Ricerca   Lingua 
 

P. Manuel Álvarez Vorrath è il nuovo Direttore Territoriale d’Italia (Articolo)
Villaggio dei Ragazzi - Si dimettono i tre componenti designati dalla Congregazione (Articolo)
P. Carlos Blanco, L.C. è il nuovo parroco a Busa di Vigonza (PD) (Articolo)
La Santa Sede approva le Costituzioni dei Legionari di Cristo (Articolo)
Il "momento" dei laici nel Regnum Christi (Articolo)

Una Chiesa più povera e per i poveri
ITALIA | ATTUALITA | ARTICOLI DI OPINIONE
Papa Francesco incontra la stampa internazionale nell’aula Paolo VI, in Vaticano.

mendicante

di Valentina Raffa

«Come vorrei una Chiesa povera, e per i poveri»: queste parole di Papa Francesco, pronunciate nell’incontro con la stampa internazionale, in aula Paolo VI, lo scorso sabato 16 marzo, hanno fatto il giro del mondo.

Cerchiamo di comprenderle, di valutarne la portata, e soprattutto di applicarle alla nostra vita. Perché quando parla di “Chiesa” il Papa, parla a tutti e a ciascuno di noi, non solo alla gerarchia ecclesiastica.

Nel Movimento Regnum Christi la povertà è una delle virtù raccomandate e viene proposta innanzitutto come distacco dai beni materiali, come riconoscenza nei confronti delle opere della creazione, come gratitudine per i beni che si possiedono (non solo la ricchezza materiale). Tutto è dono di Dio e tutto può essere messo al servizio di Dio e dei poveri; tutto deve essere usato con generosità e con moderazione, responsabilmente, senza
Papa Francesco incontra la stampa internazionale, 16 marzo 2013.
cupidigia (Cfr. Manuale dei Membri del Regnum Christi nn. 193 - 202).

Ma la povertà (allo stesso modo della ricchezza) non è solo quella materiale.

C’è una povertà d’intenzioni, di chi rinuncia a cercare se stesso, in quello che fa, e si spoglia continuamente delle proprie ambizioni per mettere al centro l’altro.

C’è una povertà di pensieri: la rinuncia a cavillare, a cercare giustificazioni a tutti i costi, a fare “dietrologia”, come si usa dire oggi.

C’è una povertà di azioni: è quella di chi sa mettersi da parte, sa rinunciare ad apparire per fare spazio agli altri, sa fare silenzio quando vorrebbe parlare, sa aspettare che l’altro arrivi a trarre le proprie conclusioni senza imporre la propria visione frettolosamente.

C’è una povertà di parole. quella di chi sa rinunciare a dire la sua per amore della pace o addirittura per dare a un altro la possibilità di farsi avanti.

C’è una povertà spirituale, in cui, in un modo o nell’altro, rientrano tutte le povertà elencate sopra: quella di chi si avvicina con semplicità a Dio, nella preghiera, e rende grazie, con la stessa disposizione d’animo, per i successi e gli insuccessi; quella di chi si riconosce povero, davanti al proprio Creatore, pur avendo a disposizione beni materiali e sa aspettare i tempi di Dio, nella propria vita e nella vita della propria famiglia e, perché no? Anche in quelli della Chiesa.

La povertà è uno stile di vita, non una condizione materiale; è la scelta di affidarsi a Dio, ogni giorno, mettendo nelle sue mani i propri poveri sforzi, i propri poveri mezzi e concludere la giornata riconoscendosi servi inutili che donano se stessi e anche i propri beni materiali e ogni giorno li mettono a servizio del Padrone, godendone insieme ai fratelli, senza mai lasciarsene sopraffare.


DATA DI PUBBLICAZIONE: 2013-03-20


 
 


Seguici :   
Sito promosso dalla congregazione dei Legionari di Cristo e dal movimento Regnum Christi, al servizio della Chiesa.
Copyright 2011, Legione di Cristo. Tutti i diritti riservati


Desideri aggiungere Una Chiesa più povera e per i poveri ai tuoi preferiti?
Sì   -    No