Mercoledì, 8 dicembre 2010
Cari fratelli e sorelle!
Anche quest’anno ci
siamo dati appuntamento qui, in Piazza di Spagna, per rendere
omaggio alla Vergine Immacolata, in occasione della sua festa solenne.
A tutti voi, che siete venuti numerosi, come pure a
quanti partecipano mediante la radio e la televisione, rivolgo il
mio saluto cordiale. Siamo raccolti intorno a questo storico monumento,
che oggi è tutto circondato da fiori, segno dell’amore e
della devozione del popolo romano per la Madre di Gesù.
E il dono più bello, e a Lei più gradito,
che noi offriamo è la nostra preghiera, quella che portiamo
nel cuore e che affidiamo alla sua intercessione. Sono invocazioni
di ringraziamento e di supplica: ringraziamento per il dono della
fede e per tutto il bene che quotidianamente riceviamo da
Dio; e supplica per le diverse necessità, per la famiglia,
la salute, il lavoro, per ogni difficoltà che la vita
ci fa incontrare.
Ma quando noi veniamo
qui, specialmente in questa ricorrenza dell’8 dicembre, è molto più
importante quello che riceviamo da Maria, rispetto a ciò che
le offriamo. Lei, infatti, ci dona un messaggio destinato a
ciascuno di noi, alla città di Roma e al mondo
intero. Anch’io, che sono il Vescovo di questa Città, vengo
per mettermi in ascolto, non solo per me, ma per
tutti. E che cosa ci dice Maria? Lei ci parla
con la Parola di Dio, che si è fatta carne
nel suo grembo. Il suo “messaggio” non è altro che
Gesù, Lui che è tutta la sua vita. E’ grazie
a Lui e per Lui che lei è l’Immacolata. E
come il Figlio di Dio si è fatto uomo per
noi, così anche lei, la Madre, è stata preservata dal
peccato per noi, per tutti, quale anticipo della salvezza di
Dio per ogni uomo. Così Maria ci dice che siamo
tutti chiamati ad aprirci all’azione dello Spirito Santo per poter
giungere, nel nostro destino finale, ad essere immacolati, pienamente e
definitivamente liberi dal male. Ce lo dice con la sua
stessa santità, con uno sguardo pieno di speranza e di
compassione, che evoca parole come queste: “Non temere, figlio, Dio
ti vuole bene; ti ama personalmente; ti ha pensato prima
che tu venissi al mondo e ti ha chiamato all’esistenza
per ricolmarti di amore e di vita; e per questo
ti è venuto incontro, si è fatto come te, è
diventato Gesù, Dio-Uomo, in tutto simile a te, ma senza
il peccato; ha dato se stesso per te, fino a
morire sulla croce, e così ti ha donato una vita
nuova, libera, santa e immacolata” (cfr Ef 1,3-5).
Questo messaggio ci dona Maria, e quando vengo qui,
in questa Festa, mi colpisce, perché lo sento rivolto a
tutta la Città, a tutti gli uomini e le donne
che vivono a Roma: anche a chi non ci pensa,
a chi oggi non ricorda neppure che è la Festa
dell’Immacolata; a chi si sente solo e abbandonato. Lo sguardo
di Maria è lo sguardo di Dio su ciascuno. Lei
ci guarda con l’amore stesso del Padre e ci benedice.
Si comporta come nostra “avvocata” – e così la invochiamo
nella Salve, Regina: “Advocata nostra”. Anche se tutti parlassero male
di noi, lei, la Madre, direbbe bene, perché il suo
cuore immacolato è sintonizzato con la misericordia di Dio. Così
lei vede la Città: non come un agglomerato anonimo, ma
come una costellazione dove Dio conosce tutti personalmente per nome,
ad uno ad uno, e ci chiama a risplendere della
sua luce. E quelli che agli occhi del mondo sono
i primi, per Dio sono gli ultimi; quelli che sono
piccoli, per Dio sono grandi. La Madre guarda noi come
Dio ha guardato lei, umile fanciulla di Nazareth, insignificante agli
occhi del mondo, ma scelta e preziosa per Dio. Riconosce
in ciascuno la somiglianza con il suo Figlio Gesù, anche
se noi siamo così differenti! Ma chi più di lei
conosce la potenza della Grazia divina? Chi meglio di lei
sa che nulla è impossibile a Dio, capace addirittura di
trarre il bene dal male?
Ecco, cari
fratelli e sorelle, il messaggio che riceviamo qui, ai piedi
di Maria Immacolata. E’ un messaggio di fiducia per ogni
persona di questa Città e del mondo intero. Un messaggio
di speranza non fatto di parole, ma della sua stessa
storia: lei, una donna della nostra stirpe, che ha dato
alla luce il Figlio di Dio e ha condiviso tutta
la propria esistenza con Lui! E oggi ci dice: questo
è anche il tuo destino, il vostro, il destino di
tutti: essere santi come il nostro Padre, essere immacolati come
il nostro Fratello Gesù Cristo, essere figli amati, tutti adottati
per formare una grande famiglia, senza confini di nazionalità, di
colore, di lingua, perché uno solo è Dio, Padre di
ogni uomo.
Grazie, o Madre Immacolata, di
essere sempre con noi! Veglia sempre sulla nostra Città: conforta
i malati, incoraggia i giovani, sostieni le famiglie. Infondi la
forza per rigettare il male, in ogni sua forma, e
di scegliere il bene, anche quando costa e comporta l’andare
contro-corrente. Donaci la gioia di sentirci amati da Dio, benedetti
da Lui, predestinati ad essere suoi figli.
Vergine Immacolata, dolcissima Madre nostra, prega per noi!
Atto di venerazione all’Immacolata in piazza di Spagna
(fonte: www.vatican.va)