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Che cos’è la felicità?
ITALIA | NOTIZIE
Le ragazze del Club CIMA di Palermo hanno intervistato i passanti e hanno raccolto le loro idee sulla felicità.

Club CIMA Palermo, 2014

di Martina Fucarino

Esiste una teoria della felicità? Che cosa è? Come la si ottiene? Che cosa vuol dire essere felici, oggi?

Le ragazze del Club CIMA di Palermo, in gennaio, hanno fatto un esperimento. «Abbiamo rivolto qualche domanda ai passanti, nella zona di Piazza Indipendenza e abbiamo raccolto le risposte». Tutti vogliamo essere felici, tutti vediamo nella felicità quello stato emotivo profondo e piacevole che può assicurarci una vita serena e gioiosa, insomma un elemento essenziale di cui entrare in possesso.

La felicità è avere un lavoro: ecco la risposta più comune che le ragazze hanno ricevuto. La felicità come frutto di condizioni di vita se non agiate, almeno tranquille.

Effettivamente la mancanza di lavoro è una prova durissima che può minare la felicità.

La felicità è credere in Dio: la fede dà un significato diverso alla vita.

La felicità è l’amore: sperimentare la vicinanza degli altri, accanto a noi, l’amore di Dio che si fa concreto nella nostra vita.

La felicità è dei sognatori: quelli che sanno vedere oltre la realtà, che sognano un mondo migliore e che lottano per averlo.

«Vi è più gioia nel dare che nel ricevere» (Atti, 20,
Club CIMA Palermo, 2014
35)

L’intervista è stata l’occasione per riflettere su che cosa veramente ci renda felici, che cosa sazi il desiderio di felicità.

L’unico modo per essere veramente felici è amare il prossimo e non solo, anche il luogo in cui viviamo e persino quello che non ci piace, un po´ come San Francesco che chiamò “sorella” anche la morte.

Se provassimo a scavare più a fondo nel significato di questa parola, potremmo scoprire che in realtà ci è sconosciuta: ci limitiamo, spesso a chiamare felicità quella sensazione di benessere che proviamo quando ci danno un regalo, un abbraccio o una carezza inaspettata.

Invece la felicità è piuttosto la meta di un arduo cammino costellato anche di momenti non felici.

«Abbiamo provato felicità quando siamo state alla mensa dei poveri e abbiamo servito il pasto agli ospiti. Il loro sorriso e i ringraziamenti sinceri della gente ci hanno dato felicità, ci hanno dato la carica e la voglia di continuare e rendere un servizio ancora migliore. Alcuni dicono che per essere felici bisogna lottare ma noi crediamo che, al contrario, la felicità sta nelle piccole cose, nel sorriso, in un grazie, bisogna avere un cuore semplice per essere felici».

La felicità incondizionata, duratura, quella che non ha nulla a che vedere con il benessere momentaneo, la si può trovare solo in Dio: dobbiamo tener viva, dentro noi, una relazione intima con il Signore e rispondere con entusiasmo all´amore di Cristo, che ci chiama a essere Suoi messaggeri.

Ognuno di noi ha momenti di debolezza, di non-felicità: proviamo a colmare i momenti di infelicità degli altri e saremo più felici anche noi! 


DATA DI PUBBLICAZIONE: 2014-06-25


 
 


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