Meditazione sul significato dei riti della Settimana Santa,
culmine dell’itinerario quaresimale
1.
Inizia domani pomeriggio, con la Santa Messa in Cena Domini,
il Triduo pasquale, fulcro dell´intero anno liturgico. In questi giorni
la Chiesa si raccoglie in silenzio, prega e medita il
mistero della passione, morte e risurrezione del Signore.
Partecipando ai riti
del Giovedì Santo, del Venerdì Santo e della Veglia pasquale,
ripercorreremo le ultime ore della vita terrena di Gesù, al
termine della quale sfolgora la luce della Risurrezione.
Nel cantico poc´anzi
proclamato, abbiamo ascoltato che Cristo si è fatto "obbediente fino
alla morte e alla morte di croce. Per questo Dio
l´ha esaltato" (Fil 2,8-9). Queste parole sintetizzano il misterioso disegno
di Dio, che rivivremo nei prossimi giorni, mistero che dà
senso e compimento alla storia umana.
2. Mentre la Santa Messa
Crismale, che si celebra normalmente al mattino del Giovedì Santo,
pone particolarmente in evidenza il Sacerdozio ministeriale, i riti della
Santa Messa in Cena Domini sono un invito pressante a
contemplare l´Eucaristia, mistero centrale della fede e della vita cristiana.
Proprio per sottolineare l´importanza di questo Sacramento, ho voluto scrivere
la Lettera enciclica Ecclesia de Eucharistia, che durante la Messa
in Cena Domini avrò la gioia di firmare. In questo
testo intendo consegnare a ogni credente un´organica riflessione sul Sacrificio
eucaristico, che racchiude l´intero bene spirituale della Chiesa.
Insieme con l´Eucaristia,
nel Cenacolo il Signore ha istituito il Sacerdozio ministeriale, perché
si attualizzi lungo i secoli l´unico suo Sacrificio: "Fate questo
in memoria di me" (Lc 22,19). Ci ha poi lasciato
il comandamento nuovo dell´amore fraterno. Attraverso la lavanda dei piedi,
ha insegnato ai discepoli che l´amore deve tradursi in servizio
umile e disinteressato verso il prossimo.
3. Il Venerdì Santo, giornata
di penitenza e di digiuno, faremo memoria della passione e
della morte di Gesù, restando in assorta adorazione della Croce.
"Ecce lignum Crucis, in quo salus mundi pependit - ecco
il legno della Croce, al quale fu appeso Colui che
è la salvezza del mondo". Il Figlio di Dio sul
Calvario si è fatto carico dei nostri peccati, offrendosi al
Padre come vittima di espiazione. Dalla Croce, fonte della nostra
salvezza, sgorga la vita nuova dei figli di Dio.
Al dramma
del Venerdì subentra il silenzio del Sabato Santo, giorno carico
di attesa e di speranza. Con Maria, la Comunità cristiana
veglia in preghiera accanto al sepolcro, aspettando che si compia
l´evento glorioso della Risurrezione.
Nella Notte Santa della Pasqua tutto si
rinnova nel Cristo risorto. Da ogni angolo della terra salirà
al cielo il canto del Gloria e dell´Alleluia, mentre la
luce infrangerà le tenebre della notte. Nella Domenica di Pasqua
esulteremo con il Risorto accogliendo da Lui l´augurio della pace.
4.
Prepariamoci, carissimi Fratelli e Sorelle, a celebrare degnamente questi giorni
santi, e a contemplare l´opera meravigliosa compiuta da Dio nell´umiliazione
e nell´esaltazione di Cristo (cfr Fil 2,6-11).
Far memoria di questo
mistero centrale della fede comporta anche l´impegno di attualizzarlo nella
realtà concreta della nostra esistenza. Significa riconoscere che la passione
di Cristo continua nei drammatici eventi che, purtroppo, anche in
questi tempi affliggono tanti uomini e donne in ogni parte
della terra.
Il mistero della Croce e della Risurrezione ci assicura
però che l´odio, la violenza, il sangue, la morte non
hanno l´ultima parola nelle vicende umane. E´ di Cristo la
vittoria definitiva e da Lui dobbiamo ripartire, se vogliamo costruire
per tutti un futuro di autentica pace, giustizia e solidarietà.
La
Vergine, intimamente compartecipe del disegno salvifico, ci accompagni sulla via
della passione e della croce sino al sepolcro vuoto, per
incontrare il suo Figlio divino risuscitato. Entriamo nel clima spirituale
del Triduo Santo, lasciandoci guidare da Lei.
Con questi sentimenti, auguro
di cuore a tutti una serena e santa Pasqua.
Saluti:
Rivolgo un cordiale saluto ai pellegrini di
lingua italiana. Auguro a ciascuno di vivere con intensa partecipazione
le solenni celebrazioni dei prossimi giorni, che prendono il nome
di Triduo Pasquale: esso è il cuore dell’intero Anno liturgico.
Il
mio pensiero va ora ai giovani, ai malati e agli
sposi novelli, ai quali formulo uno speciale augurio pasquale.
A voi,
cari giovani, auguro di non avere paura di seguire Cristo,
anche quando vi chiede di percorrere con lui la via
difficile della croce. A voi, cari malati, la meditazione della
Passione di Gesù, mistero di sofferenza trasfigurata dall’amore, rechi conforto
e consolazione. E in voi, cari sposi novelli, la morte
e la risurrezione del Signore rinnovino la gioia e l’impegno
del vostro patto nuziale.
2003 ©
Legion of Christ
2003 © Regnum Christi