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“Gente di poca fede”
ITALIA | SPIRITUALITà
Meditazioni per l´Anno della Fede a cura di P. Pedro Barrajón, L.C.

libro

Nel Vangelo di san Luca, questo brano viene dopo un’ammonizione di Gesù contro l’avarizia e la cupidigia. Gesù continua ad ammaestrare i suoi discepoli indicando i veri valori ai quali rivolgere l’attenzione. Gesù invita anche noi ad andare all’essenziale, mentre siamo distratti da tante cose: il cibo, i vestiti, la casa. Gesù ci ricorda che non sono le più importanti e ci invita a creare una giusta gerarchia di valori. Al primo posto c’è Dio e tutto ciò che lo riguarda.

Dio ci chiede una conversione del cuore fino a capovolgere questa scala dei valori. Lui è il valore supremo. Le altre cose vengono dopo. E ci saranno date in aggiunta se noi cerchiamo prima il Regno di Dio. Chi sa vedere Dio all’opera capisce che si preoccupa di noi, che non è il Dio dei deisti che, una volta creato il mondo, se ne va. Il nostro Dio, il Dio di Gesù Cristo, è un Padre provvidente che si prende cura della sua creazione, di tutti gli esseri creati e in modo speciale di chi nella creazione occupa un posto di privilegio, perché fatto a immagine e somiglianza del Creatore. Se noi crediamo questo, se siamo uomini e donne di poca fede, allora sapremo che non dobbiamo provvedere a tutto noi, che non tutto dipende da noi e smetteremo di affannarci, di andare di qua e di là, di agitarci. Se ancora ci riconosciamo in Marta, la sorella di Lazzaro e ci agitiamo per tante cose, dimenticando la parte migliore, anche noi potremmo ascoltare il gentile rimprovero che le rivolge Gesù: “Ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una sola cosa c’è bisogno”.

L’anno della fede è un invito ad abbandonarci alla Provvidenza, a pensare che non siamo soli. L’uomo di fede si impegna con ardore, ma sa che tutto dipende da Dio. Si preoccupa delle cose del Regno ma sa che il Signore del Regno penserà a soddisfare i suoi bisogni materiali.

Forse anche noi siamo gente di poca fede. Questo Anno della Fede è una vera grazia per riportare i nostri interessi e le nostre preoccupazioni al loro posto. Così daremo alla nostra vita, come uomini di fede, una nuova serenità interiore. Sapremo che nulla di essenziale ci mancherà. Saremo consapevoli che il Padre celeste vede le nostre necessità prima ancora che avanziamo richieste e preghiere.

La nostra pace interiore, frutto della fede, darà al mondo quel supplemento di pace di cui tutti abbiamo tanto bisogno.

 Dal Vangelo secondo Luca 12, 22-31

Poi disse ai suoi discepoli: “Per questo io vi dico, non datevi pensiero per la vostra vita, di quello che mangerete; né per il vostro corpo, come lo vestirete. La vita vale di più del cibo e il corpo più del vestito. Guardate i corvi, non seminano, non mietono, non hanno ripostiglio né granaio e Dio li nutre. Quanto più degli uccelli voi valete! Chi di voi per quanto si affanni può aggiungere una sola ora alla sua vita? Se dunque non avete potere neanche per la più piccola cosa, perché vi affannate del resto. Guardate i gigli come crescono: non filano, non tessono; eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Se dunque Dio, veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, quanto più voi, gente di poca fede? Non cercate perciò che cosa mangerete e che cosa berrete e con state con l’animo in ansia: di tutte quelle cose si preoccupa la gente la gente del mondo, ma il Padre vostro sa che ne avete bisogno. Cercate dunque il Regno di Dio e queste cose vi saranno date in aggiunta”.

 


DATA DI PUBBLICAZIONE: 2012-11-02


 
 


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