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Il programma per il nostro futuro si riassume in sei parole
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Omelia del Direttore generale nella S. Messa di chiusura dell´anno giubilare per il 75esimo anniversario

P. Eduardo Robles Gil, L.C.

Il 3 giugno 2016, Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, si è chiuso l’Anno giubilare per il 75esimo anniversario della nostra fondazione. Nello stesso giorno si è conclusa, a Roma, l’Assemblea internazionale del Regnum Christi. Il nostro Direttore generale ha preparato l’omelia che pubblichiamo di seguito, nella traduzione italiana. (Letture: Ez 34, 11-16; Sal 23; Rm 5, 5-11; Lc 15, 3-7)


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Il Signore è il mio pastore, non manco di nulla! Questa acclamazione, che abbiamo cantato nel Salmo responsoriale, esprime molto bene il significato della Solennità del Sacro Cuore che oggi festeggiamo. Al tempo stesso, illumina la chiusura dell’Anno giubilare per il 75esimo anniversario della nostra fondazione, che abbiamo aperto nel giorno del Sacro Cuore del 2015 e anche la conclusione dei lavori dell’Assemblea internazionale dei membri di I e di II grado del Regnum Christi, i cui contributi ci arricchiscono per continuare il cammino verso la stesura dello statuto generale del Movimento.


«Io stesso condurrò le mie pecore» (Ez 34, 15)


Il profeta Ezechiele ci trasmette una visione che ci parla del futuro, che ravviva nel popolo di Israele l’anelito della venuta del Messia. Gesù Cristo nel Vangelo si identifica con il Buon Pastore, però ci parla anche del futuro, di pecore che sono in un altro ovile e che ci sarà un solo ovile e un solo pastore…


Questa profezia si va realizzando gradualmente nel tempo e possiamo constatare la tenerezza e misericordia di Dio che è venuto a cercare ciascuno di noi e la Legione e il Movimento nel loro insieme, quando ci siamo perduti in giorni di oscurità e nuvoloni (Ez) e sì che ce ne sono stati nella nostra storia e non possiamo dimenticarli! Lui ha voluto dare la sua vita per noi, per riconciliarci con il Padre.


Non è stato forse questo anno giubilare un ritornare con la memoria alla misericordia di Cristo che ci ha chiamato a collaborare all’instaurazione del suo Regno, ciascuno secondo la sua vocazione di Legionario, di Laico consacrato o Consacrata, di uomo o donna laico, sposato o solo? Per molti di noi, questo anno è stato l’occasione per prendere consapevolezza che Cristo non ha paura di venire a cercarci laddove ci troviamo e lo fa Lui personalmente e anche attraverso la Chiesa e altri membri della grande famiglia dei battezzati in Cristo.


«Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora che era perduta»


Oggi abbiamo concluso quest’anno di grazia per il nostro 75esimo anniversario in cui ci proponevamo soprattutto di ringraziare Dio per la sua fedeltà e per i doni che ci concede, di ravvivare in noi il desiderio di servirlo attraverso la preghiera e l’apostolato e soprattutto attraverso la carità e la pratica delle opere di misericordia e anche di purificare la nostra memoria, riparare i nostri peccati e aprirci alla grazia della conversione personale e istituzionale.


Ciascuno di noi sa in quale misura si sia aperto a questo periodo straordinario che la Chiesa ci ha concesso e che oggi si conclude. Rimangono nei nostri cuori i doni spirituali che lui ha voluto regalarci. Però forse la cosa più importante è che abbiamo imparato a contemplare il volto di Cristo, a lasciarci trovare da Lui per ottenere misericordia e a prestarci perché Lui ci invii come testimoni dell’amore.


Per questo motivo, io credo che oggi il Cuore di Cristo ci dica con particolare forza: «Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora che era perduta». Il protagonista della nostra storia è Lui, non noi. È Lui che guida i nostri passi e la cosa migliore per noi è riconoscere che ha fatto meraviglie in noi e ci ha ricolmato di misericordia. Non è per merito nostro ma perché Lui si gloria di mostrare la sua bontà e tenerezza con noi. E il suo cuore gioisce quando accogliamo i doni che ci offre, sebbene molte volte questo richieda rinunce dolorose ai nostri punti di vista, ai nostri preconcetti, a certi modi di fare le cose…


La gioia del Cuore di Cristo si radica nel fatto che abbiamo potuto incontrarci con Lui. E questa gioia è anche nostra. Però, in questo sentimento non può esserci nessun vano trionfalismo, nessuna autoesaltazione della Legione e del Regnum Christi. Questo periodo ci ha offerto, a livello personale e come famiglia nella Chiesa, l’occasione per prendere piena coscienza dei nostri limiti, delle nostre debolezze, delle titubanze e dei peccati, per chiedere perdono a Dio per le nostre infedeltà durante questi primi 75 anni della nostra storia. Oggi nuovamente chiediamo perdono a coloro che sono rimasti feriti nella loro fede o nella loro persona dai nostri errori e chiediamo al Cuore di Gesù che conceda loro di sperimentare la sua vicinanza e la pace. Non possiamo smettere, però, di sentire la gioia interiore di chi sa di essere profondamente amato, di chi sa di essere cercato dal Signore sebbene peccatore e nemico (cfr. Rm 5, 8-10) e sperimenta che Lui ci porta sulle sue spalle e permette che la nostra testa riposi sul suo petto (cfr. Lc 15, 5).


Gesù, il Buon Pastore, vuole che ci sintonizziamo con i sentimenti del suo Cuore: rallegratevi con me! Siamo stati ritrovati! Siamo stati oggetto della misericordia!


Mi guida per il giusto cammino… Felicità e grazia mi saranno compagne tutti i giorni della mia vita (Sal 23)


Si chiude oggi l’Assemblea internazionale dei membri laici del Movimento e si conclude il nostro anno giubilare. Adesso, in qualche modo, torniamo alle nostre occupazioni abituali però non possiamo essere gli stessi. Gesù va avanti, segnando la strada… ed è necessario ricominciare da Cristo e camminare con Lui. Per questo e seguendo le consegne e i suggerimenti che abbiamo ricevuto dal Capitolo generale, dalle Assemblee generali dei membri consacrati e anche quello che abbiamo ascoltato in questi giorni di lavoro dei membri di I e II grado, possiamo e dobbiamo accompagnare Cristo lungo il giusto cammino, che, mi pare, debba includere i seguenti punti:



  1. Cercare Cristo e lasciarci trovare da Lui. Per mezzo del battesimo siamo suoi, alcuni di noi gli hanno consacrato la vita intera. Soffermiamoci, nella preghiera, sulla contemplazione di Cristo per godere profondamente della gioia dell’intimità con Lui, della sua misericordia. Dobbiamo essere uomini e donne che, non solo hanno letto di Cristo, ma che lo conoscono e lo amano, soprattutto attraverso la Parola di Dio, la preghiera, i sacramenti e l’amore per il prossimo. Dobbiamo impegnarci per rispondere al suo amore nell’impegno quotidiano per la santità, nel vissuto della nostra vocazione specifica e nel modo di esprimere il carisma che il Signore ci ha dato e che è stato confermato come autentico dalla Chiesa (cfr. Lumen Gentium, 12).

  2. Essere testimoni della sua misericordia, di comunione e di riconciliazione. Non dobbiamo dimenticare la nostra storia, con le sue luci e le ombre, però non dobbiamo nemmeno vivere del passato con tutto il bene e il male che ci sono stati. Dobbiamo dare testimonianza oggi degli effetti della misericordia che abbiamo trovato nel Cuore di Cristo, stimolando la comunione tra noi e in tutta la Chiesa, il dialogo, la capacità di accogliere l’altro, di perdonare e di chiedere perdono. Dobbiamo essere pazienti gli uni con gli altri, come è stato Gesù con tutti, però non fermiamoci nel cammino e non lasciamo indietro nessuno, perché il Buon Pastore non permette che nessuna pecora si perda. Apriamoci al futuro con speranza dando testimonianza nel mondo della verità del Vangelo.


  1. Essere suoi apostoli e stretti collaboratori. Il Signore Gesù ci ha invitato a stare con Lui e ci ha inviato a predicare. Vuole che siamo le sue pecore, buoni discepoli e al tempo stesso, buoni pastori, missionari. Dobbiamo guardare oltre le nostre difficoltà e vedere le necessità del mondo e della Chiesa: come possiamo rispondere a queste sfide? Come possiamo far sì che il messaggio d’amore di Cristo risuoni con forza, in modo credibile, nei cuori degli uomini? Come possiamo prestarci affinché il Buon Pastore continui a trovare le pecore che si sono perdute? Facciamoci rivestire dal Signore con il suo Spirito Santo consolatore e chiediamogli che ci dia i suoi stessi sentimenti.


Oggi termina un anno di grazia particolare per la nostra famiglia della Legione e del Regnum Christi. Continuiamo a essere immersi nell’Anno giubilare della Misericordia. Preghiamo Dio per papa Francesco e il suo ministero. Preghiamo anche che invii buone e sante vocazioni alla vita consacrata nel Movimento e alla Legione. Chiediamo al Cuore di Cristo che benedica le famiglie, soprattutto quelle che passano momenti difficili, perché siano luoghi di irradiazione del suo amore. Però, soprattutto, preghiamo il Buon Pastore che ci faccia comprendere qual è il programma che ci propone per il nostro futuro e che si riassume in sei parole:


Cristo, nostro Re, venga il tuo Regno!


I verbali conclusivi dell’Assemblea internazionale saranno pubblicati sul sito Sito web dell’Assemblea.


Per vedere le gallerie fotografiche dell’Assemblea clicca qui.


Per vedere i video dell’Assemblea, clicca qui.





FECHA DE PUBLICACIÓN: 2016-06-08


 
 


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