Ricerca   Lingua 
 

P. Manuel Álvarez Vorrath è il nuovo Direttore Territoriale d’Italia (Articolo)
Villaggio dei Ragazzi - Si dimettono i tre componenti designati dalla Congregazione (Articolo)
Nessun confronto tra Maria Maddalena e il fondatore (Articolo)
I Legionari nella parrocchia dei Santi Apostoli e Biagio, a Firenze (Articolo)
Un ingresso al noviziato e tre professioni religiose a Gozzano (Articolo)

Il vicario generale spiega le linee guida e i progressi nella lotta contro gli abusi su minori.
ITALIA | NOTIZIE
Lettera di P. Sylvester Heereman, L.C. ai Legionari di Cristo

P. Sylvester Heereman LC

Venga il tuo Regno!

5 dicembre 2013

Ai Legionari di Cristo

Carissimi Padri e Fratelli,

La comunicazione che ci è arrivata oggi dal Direttore Territoriale del Nord America ci mette di fronte alla triste e dura realtà dell´abuso sessuale su minori da parte di alcuni membri della nostra Congregazione. Penso che sia opportuno, mentre ci prepariamo per il Capitolo Generale, che tutti possiamo sapere che cosa abbiamo fatto come Congregazione in relazione a questo tema, quali principi seguiamo  nella prevenzione degli abusi e nell´attenzione che prestiamo a qualsiasi atto di accusa presentato contro un nostro confratello.

Nell´affrontare la realtà di un abuso sessuale è utile tener conto di valori diversi però complementari: la responsabilità di proteggere le persone che sono sotto la nostra cura pastorale, la promozione e la difesa della giustizia, la compassione e  la solidarietà alle vittime, il diritto dell´imputato ad un equo processo e - fatto chiaro che l´abuso sessuale è un comportamento che non sarà mai tollerato - la misericordia e il sostegno verso i nostri fratelli colpevoli di questo crimine. Ci poniamo così nell´ottica di Cristo, che è capace di fare nuove tutte le cose, perché a Lui, e non al male, spetta l´ultima parola.

In questa lettera voglio darvi una visione panoramica dell’impegno permanente che abbiamo preso e che portiamo avanti per prevenire ed eliminare i rischi di abusi su minori.

1. La gravità dell´abuso sessuale e la sofferenza delle vittime

2. Le azioni intraprese dalle autorità della Congregazione

3. Sintesi dell’analisi della risposta alle accuse

4. I nostri principi guida nella lotta contro gli abusi sui minori

5. Raccomandazioni per una risposta cristiana al fenomeno dell´abuso

1.       Prendere coscienza della gravità dell´abuso sessuale e della sofferenza delle vittime

L´abuso sessuale, soprattutto quando  viene commesso da una persona consacrata a Dio, è un male terribile che ha conseguenze tragiche per le vittime e per le loro famiglie. È un peccato che offuscare in modo particolare la luce del Vangelo.

Insieme al resto della Chiesa e alla società civile, stiamo prendendo sempre più coscienza di questa vergognosa realtà, soprattutto dopo che abbiamo scoperto le azioni del nostro fondatore.

Credo che sia necessario ringraziare prima di tutto coloro che hanno denunciato questi casi, rompendo il silenzio che spesso li circonda, a causa della vergogna e della sofferenza che li accompagnano. La loro voce ci ha spinto a cercare di scoprire la verità su quel che è accaduto, per aiutare le persone colpite e a cercare risolutamente rimedi per evitare il reiterarsi di simili casi in futuro. Ci dispiace profondamente per il dolore che gli abbiamo causato. Come il resto della Chiesa e della società, ora comprendiamo meglio che è prioritaria l´attenzione per le vittime di qualunque abuso sessuale. Desideriamo accoglierle con compassione e offrirci di accompagnarli nel percorso di guarigione e di riconciliazione.

2.       Le azioni messe in atto dalle autorità della Congregazione

Nel nostro agire abbiamo messo attenzione e impegno nella prevenzione degli abusi, così come ci eravamo impegnati a fare, nel comunicato del 25 marzo 2010. Il governo generale della Legione ha insistito affinché in tutti i luoghi dove siamo presenti vengano prese misure preventive per proteggere l´integrità dei minori affidati alla nostra cura pastorale e di rispondere prontamente e professionalmente a qualsiasi denuncia.

Grazie alle linee guida indicate della Santa Sede e all’impegno di molti Legionari e laici, in tutti i territori sono state prese misure chiare. Alcuni Paesi sono più avanti di altri, ma tutti hanno presente che questo ambito è una priorità per la Legione di Cristo. Ho chiesto ai direttori territoriali  di includere questo argomento nelle relazioni che presenteranno al Capitolo Generale.

Gli abusi contro i minori commessi da P. Marcial Maciel sono stati oggetto d’indagine da parte della Congregazione per la Dottrina della Fede, che gli ha imposto le sanzioni canoniche corrispondenti nel 2006. Anche se inizialmente molti di noi Legionari abbiamo difeso l´innocenza del fondatore, negli anni successivi sono venute alla luce prove innegabili relative ad aspetti della sua vita che lui era riuscito a tenere nascosti.

Per questo motivo, nel marzo 2010 i superiori maggiori hanno manifestato pubblicamente il loro dolore per questi fatti e nel gennaio 2011, il Delegato Pontificio ha istituito "La Commissione di Avvicinamento", presieduta da Mons. Mario Marchesi, con il compito di assistere coloro che volessero presentare azioni, da parte della Legione di Cristo, in relazione alla persona di P. Maciel.

La notizia è stata diffusa ampiamente nei media e i dati per contattare la "Commissione di Avvicinamento" sono disponibili sui nostri siti internet. Tutte le vittime di P. Maciel che si sono avvicinate, sono state incontrate, ascoltate e seguite. La Commissione ha valutato con ciascun di loro in che modo la Legione può aiutarli a guarire le loro ferite e ad affrontare le difficoltà della loro vita presente. Successivamente la Commissione ha presentato al Delegato Pontificio e alla Direzione Generale, proposte personalizzate. Abbiamo agito di conseguenza e, attualmente, nessuno di questi casi è rimasto irrisolto. La Commissione presenterà una relazione conclusiva al Capitolo Generale.

Alcune persone, che sono state vittime di P. Maciel, dentro e fuori della Congregazione, non hanno voluto entrare in contatto con la Commissione di Avvicinamento. Naturalmente la Commissione ha rispettato questa decisione personale e non ha insistito. In alcuni casi abbiamo potuto ascoltare queste persone e seguirle in altri modi. Rimane fermo il nostro impegno per aiutare a guarire le ferite.

3.       Sintesi dell’analisi della risposta alle accuse

Abbiamo anche fatto una analisi della portata di questo problema, nella Legione, e del modo in cui sono state accolte le denunce. Con questo abbiamo voluto garantire che le accuse presentate siano state affrontate correttamente e verificare che nessuno di coloro che, in passato, sono stati trovati colpevoli di abuso sessuale sui minori,  abbia contatto con bambini e adolescenti, nel suo ministero, oggi. In questa lettera condivido con voi i dati più significativi di questa analisi.

Relativamente alle accuse di abuso di minori, attribuiti a sacerdoti legionari, che sono di nostra conoscenza, al momento della pubblicazione di questa lettera, siamo arrivati al riassunto numerico che segue. In totale, la Congregazione ha ricevuto denunce contro trentacinque sacerdoti per presunti abusi su minori. In 14 casi non si è trattato di abuso (dieci sacerdoti sono stati trovati innocenti dopo l´indagine fatta ai sensi del CIC, c. 1717, e in quattro casi si è trattato di comportamenti imprudenti ma non di crimini che richiedessero sanzioni). Nove sacerdoti sono stati trovati colpevoli e puniti canonicamente (due con la riduzione allo stato laicale e sette con sanzioni e restrizioni della loro vita e del ministero). Due sacerdoti già avevano lasciato il ministero quando sono state presentate le accuse e, pertanto, non c’è stato nessun procedimento canonico contro di loro. Dei dieci casi che sono ancora in corso di revisione, ce ne sono attualmente quattro in attesa di risoluzione nella Congregazione per la Dottrina della Fede. Gli altri sei casi sono già stati affrontati a suo tempo, anche se non secondo gli standard e le procedure delle nuove norme che la Chiesa segue dal 2001. Anche se le vittime non hanno chiesto di riaprire questi casi, abbiamo fatto un´indagine presso la Congregazione per la Dottrina della Fede e ci è stato consigliato di completare l´indagine canonica.

Abbiamo ricevuto denunce di condotta sessuale inappropriata, nei confronti di adulti che erano sotto la loro autorità, contro cinque sacerdoti, che erano superiori o formatori della Legione, sei, se includiamo il fondatore. Di questi casi, dopo l´indagine, due casi sono stati considerati comportamenti imprudenti che non meritavano restrizioni del ministero. C´è un fatto, presumibilmente accaduto quarant´anni fa e segnalato recentemente nel quale, di comune accordo con le parti, sono state imposte al sacerdote restrizioni ad cautelam anche se l’indagine deponeva per la sua innocenza. Ci sono altri due sacerdoti che sono stati accusati e per i quali, a seguito dell’indagine, non si sono trovati motivi  per dubitare della veridicità dei fatti e sono state prese le misure appropriate per ciascun caso.

Tuttavia, oggi vi posso assicurare che sono state prese tutte le misure a nostra disposizione affinché nessun membro della Congregazione, di cui abbiamo notizia che abbia commesso un reato di abuso possa avere contatto ministeriale con minori. Anche nei casi che sono ancora sotto indagine, i rispettivi superiori hanno imposto misure cautelative fino a che l´inchiesta non sarà conclusa e gli organismi competenti emetteranno il loro giudizio.

Inoltre abbiamo esaminato, nella misura del possibile, accuse formulate nei blog, articoli di giornale e in alcuni libri. In alcuni casi si tratta di denunce che già erano state oggetto di indagine e si erano concluse precedentemente, e quindi sono incluse nell’elenco di cui sopra. In altri, si tratta di affermazioni isolate, a volte anonime e a volte troppo generiche o parziali, che non offrono elementi tali da insinuare la necessaria verosimiglianza dei fatti per avviare un´indagine ai sensi del can. 1717 CIC.

Se una vittima o un  testimone diretto presenterà alle autorità della Legione una denuncia con elementi che forniscano verosimiglianza alla stessa, verranno trattati secondo le procedure stabilite in ogni territorio.

4.       I nostri principi guida nella lotta contro gli abusi sui minori

Grazie alla guida della Santa Sede e di alcune conferenze episcopali, che negli ultimi anni hanno stimolato una più decisa risposta della Chiesa al reato di abuso su minori, anche la Legione ha cercato di rinnovare il modo di affrontare questi fatti. Abbiamo chiesto consiglio e abbiamo studiato il modo di agire, in questi casi, delle altre congregazioni religiose internazionali.

La prevenzione e la risposta alle denunce sono sotto la responsabilità delle autorità dei diversi territori.

Abbiamo constatato che, sia la prevenzione che l´attenzione alle denunce, l´accompagnamento pastorale di coloro che sono stati colpiti da tali abusi e di coloro che sono stati accusati, viene  trattato meglio a livello territoriale. In questo modo ci si muove con maggior agilità, e inoltre ci si assicura che le procedure siano sempre in linea con le leggi civili ed ecclesiastiche di ogni Paese. Pertanto, la Legione si è impegnata a procedere così e ha preso le misure necessarie perché si possa agire così.

Mezzi di prevenzione: codici di condotta, selezione dei candidati, formazione

Questa responsabilità dei direttori territoriali comprende la promulgazione e l´aggiornamento dei codici di condotta per i Legionari di Cristo, la corretta selezione dei candidati che desiderano entrare nella Congregazione e la formazione di tutti i membri, in questo ambito, anche quando questo non è richiesto da una diocesi per esercitare il ministero in essa.

Quando arriva una denuncia: procedure chiare, attenzione alle vittime e agli accusati.

Ogni territorio ha preparato o sta definendo le proprie procedure per rispondere alle denunce eventualmente presentate, tenendo presente che bisogna sempre seguire il diritto civile in materia di informazione, sui crimini, delle autorità competenti.

Il direttore territoriale, in quanto Ordinario, è la persona che stabilisce che si dia inizio a un´indagine canonica, che impone le restrizioni ad cautelam ritenute appropriate e, quando è il caso, presenta  i risultati dell’indagine alla Congregazione per la Dottrina della Fede. È la stessa persona che garantisce, durante l´indagine e anche quando si è giunti ad una conclusione, circa la verità dei fatti, che sia offerta la giusta attenzione pastorale e assistenza psicologica alle presunte vittime e al Legionario accusato.

Priorità alle vittime e la prevenzione di incidenti futuri

La prevenzione di futuri casi e la  guarigione delle vittime (conosciute o sconosciute che potrebbero esserci) costituiscono la nostra priorità. Così, a volte sarà necessario che i superiori della Congregazione rendano nota una denuncia ricevuta e, anche, i risultati di un´indagine. Procedendo in questo modo, che può diventare un dovere di giustizia nei confronti delle vittime e delle persone affidate alla nostra cura pastorale, è possibile che si debbano subire effetti indesiderati, come uno scandalo e l´offesa alla buona reputazione del sacerdote.

Presunzione di innocenza durante il processo

Secondo tutti gli ordinamenti giuridici, è considerato innocente un imputato fino a quando non sia dimostrata la sua colpevolezza. Un sacerdote che è stato accusato di abuso sessuale sui minori, anche nel caso in cui si arrivi a dimostrare la sua innocenza, difficilmente potrà sbarazzarsi di una certa ombra di sospetto. Pertanto, è necessario rispettare la dovuta riservatezza, soprattutto mentre l´inchiesta è in corso. Così, si può evitare di danneggiare la buona reputazione dei nostri fratelli e, se si scopre che le accuse sono prive di fondamento, sarà più facile restituirgli la sua reputazione e ristabilirlo nel ministero attivo. Tuttavia, la discrezione e la riservatezza con cui si deve procedere, su queste questioni, non deve mai mettere in dubbio la collaborazione con le autorità competenti né l´accompagnamento delle presunte vittime.

Azioni quando qualcuno che risulta colpevole di abuso contro i minori

Infine, vorrei commentare i principi che applichiamo nei confronti dei membri della Congregazione che hanno commesso abusi contro i minori. Dobbiamo distinguere. Se un religioso in formazione risulta colpevole di abuso su minore, oltre a mettersi a disposizione degli organi di giustizia, sarà invitato a richiedere la dispensa dai suoi voti religiosi o, se è necessario, si inizierà un processo di espulsione dalla Congregazione. Non si potrà promuovere, in nessun caso, agli ordini sacri, chi ha commesso un crimine di questa natura.

Se il colpevole è un sacerdote, oltre a sottomettersi alle sanzioni che l´autorità civile o ecclesiale gli impone, se non viene ridotto allo stato laicale, gli verrà impedito di svolgere il suo ministero con i minori e, a seconda dei casi, da ogni esercizio pubblico del ministero sacerdotale. Dato che frequentemente questo tipo di comportamenti nasce da una malattia e i propositi di cambiare, anche se sono sinceri, spesso sono inutili, le autorità competenti sono tenute a prendere le misure per proteggerli da loro stessi in modo che non rechino danno ad altri. I direttori territoriali imporranno le restrizioni necessarie. Allo stesso tempo, cercheranno di aiutare il fratello caduto affinché  nella misura in cui è possibile, cerchi di  riparare il danno commesso e anche perché non disperi mai della misericordia di Dio, che ha il potere di trarre il bene anche dal peggiore dei mali.

5. Consigli per una risposta cristiana al fenomeno degli abusi

Come ho già detto, le vittime devono stare al centro della nostra attenzione. Dobbiamo chiederci come possiamo aiutare queste persone a ritrovare la vita e riconquistare la fiducia in Gesù Cristo e nella Chiesa. Dobbiamo tutti sentirci corresponsabili di garantire che nella Legione di Cristo non si lasci alcun margine all´ambiguità nella protezione dell´innocenza dei minori e delle persone vulnerabili che sono sotto la nostra cura pastorale. Questo sarà uno dei temi da affrontare nel Capitolo Generale.

La prevenzione degli abusi e l´attenzione alle vittime: le priorità della Congregazione

Una delle priorità della direzione generale sarà quella di seguire da vicino i diversi territori affinché siano all´altezza della loro responsabilità nella prevenzione di abusi di minori, nell´attenzione alle denunce di abuso, nell´assistenza alle vittime, nell´attenzione pastorale per gli aggressori e nel comunicare gli esiti dei processi alle persone offese e a coloro che sono coinvolti.

Necessità di un corretto discernimento dei religiosi in formazione

Nel cammino di discernimento vocazionale e soprattutto durante i primi anni di formazione, ognuno dovrebbe interrogarsi con onestà, e dialogare con il proprio formatore, sull´esistenza di eventuali impedimenti o condizione che potrebbero mettere a rischio le persone che, come sacerdote, saranno affidate alla sua cura. Non abbiate paura di chiedere aiuto di fronte alle diverse difficoltà che potranno verificarsi. Sono grandi e belli i doni della vita religiosa e del sacerdozio ed è grande anche la responsabilità che si acquisisce, davanti a Dio, alla Chiesa e alle anime, quando si prende questo impegno in modo stabile.

Disponibilità ad ascoltare e seguire coloro che hanno subito un abuso

Colgo l´occasione per ribadire ancora una volta l´invito, a chi ha subito un abuso, da parte di un membro della nostra Congregazione, a considerare la possibilità di avvicinarsi e di raccontare la sua esperienza. Desideriamo conoscere i fatti, ascoltare la vostra storia, essere vicini al vostro dolore, chiedervi perdono per le sofferenze causate e accompagnarvi in un percorso di guarigione.

Chiunque abbia subito abusi, quando era minorenne, porta una profonda ferita, dentro di sé che ha bisogno di essere curata perché possa guarire. Pertanto, se un Legionari avesse subito un abuso sessuale in passato, chiunque sia stato l’aggressore, desideriamo che  sappia che noi superiori vogliamo offrirgli l´assistenza necessaria, in modo che possa andare avanti e vivere con serenità e gioia la sua consacrazione al Signore.

Nessuno può mantenere il silenzio di fronte l´abuso sessuale

Inoltre, se qualcuno osservasse comportamenti imprudenti, o trasgressioni dei limiti, o avesse notizia, al di fuori della confessione, di abusi sessuali su minori, chiediamo che non taccia. A seconda della natura di ciò che è accaduto e osservando le procedure stabilite, denunci i fatti all´autorità competente affinché si prendano le misure adeguate.

Mi sono dilungato su un argomento che non è facile trattare per iscritto. Tutti, come pastori di anime e custodi dei nostri fratelli siamo impegnati a vincere il male con il bene. Riconoscendo le ferite che esistono nella nostra storia, Dio ci mette in grado di curarle e di impegnarci a trarre da esse lezioni che ci aiutino nel futuro.

È naturale che il semplice fatto che ci siano stati casi come questi ci riempia di tristezza e di vergogna. Ci spezza il cuore vedere la sofferenza causata da coloro che sono stati chiamati per avvicinare le persone a Cristo. Per esprimere i nostri sentimenti, prendo in prestito le parole di Papa Benedetto XVI rivolte ai sacerdoti e religiosi d´Irlanda:

«Tutti noi stiamo soffrendo come conseguenza dei peccati di nostri confratelli che hanno tradito una consegna sacra o non hanno affrontato in modo giusto e responsabile le accuse di abuso. Di fronte all’oltraggio e all’indignazione che ciò ha provocato, non soltanto tra i laici ma anche tra voi e le vostre comunità religiose, molti di voi si sentono personalmente scoraggiati e anche abbandonati. Sono consapevole inoltre che agli occhi di alcuni apparite colpevoli per associazione, e siete visti come se foste in qualche modo responsabili dei misfatti di altri. In questo tempo di sofferenza, voglio darvi atto della dedizione della vostra vita di sacerdoti e religiosi e dei vostri apostolati, e vi invito a riaffermare la vostra fede in Cristo, il vostro amore verso la sua Chiesa e la vostra fiducia nella promessa di redenzione, di perdono e di rinnovamento interiore del Vangelo. In questo modo, dimostrerete a tutti che dove abbonda il peccato, sovrabbonda la grazia (cfr. Rm 5, 20).

So che molti di voi sono delusi, sconcertati e adirati per il modo in cui queste questioni sono state affrontate da alcuni vostri superiori. Ciononostante, è essenziale che collaboriate da vicino con coloro che sono in autorità e che vi adoperiate a far sì che le misure adottate per rispondere alla crisi siano veramente evangeliche, giuste ed efficaci. Soprattutto, vi esorto a diventare sempre più chiaramente uomini e donne di preghiera, seguendo con coraggio la via della conversione, della purificazione e della riconciliazione».

Cari Padri e Fratelli, non posso terminare questa lettera senza riconoscere con gratitudine a Dio nostro Signore il dono che ha fatto alla Legione di Cristo inviando un nutrito gruppo di sacerdoti e fratelli in formazione, di tutte le generazioni, che vivono con autenticità e generosità la loro vocazione religiosa. Voglio ringraziare per la grazia di vivere in mezzo a tanti uomini che si donano, ogni giorno, per la salvezza delle anime e che sono un segno della presenza di Cristo nelle loro comunità e nel loro apostolato.

Che il Signore ci conceda la grazia di percorrere i sentieri del Vangelo, di osservare fedelmente i suoi comandamenti e di configurare la nostra vita con il mistero della Croce del Signore. Possa, il Dio di ogni consolazione, aiutarci a portare la pace e la luce del Vangelo agli uomini e alle donne che Egli ha affidato al nostro servizio pastorale.

Vostro fratello in Cristo e nella Legione, P. Sylvester Heereman, L.C.

(Traduzione dall’originale in spagnolo).


DATA DI PUBBLICAZIONE: 2013-12-06


 
 


Seguici :   
Sito promosso dalla congregazione dei Legionari di Cristo e dal movimento Regnum Christi, al servizio della Chiesa.
Copyright 2011, Legione di Cristo. Tutti i diritti riservati


Desideri aggiungere Il vicario generale spiega le linee guida e i progressi nella lotta contro gli abusi su minori. ai tuoi preferiti?
Sì   -    No