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Funerale e sepoltura di P. Álvaro Corcuera, L.C.
ITALIA | ATTUALITA | NOTIZIE
«Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede».

S. Messa di esequie per P. Álvaro Corcuera, L.C.
S. Messa di esequie per P. Álvaro Corcuera, L.C. (Monterrey, Messico)

«Sono stato accanto a P. Álvaro in quest’ultimo mese e nel momento in cui ha reso l’anima a Dio. Se n’è andato in pace, dopo aver ricevuto i sacramenti e l’indulgenza plenaria. Se n’è andato dando la mano a Maria, mentre recitavamo il rosario» ricorda P. Guillermo Serra, L.C. che è stato segretario di P. Álvaro per diversi anni. Nella lettera ai membri del Movimento, P. Eduardo ha scritto: «Ricordo soprattutto che lo scorso 20 giugno, quando gli abbiamo portato la comunione ha detto chiaramente: “Che gioia!”. Credo che sia andato incontro al Signore con la stessa gioia. Giovedì 26 giugno gli abbiamo dato l’unzione degli infermi e il Viatico e li ha ricevuti coscientemente».

Il 30 giugno, ultimo giorno del mese dedicato al Cuore Sacratissimo di Gesù, P. Álvaro è stato chiamato all’abbraccio eterno con il Padre della misericordia. I suoi resti mortali sono stati vegliati nella cappella dell’Università Anáhuac, a partire dalla mattina del 1 luglio. Nel corso della giornata sono state celebrate diverse messe. Molti Legionari, membri e amici del Regnum Christi hanno partecipato alla veglia, per dare l’ultimo saluto a colui che è stato per molti un vero padre, amico e fratello.

P. Gabriel Abascal, L.C., nel libro di condoglianze on line per P. Álvaro, scrive, riferendosi a lui: «Quando sono arrivato a Roma, per studiare, nel mese di luglio del 2003, P. Álvaro era rettore. Io avevo 23 anni. Sono arrivato a Roma dal Messico, dopo aver trascorso una settimana in ospedale con mio padre che era gravemente malato. P. Álvaro si è fatto in quattro per me perché potessi trovare pace in quei giorni che furono molto duri. Mio papà è morto il mese successivo e P. Álvaro ha fatto tutto il possibile per riempire il vuoto tanto grande che ha lasciato mio padre. Come rettore della casa aveva, in qualche modo, quel ruolo… però con me ha avuto attenzioni particolari di affetto e di carità. Un giorno camminavamo insieme per i giardini e gli ho chiesto la data del suo compleanno: ho scoperto, così che era nato proprio due giorni dopo mio padre, il 22 luglio del 1957. Quel giorno ho avuto conferma che Dio non fa le cosa a caso. Nove anni dopo, proprio P. Álvaro, già Direttore generale della Legione di Cristo mi ha rivestito con la casula, nel giorno della mia ordinazione sacerdotale. Oggi lui se n’è andato in Cielo e cresce il numero di coloro che ci custodiscono e intercedono per noi dall’alto. Grazie per il tuo esempio di sacerdote, Padre Álvaro e per la tua vicinanza di sempre! Ci mancherai!».

Alle 19.30 il feretro è stato trasferito nella sala delle esposizioni dell’Università, dove si è svolta una concelebrazione eucaristica presieduta da Mons. Pedro Pablo Elizondo, L.C. vescovo della Prelatura di Cancún- Chetumal e alla quale hanno già preso parte oltre 100 sacerdoti legionari, tra cui P. Ricardo Sada, L.C. direttore territoriale in Messico e America Centrale e P. Emilio Díaz-Torre, L.C., direttore territoriale per Monterrey. Erano presenti circa 1500 persone.

Nell’omelia, P. Ricardo Sada ha detto che era un momento di festa, per esprimere quello che sentiamo e per avvicinarci alla misericordia infinita di Dio: «Dio nostro Signore è felice e festeggia in questa Eucaristia. P. Álvaro ha già consumato la sua amicizia con Dio; un’amicizia fatta di qualcosa di molto semplice: il sì che un giorno P. Álvaro ha voluto dirgli e gli ha ripetuto per tutta la vita e lo ha mantenuto fino alla fine […]. È il momento di esprimere quello che proviamo. Proviamo tristezza perché se n’è andato, perché non lo potremo vedere, perché non potremo ricevere un consiglio da lui, perché non potremo avere il suo sostegno, perché non potremo averlo. È umanamente naturale. Molti di noi hanno versato qualche lacrima, passando davanti al corpo di P. Álvaro, dopo tante sofferenze. E questa è una testimonianza molto bella di quel che c’è dietro, che è l’affetto […]. Oltre alla tristezza e alla gioia perché lui ha trionfato, è anche il momento per esprimere tanta gratitudine a P. Álvaro perché è stato fratello, amico e padre. Io personalmente voglio dirgli grazie per aver detto sì alle cose cui ha dovuto dire sì. A P. Álvaro è toccata un’esperienza sacerdotale molto cristiana, cioè, molto di Cristo. Lui ha dovuto guidare la Legione nei momenti tanto difficili che abbiamo dovuto attraversare e che nessuno di noi avrebbe mai immaginato. E ha detto sì. Forse nel primo momento senza sapere che cosa significasse o che cosa supponesse questo sì, però lo ha scoperto poco a poco. E ha ripetuto ancora sì. Adesso è il momento per dire grazie P. Álvaro per aver voluto essere in prima linea, davanti a noi, per averci voluto guidare!».

Infine, P. Ricardo ha ricordato che il salmo letto durante la messa, è lo stesso che hanno cantato quando P. Álvaro è stato ordinato sacerdote il 24 dicembre del 1985: «Il Signore è il mio pastore, non manco di nulla». «P. Álvaro  è stato ricevuto ed è già nelle mani del Dio della misericordia. Come esseri umani commettiamo molti errori. Ditemi voi chi non ne fa… però questi errori sono adesso nelle mani del Dio della misericordia. E per questo adesso vogliamo affidare la sua anima a questo Dio della misericordia. E gli chiediamo che Lui lo accolga. […] Preghiamo anche per il Movimento e in particolare per la Legione, affinché siamo quel che Dio nostro Signore vuole che siamo. E chiediamo a Dio, nostro Signore, che continui a darci uomini come P. Álvaro, sacerdoti come lui, sacerdoti convinti che la soluzione per l’essere umano è l’amore. Salutiamo oggi un altro Legionario che è nelle mani del Padre della misericordia e che ha compiuto la sua missione».

Al termine della messa, P. Jaime Rodriguez, L.C. ha letto una lettera del nostro Direttore generale: «Sebbene mi trovi a Roma, fisicamente, il mio cuore è nella cappella dell’Università Anáhuac in Messico, dove adesso molti di voi stanno andando a dire addio al nostro caro fratello, P. Álvaro, a pregare per lui. Mi faccio presente per ringraziare, per accompagnare, per pregare».

«Ringrazio Dio per il dono di P. Álvaro» ha continuato a leggere P. Jaime, «per la sua vocazione, per il suo sacerdozio. Attraverso lui, tante persone hanno conosciuto il volto amabile di Dio. Il suo sorriso, la sua gioia, il suo senso dell’umorismo rivelavano la presenza di Cristo nella sua anima. Ringrazio P. Álvaro, che ci ascolta dal cielo, per il suo “sì”. Ricordo quando è stato eletto Direttore generale, nel Capitolo del 2005; ci ha detto che ogni giorno doveva essere come un foglio in bianco che noi dovevamo firmare e lasciare che Dio ci scrivesse quello che voleva. P. Álvaro ha firmato questo foglio in bianco e con il suo “sì” a Dio ha scritto la storia della sua vita e la storia della Legione e di tutto il Regnum Christi. Grazie P. Álvaro per essere stato tanto vicino, tanto umano, tanto buon padre, fratello e  amico. Voglio unirmi anche a tutti voi, perché se oggi siete qui vuol dire che attraverso P. Álvaro o attraverso il Regnum Christi o la Legione di Cristo, c’è stato un momento in cui Dio ha toccato il vostro cuore. In mezzo al dolore umano, brilla la speranza cristiana. Voglio unirmi soprattutto alla sua famiglia, ai suoi fratelli Pablo, Ana, Guadalupe e Susana e a tutti i nipoti. E voglio unirmi a coloro che sono stati più vicini a lui e lo hanno aiutato a portare la croce, come buoni cirenei. Il dolore ci unisce tutti in un solo corpo, come fratelli e membri della stessa famiglia».

«Voglio approfittare di questo messaggio – ha concluso la lettera di P. Eduardo – per chiedere a Dio e chiedere anche a P. Álvaro che già intercede per noi, la grazia della fedeltà. Quando siamo entrati nel Regnum Christi abbiamo pronunciato la promessa di fedeltà in cui abbiamo detto: “Tocca a noi, dipende da noi che le tue parole, Signore non vadano perdute”. Oggi, vorrei che ciascuno di noi dicesse nel suo cuore: “Tocca a me, dipende da me che la grazia di Dio che abbiamo ricevuto da Dio, non vada perduta”, “tocca a me vivere in modo tale che coloro che mi vedono sappiano (come P. Álvaro) che qui c’è un servitore di Cristo, un membro del Regnum Christi”. Lo chiedo a Dio in questa Messa. In questa nuova tappa della vita della Legione e di tutto il Regnum Christi, dopo il Capitolo, P. Álvaro  ci accompagna dal cielo e ci benedice, grazie P. Álvaro, riposi in pace. Se lo merita».

Alla fine della cerimonia, la famiglia Corcuera ha chiesto a P. Rodolfo Mayagoitia, L.C. di esprimere la propria gratitudine per la vicinanza di tante persone. P. Rodolfo ha detto che sicuramente dal cielo P. Álvaro sta ringraziando, perché era la prima e l’ultima cosa che faceva durante il giorno, perché era un uomo dal cuore molto puro. Ha ringraziato anche a nome della Legione e di tutto il Movimento per le tante manifestazioni di affetto e di vicinanza.

Il 2 luglio c’è stata la S. Messa di esequie alle 10.00 del mattino, presieduta da P. Ricardo Sada, L.C. e concelebrata da circa 100 Legionari. Nell’omelia, P. Mayagoitia ha ricordato due tra le tante virtù di P. Álvaro, ne vuol ricordare due: il vissuto della carità e la sua perseveranza nel compimento della volontà di Dio. «P. Álvaro era un uomo convinto della carità e viveva questa convinzione fino alle sue ultime conseguenze. […] Aveva un cuore pieno di affetto, molto puro, che non ha saputo custodire sentimenti negativi contro nessuno».

Al termine della messa, molti dei presenti spontaneamente si sono avvicinati a P. Álvaro per dargli l’ultimo saluto.

Dopo la celebrazione, il corpo di P. Álvaro è stato trasferito al “Panteón Francés” di San Joaquín, dove è stato sepolto. P. Ricardo Sada, L.C. ha presieduto il rito della sepoltura. Legionari, consacrate, Laici Consacrati, familiari e amici, alla fine, hanno intonato l’Inno legionario e altri canti per salutare il padre.

In vari Paesi sono state celebrate messe per il suo eterno riposo. A Roma, il nostro Direttore generale, P. Eduardo Robles-Gil ha presieduto la concelebrazione eucaristica della mattina del 1 luglio, nella cappella del Centro di Studi Superiori cui hanno preso parte i Legionari, le Consacrate, i Laici Consacrati e alcuni laici membri del Movimento che vivono a Roma. Hanno concelebrato i Legionari che sono residenti a Roma insieme a Mons. Mario Marchesi, vicario generale della diocesi di Cremona, che è stato consigliere personale del Delegato Pontificio.

«Nella donazione ci sono momenti di tenebra – ha detto P. Eduardo all’inizio dell’omelia-, nella vita molto spesso ci manca una visione chiara. Non c’è luce nella nostra mente e nella nostra intelligenza. La cosa più grave è quando ci sono tenebre nel cuore. Nella vita di P. Álvaro ci sono state tenebre, sicuramente, nella possibilità di comprendere gli enigmi, i misteri della vita in generale e soprattutto quelli della vita della Legione. Spesso ci sono stati dubbi su che cosa fare o non fare. Però, in qualche modo, nella bontà, che è stata la sua virtù particolare, non ci sono mai state tenebre. Quanto male può ricevere una persona, quanto dolore fisico e morale, quanta sofferenza, prima che il sangue si faccia amaro? Il suo non si è fatto amaro. Il suo cuore ha avuto luce e la sua bontà è rimasta intatta. La sua paura di far soffrire gli altri è rimasta intatta, voleva sempre fare il bene, voleva sempre manifestare affetto. In parte, questa virtù lo faceva soffrire molto. Però aveva una cuore sacerdotale che ha saputo amare, che ha saputo essere presente nell’ora della passione della Legione, nell’ora della sofferenza dei suoi fratelli per accoglierci, per consolarci, per guidarci».

Nell’omelia, P. Eduardo ha ricordato che, a nonostante le difficoltà, nel cuore di P. Álvaro ha brillato sempre la bontà.

«Celebriamo un giorno di trionfo: la corona meritata alla fine della strada per aver mantenuto l’amore, per aver mantenuto la fede, per aver mantenuto la speranza, per aver vissuto con speranza - ha continuato P. Eduardo -. Quando si fa buio sulla terra, non si fa buio nel cuore e nella fede. Puoi dire alla fine della tua vita: “nelle tue mani, Signore, consegno il mio spirito”. E noi oggi mettiamo, con tristezza da una parte, però con immensa fede, la vita di P. Álvaro nelle mani di Dio, come lui stesso ha messo la sua vita e tutta la sua esistenza e il suo governo e la sua sofferenza nelle mani di Dio nostro Signore. “Nelle tua mani, Signore, consegno la mia vita”. E questo è quello che facciamo noi quando stiamo qui come Legionari di Cristo, come membri consacrati del Regnum Christi, come famiglia del Regnum Christi, come amici; mettiamo la nostra vita nelle mani di Dio. Arrivare alla fine della vita e poter dire che abbiamo consegnato il nostro spirito al Signore non è una casualità, è una conseguenza, è fedeltà».

P. Eduardo ha concluso la sua omelia ricordando la speranza della Risurrezione: «Che gioia non essere più qui e stare in cielo! Che gioia non vivere più nella fede ma vivere nella visione! Che gioia la pienezza dell’amore! Per questo ringraziamo Dio nostro Signore perché ci ha promesso una casa e un destino che è l’abbraccio eterno nell’abbraccio di Dio. E lo ringraziamo per P. Álvaro perché la sua tristezza si è trasformata in gioia. Siamo gioiosi per lui, siamo felici. Non è qui, è risuscitato, è con Dio, è nelle braccia di Dio. E questo ci riempie di profonda pace e anche di speranza profonda: un giorno, tutti uniti a Gesù Cristo, alla sua santissima Madre, a tutti coloro che conosciamo e hanno perseverato nell’amore, saremo insieme a Dio nostro Signore».


DATA DI PUBBLICAZIONE: 2014-07-14


 
 


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