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Vita spirituale

Lo stile di vita proposto ai membri [Del Movimento Regnum Christi ] è quello dell’adesione fedele a Cristo e alla Chiesa, un cristianesimo attivo ed entusiasta nell’amore, che stimola la comunione nella Chiesa, con un profondo slancio missionario, capace di trasmettere al mondo la fede e la speranza mediante l’annuncio della Parola e la solidarietà evangelica. Il Regnum Christi, come movimento ecclesiale, non può prescindere dall’avere tali caratteristiche, proprie della perenne giovinezza della Chiesa sostenuta dall’azione costante dello Spirito Santo su di Essa. (MMRC n. 21).


Meditazione
2013-05-23

Siate in pace gli uni con gli altri
ITALIA | VITA SPIRITUALE | SPIRITUALITà

Vangelo

Marco 9,41-50

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Chiunque vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa. Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue. Ognuno infatti sarà salato con il fuoco. Buona cosa è il sale; ma se il sale diventa insipido, con che cosa gli darete sapore? Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri».

Lettura

Attraverso immagini molto forti e dal sapore “orientale”, l’evangelista Marco condanna chi scandalizzerà un solo piccolo che crede; espressione che rimanda, più che al bambino, al discepolo. Il simbolo della Geenna, la valle di Innòm posta a sud di Gerusalemme, e quello del fuoco e del verme che rode, rappresentano il giudizio divino. La Geenna si identifica con l’Inferno. Il giudizio non è una sentenza che viene dall’esterno, ma il Signore prende atto delle scelte che abbiamo fatto durante la vita e le rispetta.

Meditazione

Un giorno, Gesù, mentre parlava circondato come sempre da molta folla, desiderosa di ascoltarlo perché predicava “con autorità”, come uno scriba, esperto e maestro di legge, gli domandò: “Signore, tu dici tante cose belle; ci parli del Padre, ci parli di te, ci parli delle ultime realtà, ma la cosa più importante qual è?”. Gesù rispose: “Amare Dio e amare il prossimo”. San Giovanni, nella catechesi ai suoi fedeli sottolinea che queste due realtà: amore verso Dio e amore verso il prossimo non sono due parallele che non si incontrano mai, ma due aspetti dell’unica legge dell’amore. Per cui – continua san Giovanni – rivolto ai suoi in modo impersonale: “Se tu dici di amare Dio e non ami il prossimo, sei bugiardo. Come puoi dire infatti di amare Dio che non vedi se non ami i tuoi fratelli e le tue sorelle con cui condividi le gioie, le speranze e le sofferenze della vita?”. Il Signore ha parole forti contro coloro che danno scandalo, facendo “inciampare” (questo significa scandalizzare) gli altri. È celebre il detto di Gesù che troviamo nel brano evangelico odierno: chi scandalizza i suoi “piccoli”, i discepoli cioè, contribuendo a far perdere o a indebolire la loro fede, si macchia di una colpa così grave da meritare una morte ingloriosa. Perché se gli scandali sono inevitabili, in quanto nascono dalla libertà concessa da Dio a tutti gli uomini, ciò non elimina la responsabilità personale di chi li provoca. Gesù ci esorta ad essere in pace gli uni con gli altri, camminando insieme verso l’incontro beatificante con la SS. Trinità.

Preghiera:

«Signore, so che tu non comandi niente di impossibile, conosci meglio di me la mia debolezza, la mia imperfezione, tu sai bene che mai potrei amare le mie sorelle come le ami tu, se tu stesso, o mio Gesù, se tu stesso non le ami in me. È perché vuoi concedermi questa grazia che hai fatto un comandamento nuovo. Oh, come l’amo il tuo comandamento, poiché mi dà la sicurezza che la tua volontà è di amare in me tutti coloro che mi comandi di amare» (santa Teresa di Gesù Bambino).

Agire:

Andiamo a visitare una persona ammalata portandole il conforto del nostro amore, e cerchiamo di essere accoglienti e generosi con tutti quelli che incontriamo sul nostro cammino.

Meditazione del giorno a cura di S.E.R. Mons. Michele De Rosa, Vescovo di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti, tratta dal mensile Messa Meditazione, per gentile concessione di Edizioni ART.

Per abbonamenti: info@edizioniart.it


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DATA DI PUBBLICAZIONE: 2013-05-23


 
 


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