Come ogni anno, le alunne dell’accademia “Le Châtelard” realizzano il
loro tradizionale pellegrinaggio a Lourdes, dove aiutano e badano ai
malati realizzando tra loro un lavoro di evangelizzazione.
Il gruppo di 49 alunne si
unisce al pellegrinaggio svizzero per aiutare a curare i malati.
Sono stati cinque giorni di lavoro intenso dove hanno potuto
sperimentare la felicità di darsi agli altri constatando che c’è
più allegria nel dare che nel ricevere. Ogni mattina si
alzavano alle 5:00 e dopo la colazione accorrevano alla grotta
per offrire il loro giorno
a Dio e mettersi nelle
mani della Santissima Vergine. Finita la preghiera incominciava il
lavoro: aiutare a far alzare i malati, fare i letti,
pulire i bagni, dar loro da mangiare, portarli alle cerimonie
in barella o sedia a rotelle; ma soprattutto, offrir loro
attenzione, ascolto, tempo e affetto.
Angeles
Zorrilla, alunna dell’accademia, aiuta uno dei malati a muoversi nella
sua sedia a rotelle.
L’ultimo giorno, le alunne hanno potuto scambiare
le loro impressioni e condividere quello che aveva significato questo
pellegrinaggio per ognuna di loro. Tutte le testimonianze coincidevano nel
fatto che era stata un’esperienza forte di dimenticare se stesse,
di stare vicine alla Vergine; un’opportunità di toccare con mano
la sofferenza fisica e morale delle persone, di crescere nella
fede e nella fiducia in Dio.
Una di esse commentò:“Ero
molto emozionata all’idea di poter partecipare al pellegrinaggio. Qualcosa mi
diceva che poteva essere una gran opportunità per conoscere l’amore
di Cristo e di Maria, e per poterli vedere ancora
più presenti nella mia vita. Non mi sbagliavo. Nella maniera
più semplice, l’amore di Maria si manifestò in un miracolo
in Lourdes.
Due alunne accompagnano una malata
alla cerimonia nella Basilica.
Maria, una donna malata di 50 anni,
aveva tre ernie che, per la loro vicinanza alla spina
dorsale, non erano operabili. Dopo 5 anni di malattia le
era difficile persino camminare. Alle difficoltà fisiche si aggiungevano
quelle spirituali, perché conosceva molto poco la propria fede. Per
aprirle quindi le porte alla speranza, la Vergine cominciò per
ottenere per lei el dono della fede.
Io
credo che il miracolo cominciò con la fede, poiché la
sua conversione fu veramente di punto in bianco. Quando arrivammo
non mostrava interesse alcuno, tuttavia, poco dopo chiese che la
portassero alle piscine. Quella stessa sera, Maria mi trasmise moltissima
sicurezza, mi raccontò quello che aveva passato e c’era contemporaneamente
in lei un sorriso che non potevo spiegarmi: “Sono andata
questa mattina alle piscine” - mi disse. Quando gli domandai
che cosa sentiva, mi rispose: “La pace... la pace di
cui necessitavo”, mi chiese se potevo accompagnarla a fare acquisti.
Quando arrivammo ai negozi, in mezzo alla strada, mi disse:
“Guarda!”, ed all’improvviso, senza aiuto, senza appoggio, si alzò e
si allontanò dalla sedia a rotelle, affinché io potessi metterla
in un posto dove non
disturbasse le altre persone. In
quel momento io non riuscivo più a muovermi, ero rimasta
scioccata; non sapevo se dovevo aiutarla a camminare, muovere la
sedia o se dovevo dire qualcosa. L’unica cosa che facevo
era lodare la grandezza di Dio. Vedevo tutte le mie
credenze, tutta la mia fede, in piedi di fronte a
me.
Alunne di Le Chatelard accompagnano i
malati. La foto è presa all’interno della basilica di Lourdes.
Non
so perché Dio fa queste cose, e non mi interessa
saperlo, poiché altrimenti, ciò che è accaduto non avrebbe
più lo stesso valore che ora ha per me e
per Maria. Lo vedo come un doppio regalo di che
Dio ha dato a me, senza che io abbia fatto
qualcosa per meritarlo ed a Maria che era una persona
che non credeva nei miracoli, ma che ricevette la grazia
della guarigione dell’anima e del corpo.”
2002
© Legion of Christ
2002 © Regnum Christi