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| La statua di San Paolo davanti alla basilica di san Pietro, nella Città del Vaticano. | |
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Roma, 29 giugno 2012. La Chiesa
celebra oggi la solennità dei santi Pietro e Paolo Apostoli,
che sono stati chiamati a dare alla Chiesa le primizie
della fede cristiana. Noi crediamo secondo il credo apostolico, ricevendo
la loro testimonianza e le loro certezze. La
nostra fede deve essere apostolica anche per questa imitazione della
vita e dell’esperienza degli apostoli. Per la perspicacia della sua
professione di fede in Gesù, Messia, Figlio di Dio, Pietro
viene eletto fondamento della Chiesa, sovrintendente che decide autorevolmente a
nome di Cristo. Dietro di lui opera Cristo stesso, al
quale la Chiesa appartiene. Gesù, infatti, dice «la mia Chiesa».
Simone, figlio di Giona, pescatore di
Cafarnao, detto Cefa (Pietro), scelto e incaricato da Cristo stesso
quale capo e fondamento della sua Chiesa, stabilì la sua
sede in Roma. Qui, secondo la tradizione, fu poi martirizzato
mediante crocifissione a testa in giù: egli riassume in sé,
come ogni suo successore, l’unità e la comunione dei fedeli.
Saulo di Tarso, detto Paolo tra greci e romani, figlio
di fabbricanti di tende, fariseo e persecutore dei cristiani, a
seguito di eventi prodigiosi fu associato al collegio apostolico da
Gesù stesso. Dopo aver attraversato l’impero per annunciare il vangelo
di Cristo, approdò anch’egli a Roma, dove al termine della
prigionia subì il martirio per decapitazione. Pare che l’antichissima tradizione
di festeggiare il 29 giugno questa duplice commemorazione intendesse sostituire
la ricorrenza pagana che celebrava Romolo e Remo, i mitici
fondatori della Città Eterna: in effetti, Pietro e paolo suggellarono
e alimentarono, con la predicazione e l’effusione del proprio sangue,
tra il 64 e il 67, durante le persecuzioni neroniane,
al fondazione della Chiesa in Roma e nel mondo (fonte:
Messa Meditazione).