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| P. Michael Mullan chiama con skype, da Dublino, Irlanda, per parlare dell’Eucaristia. | |
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Melbourne, Australia, 26 ottobre 2012. I primi evangelizzatori viaggiavano a piedi, a cavallo
e in barca per diffondere il Vangelo. Gli ordini religiosi,
nei secoli XV e XVI, hanno utilizzato imbarcazioni durante l’esplorazione
di nuove terre conosciute come “le Americhe”. Adesso, vescovi, sacerdoti,
religiosi, consacrati e laici, allo stesso modo, stanno approfittando della
nuova epoca della comunicazione attraverso internet, per collaborare alla nuova
evangelizzazione e rendere presente Cristo nel ciberspazio.
L’anno scorso, Andrew Deveraux voleva cooperare
a questo impegno evangelizzatore insieme a sua moglie, Angela, avendo
constatato che c’era una carenza nella pastorale diretta a giovani
e adulti tra 20 e 30 anni.
Le attività
formative per la coppia e la loro partecipazione
alle attività del Movimento Regnum Christi li
ha messi in contatto con una selezione di predicatori «profondi,
commoventi e appassionati».
«Quando abbiamo iniziato, con una pioggia di idee, quel che
più mi ha colpito è stata la mancanza di organizzazione
e di logistica pastorale», racconta Andrew. «Inoltre, invitare un oratore
e farlo viaggiare da un Paese all’altro o nello stesso
Paese, o anche da un lato all’altro della città sebbene
fosse semplice, in teoria, in pratica era un lavoro eccessivo
per una coppia occupata con le cose ordinarie, come noi.
Allora ho pensato: perché non portare l’uditorio ad ascoltare il
predicatore?».
Così sono nate le sessioni di skype.
«Ci siamo resi conto che potevamo offrire alla gente un insieme eterogeneo di
talenti, straordinario e unico, on line», ha detto Andrew.
Subito gli amici e gli amici degli amici, attraverso i
circoli cattolici locali e sociali di Melbourne, sono stati invitati
nel piccolo appartamento dei Deveraux.
«L’evento inizia con una
preghiera e, quando gli invitati si sono seduti, si percepisce
solo una candela tremolante che sta davanti a un’immagine della
Vergine di Guadalupe ed è a questo punto che l’oratore
di turno chiama con skype e fa la sua apparizione
sullo schermo del televisore», spiega Andrew.
Dopo, gli ospiti
possono approfittare di una pizza fatta in casa da Angela
e di una bottiglia di vino rosso, per facilitare la
“discussione del tema”, spiega Andrew.
Suo fratello, P.
Matthew Deveraux, L.C. è stato il primo a fare una
sessione di Skype come presentatore della serie di conferenze. Alla
fine di marzo del 2012 dalla casa dei Legionari a
Cracovia, Polonia, P. Matthew “skyped in” e ha affrontato il
tema della preghiera.
«Sebbene non sia esattamente una bilocazione,
grazie all’impegno di P. Matthew, a 15500 chilometri di distanza,
si crea un foro unico per predicare il Vangelo in
modo nuovo e fresco» ha detto Andrew.
Sebbene la fede e la spiritualità
siano temi importanti in queste sessioni, non sono gli unici
temi presentati. Sono stati invitati alcuni oratori, di diverse realtà
culturali, affinché il pubblico «possa sentirsi motivato a usare il
proprio talento per l’arte e la cultura», così come per
la crescita spirituale e per sostenere l’evangelizzazione.
«Potremmo dire
che è una reminiscenza delle prime comunità cristiane», ha detto
Andrew. «E sebbene san Pietro e san Paolo non avessero
la tecnologia che abbiamo oggigiorno, si può ricreare la stessa
intimità per ottimizzare gli effetti che lo Spirito Santo vuole
realizzare attraverso di noi, suoi strumenti».