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Cristo, nostro Re, venga il tuo Regno!
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Lettera del Direttore generale in occasione della solennità di Cristo Re dell´Universo

Carta Cristo Rey 2017
Carta Cristo Rey 2017

Roma, 20 novembre 2017


In occasione della solennità di Cristo Re dell’Universo


A tutti i membri del Regnum Christi


Carissimi in Gesù Cristo,


come ogni anno, nella solennità di Cristo Re dell’Universo, tutti noi membri del Regnum Christi di ogni paese e località ci riuniamo per ringraziare Dio dei suoi doni; in modo particolare per il dono del Regnum Christi e per la nostra vocazione all’interno di questa opera di Dio.


Quest’anno è in un certo senso speciale, perché, in particolare, negli ultimi tre mesi ma non solo, ci siamo riuniti più volte a pregare e riflettere su quel che Dio vuole per il Movimento. Ci sono state le assemblee territoriali e abbiamo manifestato in modo responsabile opinioni e preferenze.


La vita del Regnum Christi, così come la vita della Chiesa, è una realtà divina e umana. Sono due dimensioni che si compenetrano. Sappiamo, da un lato, che il Regno di Cristo non è di questo mondo, e dall’altro, che la nostra missione, come apostoli, è quella di essere strumento di questo Regno perché si riveli al mondo. All’origine c’è Dio che ci manifesta la sua volontà però spetta a noi ascoltarla e tradurla in vita reale.


Che cosa vuole Gesù Cristo Re dell’Universo, Re della vita e della storia, in questo momento, per tutto il Regnum Christi? Senza dubbio vuole aiutarci in questo processo così lungo e complicato perché arriviamo ad avere uno statuto rinnovato in sintonia con lo sviluppo che abbiamo avuto negli ultimi anni. Vuole però, senza dubbio, qualcosa di più importante e più profondo. Che cosa chiede a ciascuno di noi?


Alcuni giorni fa, pregando il breviario, ho trovato il testo della lettera a Proba di sant’Agostino, che contiene una bella riflessione sul Padre Nostro. Dice sant’Agostino che la preghiera del Signore contiene tutte le preghiere che possiamo fare. Ho pensato che si può dire lo stesso del nostro motto, che recitiamo tutti i giorni: «Cristo nostro Re, venga il tuo Regno!». Questa richiesta, che venga il suo Regno, contiene in qualche modo quello che Lui vuole per ciascuno e anche tutto quello di cui abbiamo bisogno e che desideriamo. Contiene sinteticamente tutto il nostro carisma, la spiritualità e la missione.


Il numero 13 della Bozza dello Statuto fa riferimento al Regno di Cristo:


13§1. La testimonianza, l’annuncio e la crescita del Regno di Cristo costituiscono l’ideale che ispira e guida il Movimento. Il suo motto «Cristo nostro Re, venga il tuo Regno!» esprime questo anelito. Per questo, i membri del Regnum Christi, seguendo le ispirazioni dello Spirito Santo:


1.º Vogliono rivestirsi di Cristo nel cuore e nelle opere affinché Lui regni nelle loro vite per mezzo della progressiva configurazione con Lui; e


2.º si lasciano penetrare e muovere dall’amore di Cristo verso tutte le persone, facendo sì che Lui regni nel cuore degli uomini e della società.


«Cristo nostro Re, venga il tuo Regno!»


Dobbiamo dirlo oggi con desiderio, gratitudine, convinzione, gioia, impegno e speranza. Questa preghiera comune, per tutti i giorni, è anche quello che chiediamo adesso, mentre si concludono le assemblee territoriali. Che venga il suo Regno! Che venga il suo Regnum Christi!


Il Regnum Christi come la Chiesa - sancta et sanctificanda – deve sempre essere in un cammino di conversione e rinnovamento. In questo senso, Paolo VI diceva con decisione: «La Chiesa deve approfondire la coscienza di se stessa, meditare sul mistero che le è proprio».  E più avanti: «Deriva da questa illuminata ed operante coscienza […] un bisogno generoso e quasi impaziente di rinnovamento, di emendamento cioè dei difetti, che quella coscienza, quasi un esame interiore allo specchio del modello che Cristo di sé ci lasciò» (Ecclesiam suam, 10-11). Come istituzione stiamo vivendo questo processo. Nelle circostanze attuali Dio ci chiede che siamo strumenti vivi e intelligenti per individuare strutture e schemi umani che sono importanti, però sempre fortuiti e passeggeri, al fine di istituzionalizzare all’interno della Chiesa quello che è ed è stato il Regnum Christi.


Il carisma, in quanto dono di Dio per noi e per la Chiesa, non si esaurisce nelle strutture e nelle definizioni umane. Va molto oltre. Dalle prime incorporazioni nel 1968, quasi 50 anni fa, siamo in migliaia ad aver incontrato e seguito Gesù Cristo, senza preoccuparci troppo delle strutture umane. È vero che le equipe, le sezioni, i manuali e altri elementi ci hanno aiutato, però la cosa fondamentale è stata la spiritualità imperniata in Cristo.


Ciascuno di noi, membri del Regnum Christi di tutti i rami, con tutte le esperienze di vita che abbiamo avuto, siamo sempre in un processo, mai concluso, di trasformazione in Gesù Cristo, Signore della vita e della storia, Re di ciascuno e Signore del Regnum Christi.


Questo cammino di conversione, di rinnovamento ci interpella e ci deve spingere a una più profonda vita di preghiera e di unione con Cristo «perché senza di me non potete far nulla» (Gv 15,5). È edificante, è esemplare sperimentare come, in questi tempi, la vita di preghiera sia cresciuta in profondità e intensità, di fronte alle sfide che abbiamo davanti, in alcuni territori e nei diversi rami del Movimento. È la nostra sete di Dio che ci porta a pregare insieme e a chiedere a Cristo Re, presente nell’Eucaristia, quell’acqua viva che ci rinnova e ci trasforma efficacemente in Lui.


È per questo che, quando celebriamo nella nostra località, la solennità di Cristo Re, festa titolare del nostro Movimento, dobbiamo chiedere con grande fervore a Dio che conceda al Movimento di essere il suo Regnum Christi. Lo sarà, però, solo se ciascuno di noi accoglie Gesù Cristo nel suo cuore e nelle sue opere e si configura con Lui. Dobbiamo chiederlo con decisione, con convinzione e con perseveranza.


A che cosa aneliamo, quando chiediamo con fede e con speranza, per il presente e il futuro, che venga il suo Regno?


Preghiamo di ricevere la sua grazia, che ci fa aspirare a essere suoi e ci impegna realmente affinché sia Lui a regnare nei nostri cuori e a trasformare le nostre anime nella sua dimora, rimuovendo le manifestazioni di individualismo ed egoismo. Chiediamo che ci liberi da ogni macchia di mondanità e che ci fortifichi per agire nella verità di fronte ai nemici della nostra anima.


Quando chiediamo che venga il suo Regno di amore, vogliamo che trasformi il nostro cuore e ci permetta di amare come Lui ama; sapendo accogliere e amare i nostri fratelli e le nostre sorelle nel Movimento con le loro qualità e fragilità, con le loro idee e aspirazioni; sapendo incontrare Gesù Cristo che abita nel cuore di ciascuno.


Quando chiediamo che venga il suo Regno di giustizia e di pace, desideriamo che ci permetta di vivere una rinnovata comunione secondo quel che Lui realmente desidera; e vogliamo che ci illumini, che non permetta alle considerazioni puramente umane di condizionarci in quello che presenteremo alla Santa Sede dopo la prima Assemblea generale del Regnum Christi.


Quando chiediamo che venga il suo Regno, gli diciamo che ci conceda di essere apostoli più formati, in qualche modo instancabili, perché «La messe è molta, ma gli operai sono pochi!» (Mt 9,37).


Da parte mia è questo che chiedo a Dio, Nostro Signore, per ciascuno dei membri del Movimento: che, in questa solennità di Cristo Re, ci conceda che venga il suo Regno nei nostri cuori e continui a trasformarci in suoi figli migliori e apostoli audaci del suo Regno nel mondo a servizio della Chiesa.


Vostro fratello in Cristo,


P. Eduardo Robles Gil, L.C.




FECHA DE PUBLICACIÓN: 2017-11-22


 
 


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