Vangelo
Marco 9,41-50
In quel tempo, Gesù disse
ai suoi discepoli: «Chiunque vi darà da bere un bicchiere
d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in
verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.
Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in
me, è molto meglio per lui che gli venga
messa al collo una macina da mulino e sia
gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo
di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella
vita con una mano sola, anziché con le due mani
andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il
tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è
meglio per te entrare nella vita con un piede solo,
anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna.
E se il tuo occhio ti è motivo di
scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno
di Dio con un occhio solo, anziché con due
occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme
non muore e il fuoco non si estingue. Ognuno infatti
sarà salato con il fuoco. Buona cosa è il
sale; ma se il sale diventa insipido, con che cosa
gli darete sapore? Abbiate sale in voi stessi e
siate in pace gli uni con gli altri».
Lettura
Attraverso immagini molto forti e dal sapore “orientale”,
l’evangelista Marco condanna chi scandalizzerà un solo piccolo che
crede; espressione che rimanda, più che al bambino, al
discepolo. Il simbolo della Geenna, la valle di Innòm
posta a sud di Gerusalemme, e quello del fuoco e
del verme che rode, rappresentano il giudizio divino. La
Geenna si identifica con l’Inferno. Il giudizio non è
una sentenza che viene dall’esterno, ma il Signore prende atto
delle scelte che abbiamo fatto durante la vita e
le rispetta.
Meditazione
Un giorno, Gesù, mentre parlava
circondato come sempre da molta folla, desiderosa di ascoltarlo
perché predicava “con autorità”, come uno scriba, esperto e
maestro di legge, gli domandò: “Signore, tu dici tante cose
belle; ci parli del Padre, ci parli di te,
ci parli delle ultime realtà, ma la cosa più
importante qual è?”. Gesù rispose: “Amare Dio e amare il
prossimo”. San Giovanni, nella catechesi ai suoi fedeli sottolinea
che queste due realtà: amore verso Dio e amore
verso il prossimo non sono due parallele che non si
incontrano mai, ma due aspetti dell’unica legge dell’amore. Per
cui – continua san Giovanni – rivolto ai suoi
in modo impersonale: “Se tu dici di amare Dio e
non ami il prossimo, sei bugiardo. Come puoi dire
infatti di amare Dio che non vedi se non
ami i tuoi fratelli e le tue sorelle con cui
condividi le gioie, le speranze e le sofferenze della
vita?”. Il Signore ha parole forti contro coloro che
danno scandalo, facendo “inciampare” (questo significa scandalizzare) gli altri.
È celebre il detto di Gesù che troviamo nel brano
evangelico odierno: chi scandalizza i suoi “piccoli”, i discepoli
cioè, contribuendo a far perdere o a indebolire la
loro fede, si macchia di una colpa così grave da
meritare una morte ingloriosa. Perché se gli scandali sono
inevitabili, in quanto nascono dalla libertà concessa da Dio
a tutti gli uomini, ciò non elimina la responsabilità
personale di chi li provoca. Gesù ci esorta ad essere
in pace gli uni con gli altri, camminando insieme
verso l’incontro beatificante con la SS. Trinità.
Preghiera:
«Signore, so che tu non comandi niente di impossibile, conosci
meglio di me la mia debolezza, la mia imperfezione,
tu sai bene che mai potrei amare le mie
sorelle come le ami tu, se tu stesso, o mio
Gesù, se tu stesso non le ami in me.
È perché vuoi concedermi questa grazia che hai fatto un
comandamento nuovo. Oh, come l’amo il tuo comandamento, poiché
mi dà la sicurezza che la tua volontà è
di amare in me tutti coloro che mi comandi di
amare» (santa Teresa di Gesù Bambino).
Agire:
Andiamo
a visitare una persona ammalata portandole il conforto del nostro
amore, e cerchiamo di essere accoglienti e generosi con
tutti quelli che incontriamo sul nostro cammino.
Meditazione del giorno
a cura di S.E.R. Mons. Michele De Rosa, Vescovo
di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti, tratta dal mensile Messa
Meditazione, per gentile concessione di Edizioni ART.
Per abbonamenti: info@edizioniart.it