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Offrite Cristo che avete nel cuore
ITALIA | ATTUALITA | ARTICOLI DI OPINIONE
Omelia del Card. Velasio De Paolis nella S. Messa vespertina della domenica delle Palme, 16 aprile 2011, presso la basilica di nostra Signora di Guadalupe e san Filippo Martire, a Roma.

S. Messa vespertina delle Palme, basilica di Guadalupe, Roma16 aprile 2011
Il gruppo dei missionari della Settimana Santa che hanno ricevuto la croce durante la S. Messa.

Gesù «terreno»

«Abbiamo ascoltato la lettura della passione di nostro Signore Gesù Cristo. È la parola di Dio che narra gli ultimi avvenimenti di Gesù “terreno”. Essa parla per se stessa e ha raggiunto il nostro cuore, a cui era arrivata, e ha suscitato in noi l´impegno di vivere francamente questa settimana; essa è chiamata la settimana maggiore perché in questa settimana noi ripercorriamo i tempi più rilevanti, il compimento di tutta la storia della salvezza, in essa noi riviviamo il momento in cui il figlio di Dio fatto uomo, Gesù Cristo, che è venuto in mezzo a noi, ha fatto l´offerta della sua vita ed è risorto dai morti e, nel fare l´offerta della propria vita e nel risorgere, egli ha dato inizio al mondo nuovo, al mondo della Chiesa, al mondo in cui lo Spirito Santo di Dio continua l´opera di Gesù per santificare gli uomini e riportarli alla riconciliazione con Dio e tra di loro; è chiamata anche Settimana Santa perché è il tempo che è stato santificato dal sangue prezioso di nostro Signore Gesù Cristo. Nel Giovedì Santo quando commemoreremo l’ultima cena del Signore, quando ricorderemo l’istituzione dell’Eucaristia e del sacerdozio, ricorderemo il comandamento nuovo, il comandamento che il Signore, prima di lasciarci, ha voluto ricordarci e darcelo come segno della nostra fede in lui, come segno del nostro discepolato: per questo, da questo riconosceranno che siete miei discepoli se vi amerete gli uni gli altri come io vi ho amato».

Una promessa

«Verrà poi il Venerdì Santo che dà senso e pienezza all’ultima cena del Signore in cui Egli ha detto: questo è il mio corpo dato per voi e questo
Cardinale Velasio De Paolis, 16 aprile 2011, Roma.
Il Card. Velasio De Paolis, C.S. Delegato Pontificio per la congregazione dei Legionari di Cristo.
è il mio sangue versato per voi. Queste non erano semplicemente parole, ma un impegno, una promessa; queste parole viventi sono realtà effettiva. Il giorno del Venerdì Santo, quando il corpo di Gesù appeso sulla croce viene dato per noi in sacrificio, quando il corpo di Gesù sparge il proprio sangue, da lui scendono le stille di sangue che diventano il calice dell’eterna salvezza, il calice del proprio sangue e poi giunge la nostra salvezza e arriva il giorno del silenzio, il Sabato Santo quando la terra e l‘umanità, quasi ammutolita dello scempio che era stato fatto di Gesù, si raccoglie nel silenzio della meditazione e nella preghiera per ritrovare il mistero di Dio e per scoprire anche il mistero che ogni uomo porta con sé. E dopo il sabato del silenzio, finalmente la parola del trionfo, la notte del Sabato Santo quando celebriamo la gloriosa risurrezione del Signore. Lo facciamo nella notte, quando le tenebre sembrano incombere sul mondo, quando le tenebre sembrano dominare la nostra storia. In realtà, proprio nel momento più tenebroso della storia del mondo, quando gli uomini condannano a morte Gesù, quando spengono la sua voce e depongono il suo corpo nel  sepolcro, proprio in quel momento esplode la pienezza della vita offerta per amore e il corpo riacquista tutte le sue energie nello splendore della risurrezione gloriosa, le tenebre vengono dissipate, la luce trionfa, la vita inonda la terra».

Il Dominatore della storia del mondo

«Tutto questo viene simboleggiato nel cero pasquale, simbolo del Signore risorto, simbolo del Dominatore della storia del mondo, l’Alfa e l’Omega del tempo e noi ci sentiremo illuminare da Lui quando prenderemo le nostre candele, simbolo della nostra fede e le accenderemo alla luce del cero pasquale e poi il cantico dell’Exsultet e nella gioia della terra e del cielo che si allietano nella risurrezione di nostro Signore Gesù Cristo, la vita trionfa sulla morte, l’amore domina sull’odio e la vita trionfa. La vita divina entra nel cuore dei credenti e con l’effusione dello Spirito Santo, nella morte di Cristo Signore, e della sua gloriosa risurrezione, l’umanità nuova sperimenta con sgomento, ma con gioia, che il Padre Dio ci ama, ci ha fatto suoi nel Figlio, ci ha benedetto nostro Signore Gesù Cristo. Ecco, il mistero che riempie questa Settimana Santa, questa Settimana Maggiore, è il mistero centrale della nostra fede in Dio, è la rivelazione del mistero di Dio, la fede in Dio Padre che ama il mondo e fa dono del Figlio, e il Figlio nell’obbedienza al Padre, padrone della propria vita, dello Spirito Santo, spirito dell’amore del Padre, che viene comunicato agli uomini e anch’essi possono vivere l’amore, ed è rivelazione del mistero di Dio, ma è anche la rivelazione del mistero dell’uomo, creatura fatta a immagine di Dio,
Giovani Missionari della Settimana Santa, 2011.
«E che cosa dovete annunciare? Particolarmente nel mondo di oggi, quando tanti eventi sono effimeri e passeggeri, siamo stanchi di tanti annunci senza significato, di annunci superficiali, senza speranza, di annunci che non riescono a superare l'orizzonte puramente terreno; abbiamo bisogno di amore, di fedeltà, abbiamo bisogno di annunciare il Figlio che si rivela in Cristo Gesù, il senso dell'era della Pasqua; dobbiamo andare ad annunciare quello che abbiamo visto, quello che abbiamo vissuto, quello che abbiamo ricevuto, quello a cui abbiamo creduto».
amata da Dio, redenta dal sangue prezioso di nostro Signore Gesù Cristo, chiamata per vivere in comunione con Dio, chiamata a vivere per sempre nell’eternità, a costituire la famiglia di Dio che si raccoglie nella Chiesa per innalzare la lode e il ringraziamento a Dio. Rivelazione del mistero di Dio, rivelazione del senso della vita dell’uomo, di quell’azione della storia del mondo, rivelazione del tempo che si apre verso l´eternità».

Il mandato missionario

«È veramente il cuore della nostra fede cristiana e in questa cerimonia noi abbiamo inserito, questa sera, un messaggio particolarmente significativo: ragazzi, giovani, donne, uomini della nostra comunità hanno ricevuto il mandato missionario per impegnarsi in questa settimana ad annunciare quello che essi credono, annunciare quello che essi hanno già sperimentato: annunciare quello che il Sabato Santo tutti noi siamo chiamati a rinnovare mediante la rinnovazione delle promesse battesimali: Dio è il nostro tutto, noi riconosciamo Gesù come il nostro Salvatore, noi viviamo nell’azione dello Spirito Santo, noi siamo stati da lui redenti e noi crediamo nella sua presenza, nel suo amore. Andate ad annunciare: siete missionari. E che cosa dovete annunciare? Particolarmente, nel mondo di oggi, quando tanti eventi sono effimeri e passeggeri, siamo stanchi di tanti annunci senza significato, di annunci superficiali, senza speranza, di annunci che non riescono a superare l’orizzonte puramente terreno; abbiamo bisogno di amore, di fedeltà, abbiamo bisogno di annunciare il Figlio che si rivela in Cristo Gesù, il senso dell’era della Pasqua; dobbiamo andare ad annunciare quello che abbiamo visto, quello che abbiamo vissuto, quello che abbiamo ricevuto, quello a cui abbiamo creduto: annunciarlo con le parole e con la nostra vita affinché il mondo creda che noi veniamo da Dio, che come Gesù ne siamo i messaggeri,
Missionari della Settimana Santa, Roma 2011.
«Annunciate l'eterno amore del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, ricordate agli uomini quanto essi siano preziosi dinnanzi a Dio, la grande speranza cristiana che non è una speranza effimera, ma una speranza eterna, di vita eterna. Abbiamo bisogno di questa testimonianza, abbiamo bisogno di questi missionari»;
e il mondo credendo in Gesù, ritrovi la strada dell’amore, la strada della fraternità, la strada della salvezza. Gesù ai suoi discepoli disse di annunciare al mondo intero la lieta novella: quando vi crederanno e saranno battezzati, saranno degli apostoli. I discepoli partirono duemila anni fa per il mondo predicando questo messaggio e attraverso gli apostoli, attraverso i missionari esso è giunto fino a noi, riempie questa sera il nostro cuore che rivive. Invitate gli uomini, ditegli quanto essi sono preziosi davanti a Dio, nella pienezza del vostro cuore, del cuore di voi missionari, annunciate il suo amore, annunciate Cristo, annunciate l’eterno amore del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, ricordate agli uomini quanto essi siano preziosi dinnanzi a Dio, la grande speranza cristiana che non è una speranza effimera, ma una speranza eterna, di vita eterna. Abbiamo bisogno di questa testimonianza, abbiamo bisogno di questi missionari; parliamo di nuovo di evangelizzazione, ma l’evangelizzazione nella sua realtà più profonda e sempre nuova è l’eterna novità dell’amore di Dio in Cristo Gesù. Cristo ieri, oggi e sempre, questo è il cuore del mistero e della fede, del messaggio cristiano».

Offrite Cristo che avete nel cuore

«Noi siamo chiamati a rendere testimonianza con il comandamento dell’amore fraterno, esso è il comandamento nuovo, è il comandamento da cui si riconosce che noi siamo autentici discepoli del Signore: amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato; non solo a parole, ma nella vostra missione, state vicini a chi soffre, dite una parola di conforto, date il vostro aiuto a chi è nella tribolazione, a chi è senza speranza, offrite Cristo che voi avete nel cuore e allora dimostrerete il vostro amore, dimostrerete che siete discepoli del Signore. Amate come Lui, in modo particolare questo amore va alle persone che soffrono, alle persone tribolate, perché la cosa difficile in ogni tempo è comprendere il senso della sofferenza e nella settimana santa il mistero della passione e morte del Signore sono l’occasione più propizia per ricordare l’amore di Dio che si è offerto fino al dono della propria vita, l´amore vero, è amore che sa soffrire, è la vera sofferenza accettata, segno d´amore. Scopriamo, aiutiamo a scoprire i nostri fratelli ai quali riveliamo questo profondo segreto del mistero pasquale del Signore Gesù che entra nel cammino della sofferenza e della morte, ma ne esce glorioso e trionfante e richiede di entrare con lui per amore, un amore fatto offerta di sé nello Spirito Santo, come dice la lettera agli Ebrei. Entriamo nel mistero di Gesù, lasciamoci penetrare dal suo amore e facciamo che la nostra vita sia un´offerta d´amore con il dono di noi stessi e del nostro messaggio perché gli uomini scoprano la bellezza della vita e la gioia della presenza di Dio nella propria esistenza e nella propria storia. Amen».

 


DATA DI PUBBLICAZIONE: 2011-04-20


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