Nel Vangelo
di san Luca, questo brano viene dopo un’ammonizione di Gesù contro
l’avarizia e la cupidigia. Gesù continua ad ammaestrare i suoi
discepoli indicando i veri valori ai quali rivolgere l’attenzione. Gesù
invita anche noi ad andare all’essenziale, mentre siamo distratti da
tante cose: il cibo, i vestiti, la casa. Gesù ci
ricorda che non sono le più importanti e ci invita
a creare una giusta gerarchia di valori. Al primo posto
c’è Dio e tutto ciò che lo riguarda.
Dio ci chiede
una conversione del cuore fino a capovolgere questa scala dei valori.
Lui è il valore supremo. Le altre cose vengono dopo.
E ci saranno date in aggiunta se noi cerchiamo prima
il Regno di Dio. Chi sa vedere Dio all’opera capisce
che si preoccupa di noi, che non è il Dio
dei deisti che, una volta creato il mondo, se ne
va. Il nostro Dio, il Dio di Gesù Cristo, è
un Padre provvidente che si prende cura della sua creazione,
di tutti gli esseri creati e in modo speciale di
chi nella creazione occupa un posto di privilegio, perché fatto
a immagine e somiglianza del Creatore. Se noi crediamo questo,
se siamo uomini e donne di poca fede, allora sapremo
che non dobbiamo provvedere a tutto noi, che non tutto
dipende da noi e smetteremo di affannarci, di andare di
qua e di là, di agitarci. Se ancora ci riconosciamo
in Marta, la sorella di Lazzaro e ci agitiamo per
tante cose, dimenticando la parte migliore, anche noi potremmo ascoltare
il gentile rimprovero che le rivolge Gesù: “Ti affanni e
ti agiti per molte cose, ma di una sola cosa
c’è bisogno”.
L’anno della fede è un invito ad abbandonarci alla Provvidenza,
a pensare che non siamo soli. L’uomo di fede si
impegna con ardore, ma sa che tutto dipende da Dio.
Si preoccupa delle cose del Regno ma sa che il
Signore del Regno penserà a soddisfare i suoi bisogni materiali.
Forse
anche noi siamo gente di poca fede. Questo Anno della Fede
è una vera grazia per riportare i nostri interessi e
le nostre preoccupazioni al loro posto. Così daremo alla nostra
vita, come uomini di fede, una nuova serenità interiore. Sapremo
che nulla di essenziale ci mancherà. Saremo consapevoli che il
Padre celeste vede le nostre necessità prima ancora che avanziamo
richieste e preghiere.
La nostra pace interiore, frutto della fede, darà al mondo
quel supplemento di pace di cui tutti abbiamo tanto bisogno.
Dal Vangelo secondo Luca 12,
22-31
Poi
disse ai suoi discepoli: “Per questo io vi dico, non datevi pensiero per la vostra vita, di quello
che mangerete; né per il vostro corpo, come lo vestirete.
La vita vale di più del cibo e il corpo
più del vestito. Guardate i corvi, non seminano, non mietono,
non hanno ripostiglio né granaio e Dio li nutre. Quanto
più degli uccelli voi valete! Chi di voi per quanto
si affanni può aggiungere una sola ora alla sua vita?
Se dunque non avete potere neanche per la più piccola
cosa, perché vi affannate del resto. Guardate i gigli come
crescono: non filano, non tessono; eppure io vi dico che
neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno
di loro. Se dunque Dio, veste così l’erba del campo,
che oggi c’è e domani si getta nel forno, quanto
più voi, gente di poca fede? Non cercate perciò che
cosa mangerete e che cosa berrete e con state con
l’animo in ansia: di tutte quelle cose si preoccupa la
gente la gente del mondo, ma il Padre vostro sa
che ne avete bisogno. Cercate dunque il Regno di Dio
e queste cose vi saranno date in aggiunta”.