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La fede di Giairo
ITALIA | SPIRITUALITà
Meditazioni per l’Anno della Fede a cura di P. Pedro Barrajón, L.C.

Meditazioni per l’Anno della Fede a cura di P. Pedro Barrajón, L.C.

Il Maestro, dopo aver guarito l’emorroissa, cammina a passo rapido verso la casa di Giairo: sua figlia è gravemente malata e lui si è gettato ai piedi di Gesù implorandolo di salvarla. Victor Hugo descrive, nel libro Les Comtemplations, il dolore per la perdita della figlia Léopoldine, morta in un incidente, con queste parole: «Torno il mio occhio invidioso verso il passato senza che quaggiù nessuno mi possa consolare. Guardo sempre quel momento della mia vita, dove io l’ho visto alzare l’ala e volare». Uno degli uomini del capo della sinagoga va incontro a Gesù e Giairo: “Tua figlia è morta perché disturbare il Maestro?”. Immaginiamo il cuore di Giairo spezzarsi in due ma Gesù lo incoraggia: “Non temere!”. Quante volte Gesù dice a noi le stesse parole! Come sono dolci le parole di Gesù quando ci vuole consolare! Giovanni Paolo II ne ha fatto quasi un motto del suo pontificato: «Non abbiate paura!» e ha incoraggiato il mondo che vive sempre la tentazione di lasciarsi vincere dalla paura!

Gesù raggiunge la casa ed entra nella camera della bambina. Solo pochi entrano con lui a pregare. Fuori si produce una scena bizzarra. Da una parte le donne piangono la bambina morta, dall’altro gli scettici ridono di Gesù, perché dice che la bambina non è morta. C’è sempre qualcuno che deride il credente, qualcuno che non riesce a vedere oltre la superficie delle cose, qualcuno che non ritiene Dio capace di vincere la morte. In un mondo secolarizzato, anche il credente viene deriso da chi non accetta la sua fede, lo considera pazzo, infantile, ingenuo.

Gesù prende la bambina per mano e ad alta voce le comanda: “Fanciulla, alzati!”. Queste parole di Cristo ancora risuonano, attraverso il tempo, nelle anime che Lui chiama affinché si alzino dalle loro morte spirituale e tornino al Padre; a volte come un sussurro, nel profondo dello spirito; altre come una voce potente del Maestro. La bambina si alza. Il padre e la madre la ricevono con una gioia immensa. Chi piange fuori arresta il lamento; chi rideva non sa più che fare. Gesù esce con Pietro, Giacomo e Giovanni e continua la sua missione di amore nel mondo.

Dal Vangelo secondo Luca 8, 40-42;49-56.

Al suo ritorno, Gesù fu accolto dalla folla, poiché tutti erano in attesa di lui. Ed ecco venne un uomo di nome Giàiro, che era capo della sinagoga: gettatosi ai piedi di Gesù, lo pregava di recarsi a casa sua, perché aveva un´unica figlia, di circa dodici anni, che stava per morire. Durante il cammino, le folle gli si accalcavano attorno.

Stava ancora parlando quando venne uno della casa del capo della sinagoga a dirgli: «Tua figlia è morta, non disturbare più il maestro». Ma Gesù che aveva udito rispose: «Non temere, soltanto abbi fede e sarà salvata». Giunto alla casa, non lasciò entrare nessuno con sé, all´infuori di Pietro, Giovanni e Giacomo e il padre e la madre della fanciulla. Tutti piangevano e facevano il lamento su di lei. Gesù disse: «Non piangete, perché non è morta, ma dorme». Essi lo deridevano, sapendo che era morta, ma egli, prendendole la mano, disse ad alta voce: «Fanciulla, alzati!». Il suo spirito ritornò in lei ed ella si alzò all´istante. Egli ordinò di darle da mangiare. I genitori ne furono sbalorditi, ma egli raccomandò loro di non raccontare a nessuno ciò che era accaduto.

 


DATA DI PUBBLICAZIONE: 2012-11-30


 
 


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