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Vita spirituale

Lo stile di vita proposto ai membri [Del Movimento Regnum Christi ] è quello dell’adesione fedele a Cristo e alla Chiesa, un cristianesimo attivo ed entusiasta nell’amore, che stimola la comunione nella Chiesa, con un profondo slancio missionario, capace di trasmettere al mondo la fede e la speranza mediante l’annuncio della Parola e la solidarietà evangelica. Il Regnum Christi, come movimento ecclesiale, non può prescindere dall’avere tali caratteristiche, proprie della perenne giovinezza della Chiesa sostenuta dall’azione costante dello Spirito Santo su di Essa. (MMRC n. 21).


Meditazione
2014-04-17

Dio servo per amore
ITALIA | VITA SPIRITUALE | SPIRITUALITà

Vangelo

 

Matteo 26,14-25

In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariòta, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnare Gesù. Il primo giorno degli Àzzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate in città da un tale e ditegli: “Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli”». I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua. Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l’hai detto».

 

Lettura

Gesù non è vittima di circostanze impreviste e imprevedibili. Gesù non è travolto da eventi per Lui ingovernabili. Egli sa di essere il Figlio di Dio, sa che quella è la sua ultima cena, sa che sarà tradito da Giuda e da Pietro, e sa che dovrà affrontare il sacrificio della Croce. Per questo continua consapevolmente ad amarci fino alla fine, fino alle estreme conseguenze: il dono della vita nell’umiliazione della crocifissione.

 

Meditazione

Finché l’amore rimane “seduto”, chiuso in noi, prigioniero della nostra pigrizia e della nostra paura, rimane un bel sentimento che tutt’al più ci tormenta il cuore. L’amore ha bisogno di “alzarsi”, esprimersi, trasformarsi in azione, con umiltà. Gesù, infatti, si toglie le vesti e rimane con la semplice tunica, quella sola indossata dagli schiavi. E se con la sua parola aveva raggiunto l’insieme del gruppo dei discepoli, lavando loro i piedi li raggiunge uno ad uno, personalmente. Lavando i piedi dei suoi discepoli Gesù li perdona non “dall’alto”, col potere del Maestro, ma “dal basso”, con la comunione e la tenerezza. Indica loro un’altra via: piccolezza, umiltà e perdono. Chiede loro di vivere la follia del Vangelo: amare senza misura. La lavanda dei piedi era un gesto che nessun ebreo avrebbe mai compiuto verso un altro ebreo. Ecco perché Pietro si oppone. Egli rappresenta la nostra resistenza ad essere debitori verso gli altri. È difficile ricevere doni con animo libero e spontaneo; molto più difficile è accettare di dovere qualcosa a qualcuno, dover dire grazie. L’uomo salvato dall’amore del Padre in Gesù, uscendo da se stesso, dai propri ritegni interiori più profondi, deve riconoscere con gioia che è questo Amore che lo fa essere e lo definisce come “dono per gli altri”. In quanto siamo amati da Dio e facciamo esperienza del suo Amore gratuito per noi, possiamo metterci gli uni verso gli altri in atteggiamento semplice, amorevole e disponibile al servizio. Nella lavanda dei piedi Gesù ha riassunto tutto il senso della sua vita, perché rimanesse bene impresso nella memoria dei discepoli e un giorno capissero. Per questo il servizio d’amore è stato elevato da Gesù a stile e modello di vita nella Chiesa. E il servizio si impara servendo! Dal momento dell’Incarnazione, Gesù non ha fatto altro che discendere e abbassarsi, fino al punto estremo in cui lo contempliamo in ginocchio, nel gesto di lavare i piedi agli apostoli. Il Creatore si mette in ginocchio di fronte alla creatura! È questo il senso dell’Eucaristia!

 

Preghiera:

Signore Gesù, insegnami ad amare come vuoi tu, piega le mie ginocchia per servire in umiltà e accogliere degli altri la bontà per essere con te eucaristia di carità.

 

Agire

Oggi mi impegnerò a togliermi le vesti dell’orgoglio e dell’autosufficienza per offrirmi con amore nei servizi più umili e umilianti.

 

Meditazione a cura di S.E. Mons. Mario Russotto, vescovo di Caltanissetta, tratta dal mensile Messa Meditazione, per gentile concessione di EdizioniART.
Per abbonamenti: info@edizioniart.it  


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DATA DI PUBBLICAZIONE: 2014-04-17


 
 


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