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La bellezza della Festa dei Santi
ITALIA | ARTICOLI DI OPINIONE
Un riflessione sulla festa del primo novembre

Ognissanti

Di Carlo Climati

 

Si avvicina una delle nostre ricorrenze più belle: la festa dei Santi, il primo novembre. È una festa importante perché ci ricorda la grande opportunità della santità nella nostra vita quotidiana.

Chi può diventare santo? I preti e le suore? I vescovi e i cardinali? Il Papa? Non solo. Tutti sono chiamati a raggiungere il traguardo della santità. Anche i laici. La loro testimonianza è molto importante e può essere portata ovunque: nei piccoli gesti della vita quotidiana, nel lavoro, nello studio, nel divertimento e in tutti i rapporti con gli altri.

Per spiegare chi siano stati, davvero, i Santi, utilizzo spesso un esempio che si ispira al mondo dei fumetti. Parlo delle storie dei "super eroi", che leggevo quando ero bambino.

Questi personaggi hanno poteri fantastici e sono in grado di compiere azioni straordinarie. Ma poi, quando si tolgono la maschera, sono persone comuni, con i loro problemi da affrontare.

Spiderman (l´Uomo Ragno), ad esempio, è un giovane studente che vive con la zia anziana e malata. Si divide tra lo studio e il lavoro, misurandosi con le insicurezze di ogni adolescente. L’atletico Daredevil è, in realtà, un avvocato cieco. Si scontra, quotidianamente, con le difficoltà di chi è costretto a muoversi in un mondo senza luce.

Questi ed altri eroi, un po’ imperfetti, possono aiutarci a riflettere sul concetto di "santità", che deve rappresentare il principale traguardo nella vita di ogni persona. Purtroppo siamo abituati ad immaginare i Santi come modelli irraggiungibili, "superuomini" senza macchia e senza paura.

In realtà, i Santi sono stati esseri umani come noi e hanno vissuto le nostre stesse cadute e incertezze. Ma ogni volta hanno saputo rialzarsi, con forza e determinazione, ricercando il proprio incontro con il Signore.

Nel percorso a ostacoli della vita terrena, nessuno di noi è un infallibile "super eroe". Ma tutti sono chiamati a diventare santi e a costruire ogni giorno, mattone dopo mattone, il proprio cammino verso Dio.

Nelle inevitabili tempeste della vita, Gesù ci invita a saper vivere con gioia “le discese ardite e le risalite”, come diceva una canzone di Battisti-Mogol. Con fede, speranza e allegria. Senza dimenticarsi mai di essere figli di Dio.

In questi ultimi anni, nello stesso periodo della ricorrenza dei Santi, si è diffusa la moda di festeggiare Halloween. Fino a qualche anno fa, questa festa era diffusa soprattutto nel mondo anglosassone e si poteva conoscere attraverso qualche film o fumetto americano.

Oggi, con l’avvento di Internet e la moltiplicazione dei mass media, la ricorrenza di Halloween ha oltrepassato i confini e si è diffusa in tanti altri Paesi. Per accorgersi del fenomeno basta guardare le vetrine delle pasticcerie e dei negozi di giocattoli. Sono letteralmente invase da oggetti, costumi e pupazzi legati a questa ricorrenza.

Il simbolo più tipico di Halloween è una zucca intagliata, con occhi, naso e bocca, illuminata da una candela posta al suo interno. Nella notte tra il 31 ottobre e l’1 novembre, i bimbi sono soliti vestirsi da fantasmi, vampiri o piccoli mostri. Bussano alle porte delle case con un sacchetto in mano, ricevendo dolci e caramelle.

Intorno al tipico Halloween infantile si è scatenato un fenomeno parallelo che va a toccare i giovani e gli adolescenti: quello dei “rave” e delle feste in discoteca all’insegna del cattivo gusto. Rappresentano una vera e propria esaltazione del macabro, in cui le persone indossano i costumi più orribili e dissacranti, spesso anche offensivi nei confronti della religione.

In certe feste con tematiche esoteriche, oltre a ballare, è possibile incontrare maghi e cartomanti che sostengono di poter prevedere il futuro attraverso l’Oroscopo o la lettura dei Tarocchi. Approfittano della ricorrenza per avvicinare i giovani alle pratiche magiche e superstiziose.

Halloween, quindi, si è trasformato in un’occasione in più per fare tardi e frequentare ambienti discutibili. La moda finisce per distrarre l’attenzione dei ragazzi in un periodo dell’anno che, per tradizione, era sempre stato riservato al ricordo di tutti i santi e alla commemorazione dei defunti.

Le varie feste esoteriche e “horror” rischiano di spingere i giovani sulla strada della paganizzazione. Uscendo di notte e concentrandosi su certi party macabri e stregoneschi, diventa difficile dedicarsi agli appuntamenti proposti dal calendario cristiano.

Il ricordo dei santi e dei morti viene sostituito dalla volgarità di certi costumi. I momenti di raccoglimento e di preghiera sono travolti dal volume assordante della musica da discoteca.

Inoltre, non bisogna trascurare l’aspetto dell’avvicinamento dei giovani al mondo dell’esoterismo, favorito soprattutto dalla grande familiarità con Internet delle nuove generazioni. Dal computer all’occultismo, il passo può essere breve.

Tutto comincia in modo innocente, per curiosità. Un ragazzo desidera sapere qualcosa di più su Halloween, perché gli amici lo hanno invitato ad una festa. Vuole intagliare una zucca, oppure cerca qualche suggerimento per creare un costume.

Il giovane si siede davanti al computer e digita la parola “Halloween” in un motore di ricerca. I siti che compaiono sullo schermo, a volte, rappresentano una trappola. Con la scusa di parlare della ricorrenza, offrono informazioni sul mondo dell’occultismo e della stregoneria.

Ciò rappresenta un grave rischio, perché la maggior parte dei ragazzi naviga su Internet in condizioni di piena solitudine. Quando si è soli, è molto facile essere indottrinati e strumentalizzati.

Inoltre, nel periodo di Halloween, le edicole vendono riviste per ragazzi che si ispirano alle più classiche mode esoteriche: l’uso di erbe magiche, i presunti poteri delle pietre, la lettura della mano, la fabbricazione di amuleti e talismani.

È impressionante vedere come, con la scusa del gioco, si possa arrivare a vere e proprie forme di indottrinamento neopagano. Il tema della magia, da sempre, ha fatto parte delle fantasie di bambini e ragazzi. Le vecchie favole sono piene di streghe, fate e incantesimi. Ma c’è una grande differenza tra una concezione della magia del tutto innocente, che può aiutare a sognare, e certi inviti a pratiche superstiziose di matrice “New Age”.

Ecco perché Halloween non può essere considerato semplicemente un fenomeno commerciale o un secondo Carnevale. Dietro le zucche, i costumi e i festeggiamenti, apparentemente innocui, si nascondono molte insidie.

La migliore soluzione al problema sta sicuramente nello stimolare un maggiore senso critico nei giovani, aiutandoli a non bere passivamente i messaggi ingannevoli che vengono associati a questa festa. Si incomincia per scherzo, raccogliendo l’invito di un astrologo in discoteca, e poi si rischia di finire schiavi di qualche mago televisivo, cartomante o santone.

Ci vuole anche un po’ di coraggio. Non bisogna avere paura di ricordare ai ragazzi il significato del periodo dell’anno in cui ci troviamo. Sarà un’occasione preziosa per riscoprire la ricchezza spirituale delle nostre più autentiche tradizioni.

Alle zucche vuote, simbolo di Halloween, bisogna rispondere con le zucche piene di una cultura veramente alternativa e controcorrente, che sostituisca il rumore e la confusione di certi fenomeni di massa con l’intimità e i silenzi di una fede vissuta nel proprio cammino quotidiano.


DATA DI PUBBLICAZIONE: 2013-10-30


 
 


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