Come affronta la Chiesa
i casi dei sacerdoti che hanno un figlio da una
donna adulta?
Il
diritto canonico e la prassi della Chiesa non prevedono misure
disciplinari precise ed uniformi.
In alcuni casi, il sacerdote,
per iniziativa propria, chiede al Papa la dispensa dai suoi
obblighi sacerdotali per poter assumere quelli naturali nei confronti del
figlio o anche per poter formare una famiglia.
In
altri casi, il sacerdote, pentito del suo peccato, chiede di
poter continuare ad esercitare il ministero sacerdotale. Allora, insieme al
suo vescovo o ai suoi superiori religiosi, deve cercare il
modo di dare il dovuto sostegno a suo figlio e
alla madre del bambino. Inoltre, bisogna assicurarsi che il pentimento
sia profondo e duraturo e che il futuro ministero del
sacerdote non sia motivo di scandalo o di confusione tra
i fedeli.
Nel caso di
P. Thomas, quando è intercorsa questa relazione, quando è nato
il bambino e quando i superiori della Legione ne sono
arrivati a conoscenza?
Come dice il comunicato di P. Thomas, parliamo di “alcuni
anni”. Non si specificano maggiori dettagli per rispettare la riservatezza
della madre e del figlio.
Chi è la donna?
Non si daranno informazioni a questo riguardo.
Si è trattato di abuso di autorità?
La donna era una studentessa di P. Thomas?
No.
Chi si prende cura del figlio?
La cura del figlio è assicurata,
come richiesto dal diritto naturale, ma non si daranno dettagli
a questo riguardo.
P. Thomas
ha avuto relazioni improprie con altre donne?
Per quello che sappiamo, no.
Questo fatto è stato denunciato alle
autorità competenti?
Nonostante
la gravità morale di questa trasgressione agli impegni sacerdotali, non
si tratta di un caso di abuso o di un
fatto criminale. Pertanto, questo tipo di atti non si denunciano
alle autorità civili, ma è stato informato il Delegato Pontificio.
Perché non è stato rimosso
immediatamente dalla docenza e da altri ministeri pubblici, se questi
fatti sono accaduti diversi anni fa?
I superiori hanno consigliato a P. Thomas
di mantenere un comportamento adeguato e di ritirarsi dall’attività pubblica
e lo hanno accompagnato nella riflessione sulla sua situazione personale.
Tuttavia sarebbe stato necessario prendere provvedimenti più rapidi e decisi,
come si sta facendo adesso. Il direttore generale ed il
suo consiglio sono amareggiati per non averlo fatto prima, assumono
la loro responsabilità e chiedono perdono per non aver fatto
tutto il possibile per limitare lo scandalo. Qualsiasi caso che
si verifichi adesso, sarà portato avanti con il dovuto rigore
canonico. La presenza del Delegato Pontificio è stata di grande
aiuto nell’affrontare situazioni delicate come questa.
Perché non è
stato reso pubblico prima?
Si è cercato di tenere in considerazione gli interessi
legittimi di tutte le persone coinvolte, specialmente la riservatezza della
madre e del figlio. Tuttavia, data la decisione di abbandonare
la docenza e di prendere un tempo prolungato di riflessione
e penitenza, P. Thomas ed i direttori territoriali competenti hanno considerato
necessario comunicarlo pubblicamente.