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Vita spirituale

Lo stile di vita proposto ai membri [Del Movimento Regnum Christi ] è quello dell’adesione fedele a Cristo e alla Chiesa, un cristianesimo attivo ed entusiasta nell’amore, che stimola la comunione nella Chiesa, con un profondo slancio missionario, capace di trasmettere al mondo la fede e la speranza mediante l’annuncio della Parola e la solidarietà evangelica. Il Regnum Christi, come movimento ecclesiale, non può prescindere dall’avere tali caratteristiche, proprie della perenne giovinezza della Chiesa sostenuta dall’azione costante dello Spirito Santo su di Essa. (MMRC n. 21).


Meditazione
2015-08-29

Che cosa devo chiedere?
ITALIA | VITA SPIRITUALE | SPIRITUALITà



Vangelo                                          

Marco 6,17-29



In quel tempo, Erode aveva mandato
ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie
di suo fratello Filippo, perché l’aveva sposata. Giovanni infatti diceva a
Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello». Per questo
Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva
Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell’ascoltarlo
restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri. Venne però il giorno
propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti
funzionari della sua corte, gli ufficiali dell’esercito e i notabili della
Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai
commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io
te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò,
fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa
devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». E subito,
entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia
adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re, fattosi molto
triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto.
E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di
Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un
vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli
di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un
sepolcro.



Lettura



Il profeta Geremia, come Giovanni Battista, è stato perseguitato a causa
del messaggio che portava in nome di Dio. A Geremia, il Signore promette che
sarà con lui per salvarlo dai suoi nemici. Giovanni Battista, con le sue
parole, attira su di sé l’odio di Erodìade che lo farà condannare a morte.



Meditazione



Nel Vangelo di Marco, i versetti che precedono il racconto che oggi la
liturgia ci propone hanno per protagonista proprio Erode. Il re, sentendo
parlare di Gesù, inizia a pensare che quell’uomo sia Giovanni Battista risorto
dai morti, quel Giovanni che lui ha fatto decapitare. A questo punto viene
raccontata la morte del Battista. Le parole di denuncia di Giovanni hanno
provocato due reazioni diverse: Erodìade lo odia e vuole farlo uccidere; Erode
lo teme, lo riconosce come uomo giusto e vigila su di lui, rimane perplesso
davanti alle sue parole, ma lo ascolta volentieri. In qualche modo, il Battista
è protetto da Erode, fino al giorno in cui il re si sbilancia impegnandosi
pubblicamente a dare alla figlia di Erodìade, che ha ballato per lui, tutto ciò
che desidera. Dopo un consulto con la madre, la ragazza chiede la testa del
Battista e, a questo punto, Erode ha le “mani legate”. La tristezza, che lo
invade nel momento in cui ascolta la richiesta, rivela che, una parte di lui,
non vorrebbe assecondare quella richiesta, mentre l’altra non può venire meno
alla promessa pubblica che ha fatto. Purtroppo, Erode segue questa seconda
parte: Giovanni viene decapitato e la sua testa è consegnata dalla ragazza a
sua madre. Apparentemente, tutto sembra concluso, ma, se riprendiamo in mano
l’inizio del Vangelo di Marco, scopriamo che, proprio dopo l’arresto di
Giovanni, Gesù iniziò ad annunciare il Regno di Dio in Galilea. L’odio di
Erodiade è riuscito a chiudere la bocca di Giovanni, ma non a bloccare il
progetto di Dio che, attraverso il Battista, ha preparato il popolo ad
accogliere colui davanti al quale il Battista si sentiva indegno di slegare i
lacci dei sandali: Gesù, il Figlio amato.



Preghiera



«Davvero mia rupe e mia fortezza tu sei!» (Sal 71,3b): ripetendo le
parole del salmo, cerco in Dio la mia salvezza.



Agire



Alla fine della giornata, cerco di scoprire se sono sceso a compromessi
per paura di perdere la mia reputazione.



Meditazione a cura di Marzia Blarasin, tratta dal mensile Messa Meditazione, per
gentile concessione di 
Edizioni ART.



Per abbonamenti: info@edizioniart.it.  




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DATA DI PUBBLICAZIONE: 2015-08-29


 
 


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