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Il Maestro, dopo aver guarito l’emorroissa, cammina
a passo rapido verso la casa di Giairo: sua figlia
è gravemente malata e lui si è gettato ai piedi
di Gesù implorandolo di salvarla. Victor Hugo descrive, nel libro
Les Comtemplations, il dolore per la perdita della
figlia Léopoldine, morta in un incidente, con queste parole: «Torno
il mio occhio invidioso verso il passato senza che quaggiù
nessuno mi possa consolare. Guardo sempre quel momento della mia
vita, dove io l’ho visto alzare l’ala e volare». Uno
degli uomini del capo della sinagoga va incontro a Gesù
e Giairo: “Tua figlia è morta perché disturbare il Maestro?”.
Immaginiamo il cuore di Giairo spezzarsi in due ma Gesù
lo incoraggia: “Non temere!”. Quante volte Gesù dice a noi
le stesse parole! Come sono dolci le parole di Gesù
quando ci vuole consolare! Giovanni Paolo II ne ha fatto
quasi un motto del suo pontificato: «Non abbiate paura!» e
ha incoraggiato il mondo che vive sempre la tentazione di
lasciarsi vincere dalla paura!
Gesù raggiunge la casa ed entra nella camera della bambina. Solo pochi
entrano con lui a pregare. Fuori si produce una scena
bizzarra. Da una parte le donne piangono la bambina morta,
dall’altro gli scettici ridono di Gesù, perché dice che la
bambina non è morta. C’è sempre qualcuno che deride il
credente, qualcuno che non riesce a vedere oltre la superficie
delle cose, qualcuno che non ritiene Dio capace di vincere
la morte. In un mondo secolarizzato, anche il credente viene
deriso da chi non accetta la sua fede, lo considera
pazzo, infantile, ingenuo.
Gesù
prende la bambina per mano e ad alta voce le comanda: “Fanciulla, alzati!”.
Queste parole di Cristo ancora risuonano, attraverso il tempo, nelle
anime che Lui chiama affinché si alzino dalle loro morte
spirituale e tornino al Padre; a volte come un sussurro,
nel profondo dello spirito; altre come una voce potente del
Maestro. La bambina si alza. Il padre e la madre
la ricevono con una gioia immensa. Chi piange fuori arresta
il lamento; chi rideva non sa più che fare. Gesù
esce con Pietro, Giacomo e Giovanni e continua la sua
missione di amore nel mondo.
Dal Vangelo secondo Luca 8, 40-42;49-56.
Al suo ritorno, Gesù
fu accolto dalla folla, poiché tutti erano in attesa di
lui. Ed ecco venne un uomo di nome Giàiro, che
era capo della sinagoga: gettatosi ai piedi di Gesù, lo
pregava di recarsi a casa sua, perché aveva un´unica figlia,
di circa dodici anni, che stava per morire. Durante il
cammino, le folle gli si accalcavano attorno.
Stava ancora parlando quando venne uno
della casa del capo della sinagoga a dirgli: «Tua figlia
è morta, non disturbare più il maestro». Ma Gesù che
aveva udito rispose: «Non temere, soltanto abbi fede e sarà
salvata». Giunto alla casa, non lasciò entrare nessuno con sé,
all´infuori di Pietro, Giovanni e Giacomo e il padre e
la madre della fanciulla. Tutti piangevano e facevano il lamento
su di lei. Gesù disse: «Non piangete, perché non è
morta, ma dorme». Essi lo deridevano, sapendo che era morta,
ma egli, prendendole la mano, disse ad alta voce: «Fanciulla,
alzati!». Il suo spirito ritornò in lei ed ella si
alzò all´istante. Egli ordinò di darle da mangiare. I genitori
ne furono sbalorditi, ma egli raccomandò loro di non raccontare
a nessuno ciò che era accaduto.