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di Riccardo Carrara
Ogni promessa è un debito… se ti ricordi, qualche tempo
fa, parlando di comunicazione ho detto che avrei scritto qualcosa
sui mass media. (Puoi leggere qui, per rinfrescarti le idee).
Il precedente post
sulla comunicazione terminava così: “Mi rimane una domanda: la comunicazione
può essere considerata neutra? Se non lo è, come possiamo
imparare a comunicare bene il bene? A trasmettere qualcosa di
positivo?”
Ovviamente un
modo per riuscire a trasmettere bene il bene è conoscere
e imparare quali sono e come funzionano i mezzi di
comunicazione, ossia tutti quei canali (oggi sempre più vari ed
accessibili a tutti) che permettono che un messaggio venga diffuso.
Partiamo da questa
domanda: “Come fa una notizia a diventare importante?”. Per prima
cosa deve avere un carattere di novità, perché questo risponde
alla curiosità e alla ricerca di verità che è in
ognuno di noi, in ogni uomo.
Inoltre, le notizie importanti riguardano un gran
numero di persone e per questo suscitano un effetto di
identificazione; affrontano questioni molte volte vicine, che creano consenso geografico
e psicologico. Molte volte sono eventi sensazionali, veri e propri
scoop; altre volte riguardano scandali, abusi…
Ecco perché un fatto fa notizia!
Le questioni e i
casi vengono trasformati con un linguaggio possibile, accessibile al grande
pubblico. Assumono un carattere narrativo, si prestano al racconto di
una storia che può essere trattata in più puntate e
seguita da molte persone, suscitando interesse come una vera e
propria fiction.
Quali sono i valori alla base di chi racconta una
notizia? Chi si occupa (e preoccupa) di dare informazioni, tramite
quotidiani o nuovi mezzi di comunicazione (tv, radio, rete…), deve
sicuramente compiere tre passi: andare, vedere e raccontare. Considerando solo
il primo punto, ci possiamo rendere conto che sono pochi
quelli che veramente “vanno”, ossia si recano nel posto; la
maggior parte, oggi, prendono informazioni da altri, da agenzie, da
terzi… e questo può comportare alcuni errori, la comparsa di
notizie false, ingigantite, distorte.
Sono tanti i valori fondamentali dei mass media, ma
tre sono proprio i pilastri che non dovrebbero mai mancare:
obiettività, completezza, tempestività.
Obiettività significa “L’atteggiamento di chi vede e giudica persone, eventi,
circostanze con realismo e imparzialità, ed è quindi esente da
pregiudizi e da passioni personali”. Devo commentare o si commenta
da sola la definizione e il lavoro di certi giornalisti?
Completezza implica il
riportare una versione dei fatti che aderisca alla realtà in
ogni suo elemento. Tutti i fatti riportati devono essere veri
e trasmessi integralmente. Questo concetto, nel campo giornalistico, si chiama
anche corrispondenza tra fatto e notizia.
Tempestività, perché la notizia deve uscire in
tempo utile, nel momento migliore. Ci deve essere una certa
rapidità, celerità e puntualità nel dare le notizie. Questo richiede
aggiornamento, abilità nel raccogliere le informazioni e nello scriverle rapidamente,
volontà di seguire un argomento passo dopo passo…
Visto che potenzialmente chiunque può
fare “giornalismo”, tramite il proprio sito o più semplicemente nei
social network che rendono la comunicazione più vicina a quella
di un tempo, bisogna cercare di orientare il comportamento, insegnare
a ricercare le fonti, educare all’analisi critica, alla decodificazione e
alla comprensione etica di certe notizie…
Soprattutto… riscoprire e seguire questi tre valori!
Link alla notizia: http://gnuova.blogspot.com/2011/03/mass-media.html