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P. Sylvester Heereman ha iniziato parlando del cammino che
ha dovuto percorrere, come Legionario di Cristo, un cammino non
privo di difficoltà, «un
cammino che è cominciato con durezza, con l’impatto delle notizie
sulla vita del fondatore che è stato un colpo, per
tutti noi e anche per me in particolare; all’inizio si
prova confusione, dolore, rabbia e ci vuole tempo. Ciascuno ha
bisogno del suo tempo, questa prima fase è durata molto,
poi, pian piano si supera. Quel che mi ha aiutato
è stato, prima di tutto vedere la sollecitudine della Chiesa,
la vicinanza del Papa, l’atteggiamento di molti uomini di Chiesa,
l’integrità di molti miei confratelli, consacrati del Regnum
Christi; si è vista la fede con cui l’hanno affrontato
e questo aiuta a riflettere che niente di tutto ciò
è estraneo alla Provvidenza, non c’è niente che sorprenda Dio
e nonostante tutto rinasce la fiducia in Dio, che non
è assurdo, e, se ha permesso la nascita di quest’opera,
nonostante questa storia, continua ancora a guidarci ed è fedele
con ciascuno ed è fedele alla famiglia in cui l’ha
chiamato. In poche parole è un cammino crescente di pace
e di fiducia. È iniziato in modo duro ma pian
piano se ne esce».
José Luis Restán ha
chiesto poi a P. Heereman come stia vivendo, la Legione,
il momento presente.
«La prima cosa che
dovrei dire è che da quando il Papa ha preso
le redini della nostra situazione, attraverso il Delegato, questo, da
un punto di vista spirituale, ha rafforzato molto la fiducia
che siamo nelle mani della Chiesa e attraverso la Chiesa
nelle mani di Dio. È difficile generalizzare, ciascuno, come dicevo,
lo vive in modo personale. Ci sono confratelli, membri consacrati
del Regnum Christi, e laici che stanno ancora
soffrendo, però credo che la grande maggioranza abbia superato l’impatto
del primo colpo, e credo che la grande maggioranza abbia
saputo “incassare” e viverlo secondo il Vangelo, accettarlo umanamente e
maturare con quest’esperienza. Predomina la pace, la fiducia e la
convinzione maturata proprio attraverso questo shock che c’è un dono
nel nostro cammino, nella Legione, nel nostro Movimento Regnum Christi per il quale vale la pena andare avanti,
per il quale vale la pena mantenere l’impegno con quest’opera
che Dio ci ha dato per apportarlo nella Chiesa e
nel mondo di oggi».
Dal punto
di vista giuridico, P.
Heereman assicura che «siamo
a metà del cammino di revisione della nostra regola, delle
costituzioni della Legione di Cristo. Abbiamo già fatto la revisione
dei primi due grandi capitoli, quello della spiritualità, del carisma
la formazione dei membri, e il prossimo anno affronteremo i
temi del governo e dell’amministrazione e, se Dio vuole, alla
fine del 2013 o all’inizio del 2014 avremo un capitolo
generale. I membri consacrati del Regnum Christi sono
un poco indietro perché il loro cammino è iniziato più
tardi, però stanno iniziando adesso a revisionare i loro statuti
e i membri laici stanno per cominciare un cammino simile
di revisione della propria regola».
Qual è l’originalità del
carisma dei Legionari di Cristo così come si presenta e
come sta emergendo adesso?
«La domanda
sul carisma è la domanda principale nel cammino che stiamo
percorrendo. Il Papa ci ha dato il compito di una
revisione del carisma che suppone che questo esiste. Era quello
che dicevo prima: c’è un dono e ci troviamo nella
riflessione su che cosa è l’essenziale di questo dono. Trattandosi di un carisma sarà sempre difficile metterlo in
parole, in poche parole, in una frase. Un carisma non
è qualcosa di separato dal Vangelo, non è qualcosa di
originale in se stesso, tanto originale da non avere niente
a che fare con l’essenza della nostra fede che è
il Vangelo, che è già abbastanza originale. Quando si parla
del carisma, uno vorrebbe una frase che racchiude tutto e
crede che non sia possibile. Però ci sono alcuni elementi
che tra tutti, legionari, membri consacrati, laici stanno emergendo e
vediamo una grande sintonia in alcuni elementi. Io
lo riassumerei in tre passaggi. Primo, l’elemento centrale è l’incontro
personale con un Cristo amico, un Cristo vivo che si
fa presente nella tua vita; provi il suo amore, la
sua vicinanza, la sua volontà e capacità di farti del
bene. E questo Cristo amico è anche un Cristo apostolo,
un Cristo missionario che ha un progetto, una missione, un
desiderio di arrivare al mondo, di arrivare agli uomini di
far sorgere un mondo nuovo. Quando Cristo nel Vangelo parla
del Regno di Dio, è questo, lui viene con una
missione per trasformare il mondo con l’amore e questo Cristo
apostolo forma anche apostoli: Cristo amico, Cristo missionario apostolo, Cristo
formatore di apostoli. E noi, come membri del Regnum Christi, come Legionari, cerchiamo, vogliamo vivere così, con la
presenza di questo Cristo che non solo sta lì per
me, ma vuole arrivare a tutto il mondo e chiede
a me di essere apostolo e che io unito a
lui aiuti altri a vivere questa stessa esperienza. Ed è
questa la nostra missione».
Il Papa chiama alla nuova
evangelizzazione: quale sarebbe l’apporto - uso la parola “originale se
così si può dire - che spetta alla Legione di
Cristo e al Regnum Christi?
«La prima cosa che mi viene in mente è che
giustamente per la storia che abbiamo vissuto abbiamo fatto esperienza,
almeno io personalmente e lo vedo anche nei miei fratelli
e sorelle, esperienza della forza guaritrice e rinnovatrice dell’amore di
Dio. Un’esperienza dalla quale siamo stati evangelizzati, l’esperienza che c’è
una buona notizia, capace di superare i traumi, i colpi
della vita. Questo, quindi, ci predispone a unirci alla sfida
che il Papa lancia alla Chiesa. Che cosa c’è di
originario, di originale? Credo che sia questo accento messo sulla
formazione degli apostoli, sul non limitarsi a proclamare Cristo ma
aiutare altri ad andare sullo stesso cammino per essere essi
stessi apostoli però sempre a partire da un’esperienza personale, da
un incontro personale con Cristo. E un altro elemento che
non è proprio comune nella Chiesa è questa convivenza di
diverse vocazioni, laici, consacrati, donne, uomini e sacerdoti e religiosi
legionari di Cristo, ciascuno con la propria vocazione particolare però
anche con una grande comunione nella missione, nella spiritualità e
una collaborazione attiva, questa è una grande ricchezza nella diversità
reale di vocazioni e ci dà una forza di azione
nel mondo che è una chiamata a fare molto bene».
Ascolta l’intervista in lingua spagnola:
http://www.regnumchristi.org/espanol/multimedia/video.phtml?vimagenv=0&id=2423
Trascrizione originale in
lingua spagnola: http://www.cope.es/detalle/Sylvester-Heereman-Dios-no-es-absurdo-y-ha-permitido-que-esta-obra-nazca.html