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Vita spirituale

Lo stile di vita proposto ai membri [Del Movimento Regnum Christi ] è quello dell’adesione fedele a Cristo e alla Chiesa, un cristianesimo attivo ed entusiasta nell’amore, che stimola la comunione nella Chiesa, con un profondo slancio missionario, capace di trasmettere al mondo la fede e la speranza mediante l’annuncio della Parola e la solidarietà evangelica. Il Regnum Christi, come movimento ecclesiale, non può prescindere dall’avere tali caratteristiche, proprie della perenne giovinezza della Chiesa sostenuta dall’azione costante dello Spirito Santo su di Essa. (MMRC n. 21).


Meditazione
2014-12-22

L’anima mia magnifica il Signore
ITALIA | VITA SPIRITUALE | SPIRITUALITà





Vangelo

Luca
1,46-55



In
quel tempo, Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito
esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto
per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la
sua misericordia per quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo
braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i
potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per
Abramo e la sua discendenza, per sempre».



Lettura



Appena
ricevuto l’annuncio dell’angelo, Maria si mette in viaggio verso una città
della Giudea per recarsi dalla sua parente, Elisabetta, che lo stesso angelo le
aveva indicato quale segno dell’azione onnipotente di Dio. L’incontro tra le
due future madri è narrato dall’evangelista Luca come un’esplosione di gioia e
di benedizioni. Le parole di Maria, raccolte nello straordinario cantico del Magnificat,
rappresentano la sua presa di coscienza della vocazione ricevuta e, allo stesso
tempo, una sorta di testimonianza della sua fede nel compimento delle promesse
salvifiche di Dio.



Meditazione



Elisabetta
proclama Maria beata perché «ha creduto
nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto» (Lc 1,45). La risposta di
Maria, con il suo cantico di lode, sembra però non fare alcun riferimento
esplicito né alle parole pronunciate dall’angelo Gabriele, né al bambino che
nascerà: il suo cantico è invece una collana di citazioni dell’Antico
Testamento, dove ogni singola espressione racchiude in sé tutto ciò che il
Signore, di generazione in generazione, aveva annunciato a Israele fin dai
tempi di Abramo. È proprio il riferimento conclusivo ad Abramo e alla storia di
Israele a creare il collegamento con la scena dell’annunciazione: all’angelo
Maria aveva risposto dichiarandosi serva del Signore (v. 38), e di nuovo
all’inizio del Magnificat Maria si
definisce sua umile serva (v. 48), per poi concludere con un riferimento a
«Israele, suo servo» (v. 54). È come se Maria percepisse il suo ruolo
all’interno della storia della salvezza come parte integrante del popolo scelto
da Dio per realizzare il suo progetto; innalza la sua lode a Dio non solo per
quello che sta compiendo in lei, ma per tutto ciò che lungo i secoli ha già
compiuto nel suo popolo, Israele. Nella seconda parte del suo cantico, Maria
enumera le opere potenti compiute da Dio parlandone al passato: «Grandi cose ha
fatto in me l’Onnipotente», e tutte queste “grandi cose” che Dio ha fatto, non
le ha compiute solo in lei, ma in tutto Israele per secoli. Ciò che Dio ha
fatto diventa per lei promessa e anticipazione di ciò che farà in Gesù, suo
figlio. La memoria delle azioni di salvezza già compiute e l’attesa per quelle
future diventa la preghiera della Chiesa che ogni sera, nella Liturgia dei
Vespri, continua a unirsi a Maria rivolgendo a Dio lo stesso cantico di lode.



Preghiera



«Ciò
che abbiamo udito e conosciuto e i nostri padri ci hanno raccontato non lo
terremo nascosto ai nostri figli, raccontando alla generazione futura le azioni
gloriose e potenti del Signore e le meraviglie che egli ha compiuto, perché
ripongano in Dio la loro fiducia e custodiscano i suoi comandi» (Sal 78,3-4.7).



Agire



Pregherò
il Magnificat pensando alle meraviglie
che ancora oggi il Signore opera nella sua Chiesa e nella storia.



Meditazione a cura di Mons. Francesco Cacucci,
Arcivescovo di Bari, tratta dal
mensile Messa Meditazione, per gentile concessione di 
EdizioniART.

Per abbonamenti: info@edizioniart.it.  




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DATA DI PUBBLICAZIONE: 2014-12-22


 
 


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