimonio spirituale) e le norme fondamentali per la sua protezione e la sua promozione e sviluppo. È stata questa la preoccupazione che si è avuta nella redazione del testo e che il Capitolo deve avere nell’approvare il nuovo testo da sottoporre al Santo Padre.

Ma se lo scopo principale del Capitolo è l’approvazione delle costituzioni, non meno importante è la nomina del governo dell’Istituto. Compito primario infatti dei superiori è quello di custodire e promuovere lo stesso carisma dell’Istituto; il carisma non è garantito se non nel servizio dell’autorità, esercitata nello spirito evangelico e nella fedeltà alle norme della Chiesa. È un punto al quale si deve dare sempre speciale attenzione. Particolarmente da parte vostra, che su questo aspetto avete una storia di sofferenza, che è importante non dimenticare. È stato questo un tema sul quale il nuovo testo costituzionale è stato attento e vigilante. Tuttavia si sa che le leggi anche se ben fatte sono importanti, ma non bastano se non vi è uno spirito nuovo. Ed è questo spirito nuovo che voi siete chiamati a coltivare e a far crescere dentro di voi quando sarete chiamati a darvi i nuovi superiori. Bisogna avere veramente un cuore nuovo, sia da parte degli elettori che degli eletti. Per quanto dipende da voi, abbiate presente soltanto Dio e il bene della Chiesa e della Legione e scegliete solo chi voi ritenete i più degni ed idonei per il ministero dell’autorità. Per questo è necessario liberare il cuore da risentimenti, gelosie ed invidie; liberare la memoria per non sentirsi appesantiti da ricordi che fanno soffrire e accecano.

Voi di fatto approdate a questo evento dopo un lungo cammino, non privo di sofferenze, ma che oggi si presenta abbastanza sereno e fiducioso. Di questo dobbiamo ringraziare il Signore. Lo stesso Signore che ha compiuto quest’opera in voi è il garante che vi accompagnerà anche nel cammino ulteriore che siete chiamati a percorrere. Ciò che il Signore ha fatto durante questo tempo di preparazione è come la memoria alla quale siete chiamati a tornare, per ritrovare fiducia, serenità e speranza. Speranza nel Signore che vi ha conservato la vocazione; nella Legione che in voi si presenta a questo capitolo con nuove forze e nuovi orizzonti; nella Chiesa che vi ha accompagnato, particolarmente attraverso il Papa Benedetto XVI, che, nel momento più tragico forse della vostra storia, ha avuto fiducia in voi credendo nella vostra capacità di rinnovamento e di fedeltà al Signore, e attraverso l’attuale Sommo Pontefice Papa Francesco, che ha voluto essere presente in questo momento importante della vostra storia. È anche il momento di ringraziare tutti coloro che hanno portato con me la fatica dell’accompagnamento a nome della Chiesa, particolarmente dei miei consiglieri, S. E. Brian Farrell, P. Gianfranco Ghirlanda, P. Agostino Montan, e Mons. Mario Marchesi.

A conclusione, mi piace ricordare quanto ho avuto modo di dirvi all’inizio del mio mandato. Nella mia prima omelia rivolgendomi a tutti, proprio da questo altare, esprimevo la mia consapevolezza della difficoltà vocazionale in cui vi potevate trovare. Vi invitavo alla fiducia e alla fedeltà; attendere che tornasse la luce e la pace prima di decidere. Nella mia prima lettera che vi rivolgevo esprimevo anche la mia fiducia sull’esito positivo del cammino che eravamo chiamati a percorrere insieme, sottolineando particolarmente la vostra fedeltà e obbedienza alla Chiesa, come garanzia di successo. La stragrande maggioranza è rimasta fedele alla propria vocazione di legionario. In particolare lo siete stati voi che oggi siete radunati per il Capitolo e volete segnare la prima tappa della nuova Legione, con la nomina di nuovi superiori e l’approvazione del nuovo testo al quale siete chiamati a conformare la vostra vita.

Credo che siate contenti per avere confermato il vostro sì al Signore. Avete sofferto molto, dentro di voi e fuori di voi. Avete sofferto la vergogna di essere accusati, guardati con sospetto e d’essere esposti alla pubblica opinione, anche all’interno della Chiesa. Avete saputo accettare questa sofferenza per amore della vostra vocazione, per amore della Chiesa e della Legione. La sofferenza vi ha purificati, vi ha maturati, vi ha fatto fare l’esperienza della grazia del Signore e del suo amore, che vi ha chiamati a partecipare al mistero della redenzione mediante la croce e il dolore. Avete partecipato al dolore di quelli che hanno sofferto a causa di alcuni membri della Legione. Avete scelto l’unico modo che il Vangelo conosce per la redenzione del male: non la fuga, non il rifiuto, non la condanna degli altri, ma la partecipazione, la solidarietà, l’amore che entra nello stesso peccato e nello stesso dolore per redimerlo dall’interno. Oggi siete contenti di partecipare a questa liturgia dell’Eucarestia, associati al mistero di Cristo che per amore offre la propria vita. E volete rinnovare nell’offerta di Cristo, l’offerta della vostra vita.

Possiamo concludere con una citazione tratta dalla lettera agli Ebrei a proposito del sacrificio redentore di nostro Signore Gesù Cristo, che ha offerto l’unico e perfetto sacrificio: “quanto più il sangue di Cristo – che mosso da Spirito eterno, offrì se stesso senza macchia a Dio – purificherà la vostra coscienza dalle opere morte per servire al Dio vivo” (Eb 9,14). Lo stesso Spirito eterno ha mosso i vostri cuori a fare l’offerta della vostra vita per cooperare al sacrificio redentore di Cristo per la salvezza della vostra Congregazione. Che lo stesso Spirito operi sempre nel vostro cuore. Lo stesso Spirito, sempre pronto a tergere le lacrime del vostro cuore e a trasformarle in perle preziose di fronte agli occhi di Dio.

 

Roma, 8 gennaio 2014

 

                                                                                            Velasio Card. De Paolis,C.S.


DATA DI PUBBLICAZIONE: 2014-01-09


 
 


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