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| Il dott. Alberto Carrara | |
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La storia della scienza ha visto decine
e decine di sacerdoti scienziati portare contributi fondamentali e, a
volte, avviare veri e propri campi di studio come è
accaduto con il monaco cattolico Gregor Johann Mendel e la
genetica moderna. In Ultimissima 15/05/12 abbiamo realizzato un breve ma
significativo elenco.
Esistono tuttavia
anche tanti altri sacerdoti-scienziati che compiono quotidianamente il loro lavoro di studiosi, tra
teologia e ricerca scientifica. E’ il caso del dott. Alberto
Carrara, ad esempio, proclamato nel 2004 dottore in Biotecnologie mediche
pressola Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di
Padova e contemporaneamente entrato nella Congregazione religiosa dei Legionari di
Cristo. Attualmente è studente di Baccalaureato in Teologia presso l’Ateneo
Pontificio Regina Apostolorum di Roma, dove dal 2009 è membro
del Gruppo di Ricerca in Neurobioetica. Dal 2010 è divenuto
membro della International Neuroethics Society.
Il dott. Carrara gestisce un blog davvero molto interessante, intitolato “Neuroetica e
Neuroscienze”, che invitiamo a visitare. Segnaliamo articoli recenti, suddivisi in
rubriche settimanali (il lunedì, ad esempio, è il turno dell’omosessualità),
davvero interessanti, come “Perché non siamo il nostro cervello”, “Donne
& Uomini: dato di natura”, “La coscienza tra mente e
cervello: aspetti antropologici ed etici”, “Coscienza e neuro-libertà”, ecc.
Recentemente è apparsa una sua
intervista
su “Zenit.it”, in cui
affronta la tematica delle biotecnologie mediche e relative sfide bioetiche,
mostrando un chiaro approccio scientifico ma al contempo valorizzatore del
contributo etico e filosofico, e per nulla riduzionista . Si
è poi soffermato sul concetto di anima: «il tema dell’anima
è forse il “filo rosso” che dagli albori della civiltà
ad oggi, l’uomo si porta dietro, lo segue come la
sua stessa ombra. Sono certo che proprio grazie alla luce
delle moderne neuroscienze e neurotecnologie la realtà dell’anima umana emergerà
in tutto il suo splendore. C’è posto per l’anima umana
nel dibattito filosofico proprio perchè è l’uomo, essere uni-duale, composto
da corpo e anima, sia colui che fa scienza, sia
colui che vi riflette filosoficamente». Rispetto al rapporto tra scienza
e fede, «non c’è contrapposizione, basta rispettare gli ambiti e
i metodi propri di ciascuna disciplina. Oggi il grande problema
è proprio la mancanza d’equilibrio e di umiltà, il voler
possedere una scienza onnicomprensiva che spieghi la realtà, che spieghi
l’essere umano».
«Tutti i
neuro-determinismi contemporanei», ha concluso, «sono insufficienti proprio perché assolutizzano, antropomorfizzano un solo dato
della complessa realtà dell’uomo. L’essere umano si caratterizza per il
“mistero” che da sempre cela e che, d’altronde, costituisce la
forza e l’impulso stesso della ricerca scientifica».
Fonte: www.uccronline.it
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