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Vita spirituale

Lo stile di vita proposto ai membri [Del Movimento Regnum Christi ] è quello dell’adesione fedele a Cristo e alla Chiesa, un cristianesimo attivo ed entusiasta nell’amore, che stimola la comunione nella Chiesa, con un profondo slancio missionario, capace di trasmettere al mondo la fede e la speranza mediante l’annuncio della Parola e la solidarietà evangelica. Il Regnum Christi, come movimento ecclesiale, non può prescindere dall’avere tali caratteristiche, proprie della perenne giovinezza della Chiesa sostenuta dall’azione costante dello Spirito Santo su di Essa. (MMRC n. 21).


Meditazione
2016-05-27

Preghiera e perdono
ITALIA | VITA SPIRITUALE | SPIRITUALITà


Vangelo


Marco 11,11-25


Dopo essere stato acclamato dalla folla, Gesù] entrò a Gerusalemme, nel tempio. E dopo aver guardato ogni cosa attorno, essendo ormai l’ora tarda, uscì con i Dodici verso Betània. La mattina seguente, mentre uscivano da Betània, ebbe fame. Avendo visto da lontano un albero di fichi che aveva delle foglie, si avvicinò per vedere se per caso vi trovasse qualcosa ma, quando vi giunse vicino, non trovò altro che foglie. Non era infatti la stagione dei fichi. Rivolto all’albero, disse: «Nessuno mai più in eterno mangi i tuoi frutti!». E i suoi discepoli l’udirono. Giunsero a Gerusalemme. Entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano e quelli che compravano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e non permetteva che si trasportassero cose attraverso il tempio. E insegnava loro dicendo: «Non sta forse scritto: “La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le nazioni’’? Voi invece ne avete fatto un covo di ladri». Lo udirono i capi dei sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di lui, perché tutta la folla era stupita del suo insegnamento. Quando venne la sera, uscirono fuori dalla città. La mattina seguente, passando, videro l’albero di fichi seccato fin dalle radici. Pietro si ricordò e gli disse: «Maestro, guarda: l’albero di fichi che hai maledetto è seccato». Rispose loro Gesù: «Abbiate fede in Dio! In verità io vi dico: se uno dicesse a questo monte: “Lèvati e gèttati nel mare”, senza dubitare in cuor suo, ma credendo che quanto dice avviene, ciò gli avverrà. Per questo vi dico: tutto quello che chiederete nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi accadrà. Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi le vostre colpe».


Lettura


La vita dell’albero di fichi è ritmata dalle stagioni; quella del corpo è condizionata da fame e sete, sonno o veglia, lavoro o riposo. La cultura di un popolo emerge dai valori espressi soprattutto nel culto, nelle feste liturgiche, che ne preservano l’identità, e di questo, per Israele, era segno soprattutto il Tempio. Ma è sempre complicato trovare un accordo tra questi tre diversi ritmi, ognuno dei quali obbedisce a leggi diverse. Gesù sintetizza e riconcilia tutto nella preghiera e nel perdono, che possiedono una natura completamente diversa. Attraverso di essi, infatti, Dio si inserisce nel succedersi degli eventi, cosicché non si debba più ripetere soltanto: «Vanità delle vanità, tutto è vanità» (Qo 1,1).


Meditazione


Scrive Jaques Cazeaux nel commento a Matteo: «La fede non è un valore democratico, umanistico, equamente distribuito», e spiega che, secondo la logica astratta dove si mette l’universale in contrasto con il particolare, in genere favorendo il primo, Gerusalemme e il suo rifiuto di Gesù sarebbe solo uno degli episodi della storia, da guardare con distacco e disprezzo. La totalità delle Scritture porta a concludere che qui sta lo snodo della storia e quindi di ciascuno, nella luce della fede, con gli occhi di Bartimèo! L’infedeltà di Gerusalemme è l’amplificazione di quello che avviene nel mio cuore, la miseria dei figli di Israele è lo specchio della mia infedeltà. Nella fede si accoglie l’avvento di Dio, attraverso Gesù Cristo, nelle nostre storie personali. È la venuta di Gesù, il suo passaggio, a strutturare opportunità, tempi e stagioni, non viceversa. Posso spiegare tutto ciò attraverso una citazione, per me insuperabile, di F. Rossi De Gasperis: «La fede d’Israele e della sua Bibbia mi mette tutto in subbuglio, mi proietta fuori di me, “mi conduce dove io, per conto mio, non sarei mai voluto andare” (Gv 21), mi rivela che il mio nome più vero non è per nulla quello che già credevo di conoscere, ma è tutto ancora davanti a me, e io non l’ho ancora raggiunto, nemmeno con la mia immaginazione (Fil 3). E sono sollecitato ad affrettarmi, perché l’innumerevole nugolo dei testimoni sta passando davanti alla mia porta (Eb 12). Domani potrei non essere più in tempo, o potrei non essere più capace di raggiungerli (Mt 8; Lc 9)».


Preghiera


Maria, Stella matutina! O Maria, sei Aurora della Salvezza. Con Gesù si apre il Tempo Nuovo della Misericordia, promesso dall’Alba della Creazione. Che ogni giornata abbia inizio con il tuo nome, perché accogliamo l’eternità di Dio nel nostro quotidiano.


Agire


Contemplando Maria, dalla quale è nato Gesù, agnello innocente che toglie le nostre colpe, avrò rispetto del Figlio: sarà fondamento di ogni mia azione, criterio di ogni scelta.


Meditazione a cura di don Marco Simbola, tratta dal mensile Messa Meditazione, per gentile concessione di EdizioniART.


Per abbonamenti: info@edizioniart.it.  



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FECHA DE PUBLICACIÓN: 2016-05-27


 
 


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