Ricerca   Lingua 
 

La formazione umana della persona consacrata (Articolo)
Non stancatevi di operare il bene per il Regno di Cristo (Articolo)
Il Papa si dimette dal pontificato (Articolo)
La fede e il coraggio di un grande giurista cattolico (Articolo)
P. Juan José Arrieta è il nuovo Direttore Territoriale per l’Italia (Articolo)


Vita spirituale

Lo stile di vita proposto ai membri [Del Movimento Regnum Christi ] è quello dell’adesione fedele a Cristo e alla Chiesa, un cristianesimo attivo ed entusiasta nell’amore, che stimola la comunione nella Chiesa, con un profondo slancio missionario, capace di trasmettere al mondo la fede e la speranza mediante l’annuncio della Parola e la solidarietà evangelica. Il Regnum Christi, come movimento ecclesiale, non può prescindere dall’avere tali caratteristiche, proprie della perenne giovinezza della Chiesa sostenuta dall’azione costante dello Spirito Santo su di Essa. (MMRC n. 21).


Meditazione
2013-03-01

Un popolo nuovo che produca frutti
ITALIA | VITA SPIRITUALE | SPIRITUALITà

Vangelo

Matteo 21,33-43.45-46

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?». Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo». E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”? Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti». Udite queste parabole, i capi dei sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro. Cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla, perché lo considerava un profeta.

Lettura

La parabola dei vignaioli assassini è indirizzata da Gesù, dopo la sua entrata a Gerusalemme, ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo. La vigna è una raffigurazione classica del popolo d’Israele. Alla cura meticolosa che Dio ha per la sua vigna prediletta, si oppone un crescendo di incomprensibile ostilità da parte dei servi, che alla fine uccidono il figlio per impossessarsi dell’eredità. Agli interlocutori che chiedono una giusta punizione dei servi malvagi, Gesù profetizza che subentrerà un nuovo popolo che farà fruttificare il regno di Dio.

Meditazione

La parabola della vigna e dei contadini riassume la storia della salvezza. I capi del popolo d’Israele sono stati scelti da Dio per coltivare la sua vigna prediletta. Essi, invece di consegnare il frutto del raccolto, maltrattano i servi – cioè i profeti –; anzi, non esitano a cacciare il figlio dalla vigna e ad ucciderlo per impossessarsi dell’eredità. Il rifiuto dei capi del popolo d’Israele sarà l’inizio di un nuovo popolo. Il cuore di questa pagina evangelica è la storia dell’amore senza limiti di Dio per il popolo con cui ha stretto un’alleanza. Si tratta di un amore sconfinato, che non teme l’ingratitudine degli uomini, e arriva fino al punto di permettere che il proprio Figlio prediletto doni la vita per la salvezza dei peccatori, per un’eterna alleanza con un nuovo popolo. Il Figlio è l’Agnello, immolato e vittorioso, che sacrificando se stesso ci rende partecipi della sua eredità. Non possiamo pretendere di ricevere l’eredità della vita eterna senza accogliere l’Erede. Non possiamo dirci cristiani solo perché condividiamo alcuni valori che fanno parte del patrimonio culturale del cristianesimo, se non facciamo di Gesù Cristo il centro della nostra vita e non siamo disposti a seguirlo sulla via della croce. Gesù, attraverso il suo mistero pasquale di morte e risurrezione, è diventato la pietra, prima scartata dai costruttori e poi divenuta pietra angolare, a cui si riferisce il salmo 118. Solo se siamo “edificati” su di lui possiamo essere “pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale, per un sacerdozio santo” (cfr. 1Pt 2,5). Gesù è il chicco di frumento che, caduto in terra, produce molto frutto (cfr. Gv 12,24). Solo se rimaniamo uniti a Gesù come il tralcio alla vite possiamo produrre frutti di conversione, di pace, di perdono.

Preghiera:

«Tu, Signore, ci sei necessario, o solo vero maestro delle verità recondite e indispensabili della vita, per conoscere il nostro essere e il nostro destino, la via per conseguirlo» (Paolo VI).

Agire:

Manifestiamo di essere discepoli di Gesù attraverso un gesto gratuito di amore nei confronti di una persona che non se lo aspetta.

Meditazione del giorno a cura di S.E. Mons. Michele Pennisi, tratta dal mensile Messa Meditazione, per gentile concessione di Edizioni ART.

Per abbonamenti:info@edizioniart.it


La meditazione quotidiana è un servizio offerto dal Regnum Christi.

Per iscriversi o regalare l’iscrizione alla meditazione quotidiana clicca qui.

DATA DI PUBBLICAZIONE: 2013-03-01


 
 


Seguici :   
Sito promosso dalla congregazione dei Legionari di Cristo e dal movimento Regnum Christi, al servizio della Chiesa.
Copyright 2011, Legione di Cristo. Tutti i diritti riservati


Desideri aggiungere Un popolo nuovo che produca frutti ai tuoi preferiti?
Sì   -    No