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Ringraziamo Dio per il dono della perseveranza
ITALIA | TESTIMONIANZE
P. Alberto Carrara, L.C. appena ordinato diacono, ha ricevuto il rinnovo delle promesse nuziali dei genitori nel 40esimo anniversario di matrimonio.

P. Alberto
P. Alberto nella chiesa di San Canziano, a Padova, concelebra con P. Nivardo Quezada, L.C.

Sabato 29 giugno 2013 P. Alberto Carrara, L.C. è stato ordinato diacono insieme ad altri 22 confratelli per l’imposizione delle mani da parte di Mons. Renato Boccardo, Arcivescovo di Spoleto-Norcia, nella cappella del Centro di Studi Superiori dei Legionari di Cristo a Roma. Abbiamo incontrato P. Alberto e la sua famiglia e abbiamo chiesto loro alcune impressioni su questo primo traguardo verso l’ordinazione sacerdotale che si svolgerà sabato 14 dicembre prossimo presso la Basilica di San Giovanni in Laterano a Roma.

P. Alberto, cosa ci racconta della giornata della sua ordinazione diaconale?

Innanzitutto, devo ringraziare il Signore per il dono della sua grazia e della perseveranza di questi nove anni, da quando, nel 2004, dopo essermi laureato a Padova, sono entrato nella Congregazione dei Legionari di Cristo. Sono stati anni stupendi, di gioie e di dolori, anni che ho trascorso in Italia, negli Stati Uniti, in Messico, anni in cui ho potuto approfondire la conoscenza e l’esperienza di Cristo che avevo iniziato a vivere in pienezza già dalla mia adesione al Movimento Regnum Christi il 28 aprile del 2002.

Durante l’ordinazione diaconale, ripensavo a tutti questi anni, mi sembrava impossibile che il tempo fosse trascorso così rapidamente, eppure tanti ricordi, tanti volti umani, tante fatiche, tanto amore mi porto nel cuore. È impossibile descrivere a parole l’emozione di essere un “chiamato”, un “prescelto”, un “amico” intimo di Cristo. Il rito dell’ordinazione diaconale in tutte le sue parti, dalla presentazione di noi candidati, dagli impegni professati, dalle litanie dei santi, dall’imposizione delle mani, sin alla preghiera consacratoria e alla vestizione, manifesta il primato di Dio su tutti noi, chiamati a seguire Gesù in modo esclusivo. Nella mia mente
P. Alberto
rimbombava la fatidica domanda del Maestro a Simon Pietro: “Mi ami tu più di costoro? … Mi ami tu più di costoro? ... Mi ami tu più di costoro? …”.

Il momento più toccante del rito dell’ordinazione è stato il paragrafo centrale della preghiera di ordinazione. Già sapevo, e me lo ripetevo mentalmente, che dopo quelle quattro righe (“Ti supplichiamo, o Signore, effondi in loro lo Spirito Santo, che li fortifichi con i sette doni della tua grazia, perché compiano fedelmente l’opera del ministero”) sarei diventato diacono. Devo confessarlo, il mio cuore batteva e batteva, ero agitato, anche se esternamente, forse, non lo si notava. Dopo che Monsignor Boccardo ha concluso questa breve frase, una gran pace è entrata in me. Certamente veniva da Gesù. Era come se il Signore mi dicesse: “Pace a te! mio nuovo diacono”. 

Così posso riassumere il giorno della mia ordinazione diaconale.

P. Alberto, cosa l’aspetta ora dopo l’ordinazione? Dove svolgerà il suo ministero?

Certamente, non è un segreto. Già dal 2011 mi è stato chiesto di collaborare come docente invitato presso la Facoltà di Filosofia dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma con alcuni corsi tra filosofia e neuroscienze. In effetti, dal 2009 sono membro del Gruppo di ricerca in Neurobioetica, costituitosi presso lo stesso Ateneo. In questi anni, oltre alla normale formazione filosofico-teologica, mi sono specializzato nel campo innovativo della Neuroetica. Così, l’obbedienza mi chiede di continuare nel prossimo futuro la mia collaborazione come docente e aiutare nella formazione accademica di religiosi e laici. Sono felice di poter mettere a disposizione del Signore e della mia Congregazione, e della Chiesa, le doti e i talenti che Dio mi ha concesso.

E voi genitori, mamma Mariagrazia e papà Luciano, cosa avete provato il giorno dell’ordinazione diaconale di vostro figlio Alberto?

Grande è stata per noi l’emozione di entrare nella Cappella dei Legionari a Roma sabato scorso 29 giugno e imbatterci in tanti fratelli legionari in formazione, alcuni dei quali abbiamo conosciuto durante questi anni dall’ingresso di Alberto. Alla vocazione di nostro figlio è seguita la nostra chiamata al Movimento Regnum Christi a cui apparteniamo da diversi anni. Essere nel Movimento ha contribuito a essere più vicini a nostro figlio e sostenerlo nella sua vocazione consacrata.

Questa, del diaconato, è la prima grande tappa del disegno di Dio. L’emozione è stata grande, specie l’imposizione delle mani che abbiamo visto come l’abbraccio del Signore a questi sui figli prediletti.

Recentemente avete ricevuto un’ulteriore grazia, non è così?

Sì, è proprio così. La provvidenza di Dio ha voluto che il nostro 40esimo anniversario di matrimonio si celebrasse il 1° luglio, proprio due giorni dopo l’ordinazione di nostro
P. Alberto
P. Alberto con P. Luca Frontali all'altare di santa Rita, nella chiesa di San Canziano, a Padova.
figlio. Così, davanti a lui, nella Chiesa parrocchiale di San Francesco a Padova, chiesa in cui quaranta anni prima ci eravamo promessi fedeltà e amore, abbiamo rinnovato tali promesse. Nostro figlio ha ricevuto il rinnovo delle nostre promesse matrimoniali e ha benedetto i nostri anelli nuziali prima che ce li riscambiassimo. Ad accompagnarci in quei momenti, oltre all’altro nostro figlio Riccardo, c’era P. Nivardo Quezada, L.C., il primo Legionario che abbiamo conosciuto e che per ben 10 anni ci ha accompagnati e formati nel Movimento; P. Luca Frontali, L.C. e un centinaio fra membri e simpatizzanti del Regnum Christi di Padova.

Tutti questi momenti di grazie speciali che il Signore ci ha concesso non avrebbero coinciso se non fosse stato Lui a tesserli insieme. Una volta di più capiamo che Gesù sempre ci stupisce e ci sorprende nella sua generosità.

Infine, Riccardo, cosa hai provato vedendo tuo fratello, P. Alberto, salire il primo gradino dell’ordine?

Mio fratello Alberto ed io, fin da piccoli, siamo stati particolarmente legati e nel corso degli anni abbiamo instaurato un rapporto di confidenza sempre più intensa e di sostegno reciproco. Insieme ci siamo incorporati al Regnum Christi (Riccardo è stato uno dei tre rappresentanti per l’Italia, alle riunioni di primo e secondo grado del Regnum Christi, ndr) e posso dire che ho vissuto passo dopo passo la sua vocazione. Quei primi momenti di confusione, la consapevolezza della chiamata e l’accettazione finale. L’ordinazione diaconale è stata pertanto il coronamento di tutto un percorso che abbiamo iniziato insieme nella bella famiglia del Regnum Christi, famiglia che ancora ci vede uniti, anche se con vocazioni specifiche distinte. Sperimentare una grazia così grande, sentire che Cristo tocca così da vicino la tua famiglia, mette in secondo piano ogni difficoltà e fa diventare realtà le parole di San Paolo: “Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore”.


DATA DI PUBBLICAZIONE: 2013-07-09


 
 


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