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Vita spirituale

Lo stile di vita proposto ai membri [Del Movimento Regnum Christi ] è quello dell’adesione fedele a Cristo e alla Chiesa, un cristianesimo attivo ed entusiasta nell’amore, che stimola la comunione nella Chiesa, con un profondo slancio missionario, capace di trasmettere al mondo la fede e la speranza mediante l’annuncio della Parola e la solidarietà evangelica. Il Regnum Christi, come movimento ecclesiale, non può prescindere dall’avere tali caratteristiche, proprie della perenne giovinezza della Chiesa sostenuta dall’azione costante dello Spirito Santo su di Essa. (MMRC n. 21).


Meditazione
2015-03-30

Dove porta l’amore
ITALIA | VITA SPIRITUALE | SPIRITUALITà




Vangelo                                          


Giovanni
12,1-11



Sei
giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Làzzaro, che
egli aveva risuscitato dai morti. E qui fecero per lui una cena: Marta serviva
e Làzzaro era uno dei commensali. Maria allora prese trecento grammi di profumo
di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con
i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo. Allora
Giuda Iscariòta, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: «Perché
non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai
poveri?». Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un
ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. Gesù
allora disse: «Lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della mia
sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me».
Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là e
accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Làzzaro che egli aveva
risuscitato dai morti. I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche
Làzzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.



Lettura



Mancano
esattamente sei giorni alla festa di Pasqua e per questo motivo la liturgia ci
propone il Vangelo dell’unzione di Betania, avvenuta proprio sei giorni prima
dell’ultima Pasqua celebrata da Gesù a Gerusalemme. Per l’evangelista Giovanni
Gesù si trova a casa di Lazzaro, Marta e Maria, i tre fratelli suoi amici. Per
Marco e Matteo, che non riferiscono il nome della donna, Gesù si trova invece a
casa di un certo Simone il Lebbroso. Anche Luca riferisce un episodio simile,
ma esso coinvolge un’anonima donna e avviene nel contesto dell’attività di Gesù
in Galilea (7,36-50).



Meditazione



Maria
di Betania è presentata altre due volte nei Vangeli. La prima volta, «seduta ai
piedi del Signore, ascoltava la sua parola» (Lc 10,39), mentre la sorella Marta
«era distolta per i molti servizi». La seconda volta, dopo la morte del
fratello Lazzaro, va incontro a Gesù dicendogli: «Signore, se tu fossi stato
qui, mio fratello non sarebbe morto» (Gv 11,32). Lo riconosce quindi non solo
come Maestro che offre un insegnamento di vita, ma anche come Signore, che può
guarire e restituire la vita. Il Vangelo odierno riporta i gesti compiuti nei
riguardi di Gesù, gesti carichi di affetto e di significato: di affetto, perché
chi ama non tiene conto di quanto spende, di quello che perde, di cosa pensano
gli altri; di significato, perché quel gesto prelude alla morte di Gesù, agli
aromi con cui le donne avrebbero cosparso il suo corpo il mattino di Pasqua. È
Gesù che svela il profondo significato del gesto compiuto da Maria, che forse
eccede le sue intenzioni: «Lasciala fare, perché lo conservi per il giorno
della mia sepoltura». Maria di Betania è dunque modello del discepolo che si
nutre della parola di Gesù, che lo riconosce come Signore e Dio, che ne
annuncia la morte e ne proclama la risurrezione. A Maria, esempio positivo di
amore disinteressato, è contrapposto Giuda, esempio negativo di attaccamento al
denaro. Lui, il «ladro», come lo definisce senza mezzi termini l’Evangelista,
non sopporta quello spreco ed evoca i poveri ai quali si sarebbe potuto dare
l’equivalente di quel costosissimo nardo. Non capisce che cospargere i piedi di
Gesù di profumo è un atto di culto che non disimpegna dalla carità, come
l’orazione non disimpegna dall’azione, alla quale Gesù stesso ci rimanda: «I
poveri li avete sempre con voi».



Preghiera



Signore,
molte volte non sono disposto a spendere ogni mia risorsa per il mio fratello,
perdendo così la parte più importante della mia essenza: le relazioni. Vieni a
visitarmi e dona il tuo respiro alla mia casa perché io possa accoglierti e servirti
nel silenzio della mia attesa.



Agire



L’amicizia
è un dono prezioso e santo perché è la presenza di Gesù in mezzo a noi.



Meditazione a cura di Mons. Bruno Mazzocato,
Arcivescovo di Udine, tratta dal
mensile Messa Meditazione, per gentile concessione di 
EdizioniART.

Per abbonamenti: info@edizioniart.it.  




La meditazione quotidiana è un servizio offerto dal Regnum Christi.

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DATA DI PUBBLICAZIONE: 2015-03-30


 
 


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