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Vita spirituale

Lo stile di vita proposto ai membri [Del Movimento Regnum Christi ] è quello dell’adesione fedele a Cristo e alla Chiesa, un cristianesimo attivo ed entusiasta nell’amore, che stimola la comunione nella Chiesa, con un profondo slancio missionario, capace di trasmettere al mondo la fede e la speranza mediante l’annuncio della Parola e la solidarietà evangelica. Il Regnum Christi, come movimento ecclesiale, non può prescindere dall’avere tali caratteristiche, proprie della perenne giovinezza della Chiesa sostenuta dall’azione costante dello Spirito Santo su di Essa. (MMRC n. 21).


Meditazione
2015-07-30

Il discernimento finale
ITALIA | VITA SPIRITUALE | SPIRITUALITà

Vangelo                                          

Matteo 13, 47-53



In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Ancora, il regno
dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di
pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere,
raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla
fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li
getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Avete
compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per
questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un
padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche». Terminate
queste parabole, Gesù partì di là.



Lettura



La parabola della rete è l’ultima delle sette raccolte da
Matteo. È molto simile a quella della zizzania. Presenta la stessa tematica
della precedente con un’immagine molto efficace, soprattutto per gli addetti
alla pesca, per i quali l’operazione del discernimento, del “buttare via”,
segna il risultato deludente di una grande fatica. I pescatori non desiderano
altro che una rete gonfia di pesci buoni e di alta qualità. Solo in questo caso
la veglia della notte è ben ripagata. La pesca può raffigurare sia il lavoro
dei missionari, sia la coesistenza nel mondo, tanto del bene quanto del male.



Meditazione



La parola “fine” sgomenta quando si parla della vita. Anche per
i volontari della cosiddetta eutanasia, il darsi la morte sia un modo per
esorcizzare la più grande paura che l’uomo possa mai provare. Peraltro, la
parte più nobile dell’essere umano percepisce, come una forza imperiosa, il
desiderio insopprimibile di una vita immortale e la necessità di una giustizia
che corrisponda all’anelito universale di verità. Gesù entra in questa esperienza,
che può essere soffocata per una superficiale lettura del mondo. Infatti, sia
l’ateo che l’agnostico escludono tutto, la stessa capacità di lettura del
proprio “io”, piuttosto che guardare, con occhio libero, la chiamata alla vita
che Dio mette nel cuore di tutti. Nessun giudizio è permesso di fare nei loro
confronti personali: le vicende umane sono sempre molto complesse; eppure a
tutti è dato il “lume” per capire e volere. La nostra grandezza sta nella
capacità di orientarci verso il bene, il vero, il bello, il buono. Sta nello
scoprire Dio, giusto nella sua misericordia. Siamo figli dello stesso Padre,
pertanto nessuno nasce condannato a essere benedetto o maledetto da chi gli ha
donato l’esistenza. Come sulla terra è già in atto un discernimento tra la vita
e la morte spirituale, tra il bene e il male, così il giudizio divino sarà
ancora un atto di discernimento, una separazione tra i buoni e i cattivi, i
giusti e gli ingiusti, tra quelli che hanno amato e quelli che hanno fatto
della loro vita la palestra dell’odio. Dio non farà che avallare le scelte
definitive, quelle irreversibili dell’ultimo soffio. La vera vita non è altro
che un costante aprirci all’amore di Dio, un’avventura per il grande incontro:
“se vuoi”. Le parole di Gesù sono esplicite e gravi.



Preghiera



O Signore, fammi capire che un amore perfetto per te è cogliere
la vita a piene mani. Aiutami ad amarti sopra ogni cosa e liberami da ogni
timore, specie della morte, della condanna, del giudizio e dell’inferno.



Agire



Lo spirito divino inclina al bene; quello diabolico, al male.
Non prendere sonno senza aver fatto l’esame di coscienza sulle azioni della
giornata.



Meditazione a cura
di Mons. Alberto Maria Careggio, vescovo emerito di Ventimiglia – San
Remo, tratta dal mensile Messa Meditazione, per gentile concessione di EdizioniART.

Per abbonamenti: info@edizioniart.it.  



 




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DATA DI PUBBLICAZIONE: 2015-07-30


 
 


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