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La tempesta sedata
ITALIA | SPIRITUALITà
Meditazioni per l´Anno della Fede a cura di P. Pedro Barrajón, L.C.

tempesta sedata

Gesù si trova con i suoi discepoli sulla barca. Egli è loro Maestro. È conosciuto da tutti nella regione, per i grandi miracoli che ha fatto. Tutti vogliono stare con lui. Vogliono sentire la sua parola. Lui ordina di passare all’altra riva del lago. Gli ordini di Gesù sono subito eseguiti. I discepoli eseguono gli ordini, perché hanno raggiunto un certo grado di fiducia in Gesù, senza farsi tanti problemi.

Così succede nella vita di fede, quando si fanno primi passi dopo la conversione, oppure quando ci si addentra nel cammino della vita spirituale. La persona di fede inizia a fidarsi in Gesù, si abbandona nelle sue mani, esegue i suoi ordini, senza fare tante domande.

Ma Gesù chiede ai discepoli di prendere il largo, e siccome sono maestri nell’arte della pesca e del navigare. Gesù li lascia fare in questo loro mestiere e si addormenta. Quante volte anche Gesù sembra addormentarsi nella storia degli uomini e nella nostra storia! Vorremmo che egli intervenisse, ma invece dorme.

All’improvviso, nel lago di Galilea, si solleva una forte tempesta. I discepoli cercano di usare i migliori metodi “professionali” per evitare il pericolo, ma non serve a nulla. L’acqua comincia a inondare la barca. E Gesù dorme! Nella storia della Chiesa, mentre su di essa si abbattono grandi tempeste, Gesù sembra dormire: come può dormire mentre noi siamo in pericolo?  Sarà davvero un profeta? Sarà veramente Dio? Gesù sembra dormire, ma non dorme: «Non si addormenterà, non prenderà sonno il custode di Israele» dice il salmo 121 (v. 4).

I discepoli si spaventano: «Signore, salvaci, siamo perduti». È una preghiera che nasce dalla fede ma sentono di essere abbandonati. Credono che Gesù li possa salvare, ma si considerano ormai perduti. Anche a noi, come Chiesa, succede lo stesso. Ci sembra che tutto sia perduto, che il Signore si sia addormentato, che i problemi siano troppo grandi per poterli risolvere. Ci rivolgiamo a Gesù, lo preghiamo di aiutarci e intanto ci lasciamo prendere dalla disperazione. Il nostro ricorrere a Lui è un atto di fede, ma un atto di fede imperfetto. Gesù ascolta la nostra preghiera e agisce; fa cessare il vento e la tempesta si placa. Ma rimprovera, ai discepoli, l’imperfezione della loro fede, ancora troppo a misura d’uomo. Gesù vuole che la nostra fede sia perfetta, che sia a misura di Dio, che risalga alla visione di Dio che supera di molto la nostra. «Dov’è la vostra fede?»: queste parole Gesù le rivolge anche a noi. In questo Anno della Fede, Gesù non ci chiede solo di avere fede, ma una fede più matura, più perfetta, capace di superare le prove personali ed ecclesiali con rinnovata fiducia: «Non si addormenterà, non prenderà sonno il custode di Israele».

La tempesta sedata

Dal vangelo secondo Luca 8, 22-25

Un giorno salì su una barca con i suoi discepoli e disse: "Passiamo all´altra riva del lago". Presero il largo. Ora, mentre navigavano, egli si addormentò. Un turbine di vento si abbatté sul lago, imbarcavano acqua ed erano in pericolo. Accostatisi a lui, lo svegliarono dicendo: "Maestro, maestro, siamo perduti!". E lui, destatosi, sgridò il vento e i flutti minacciosi; essi cessarono e si fece bonaccia. Allora disse loro: "Dov´è la vostra fede?". Essi intimoriti e meravigliati si dicevano l´un l´altro: "Chi è dunque costui che dà ordini ai venti e all´acqua e gli obbediscono?".       

 


DATA DI PUBBLICAZIONE: 2012-11-16


 
 


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