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La meditazione, passo dopo passo
INTERNAZIONALE | VITA SPIRITUALE | PRESENTAZIONE GENERALE
Concentrarsi, considerare, conversare, agire

guia meditacion

di Lorenzo Campanella, L.C.

CONCENTRARSI
L’aurora che squarcia un cielo nuvoloso, un sole pallido che si trattiene nel congedarsi al tramonto, oppure lo spettacolo delle stelle in una notte senza luci... sono tante le occasioni che ci fanno rivolgere il pensiero a Dio. Egli è presente, come creatore ed ordinatore dell’universo, come datore della vita. Si può dire che ogni uomo, dalla semplice constatazione della sua propria esistenza e dello splendore della natura, è portato a sentirsi in relazione con Dio.

Tuttavia questa percezione spontanea non basta ad appagare la sete del cuore umano. Desideriamo conoscere il perché della nostra vita, ovvero la sua origine ed il suo fine. Ci chiediamo il senso del nostro peregrinare terreno. Desideriamo passare da una conoscenza solo vaga di Dio ad una conoscenza più esaustiva. A tutte queste necessità risponde la preghiera cristiana.


Ora, la prima condizione per la preghiera è il raccoglimento. Quante volte siamo testimoni della mano di Dio che scende ad accarezzare il mondo, ed, invece, quante poche volte ci degniamo di ringraziare e baciare tale mano amorosa!

Concentrarsi è condizione indispensabile della preghiera, poiché, come diceva Paolo VI, «tu non incontrerai Gesù lungo la strada su cui cammini, non lo scorgerai nei libri che leggi, non lo troverai nei cieli che ammiri, nella natura che contempli: la rivelazione e l’infusione vitale di Dio nell’anima tua avviene nell’interiorità dell’anima» (Meditazioni, Ed. Dehoniane, Roma, 1994).

Il raccoglimento interiore non si raggiunge solamente desiderandolo. Occorre decidersi a dedicare alla preghiera un momento della giornata. Possono bastare dieci o quindici minuti al giorno in cui mettere a tacere ogni altro pensiero e rivolgere la propria mente a Dio. Nella tua stanza, prima di dare inizio alle attività della giornata, prendi in mano la Bibbia o il Vangelo. Fai il segno della croce e ringrazia Dio per il nuovo giorno. Anche se ti senti stanco, preparati alla preghiera con un atto di fede: “Signore, so che sei qui presente e che ascolti le mie parole. Non sei presente per giudicarmi, ma per redimermi e per illuminare la mia condotta. So che hai preparato un cammino per la mia vita, una strada fatta di incontri, di persone, di situazioni che mi condurranno piano piano alla meta della gioia piena. Ti ringrazio per la mia fede cristiana e per chi me l’ha insegnata. Ti offro questi minuti affinché Tu possa parlare al mio cuore, affinché si estenda il Tuo Regno di carità fra gli uomini. Insegnami a conoscerti meglio, affinché conoscendoti possa amarti di più ed amandoti ti possa imitare più fedelmente.

CONSIDERARE

Una volta disposto lo spirito, occorre presentare alla mente la verità che si vuole approfondire. Se ti hanno colpito la bellezza e la grandezza del creato, perché non cercare nella Bibbia un riferimento che ne spieghi il significato? Ti può aiutare il Salmo 8: «O Signore, nostro Dio, quanto è grande il tuo nome su tutta la terra: sopra i cieli si innalza la tua magnificenza [...]. Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai fissate, che cosa è mai l’uomo perché te ne ricordi e il figlio dell’uomo perché te ne curi? Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli, di gloria e di onore lo hai coronato: gli hai dato potere sulle opere delle tue mani».

Queste poche linee ti bastano ad accendere nel tuo cuore vari pensieri illuminanti: “Signore, il tuo creato, con tutto il suo splendore, non è altro che un barlume della tua magnificenza. La distanza degli astri, il calore del sole, lo stesso evento meraviglioso della vita, della mia vita, vengono dalla tua potenza e dal tuo amore, che supera tutto ciò in modo incommensurabile. Come, quando un innamorato regala un mazzo di fiori all’amata, diciamo che è più pura la bellezza del cuore dell’amante rispetto a quella del mazzo di fiori, così posso dire che il tuo cuore supera in bellezza tutto ciò che i miei occhi vedono. Ma c’è di più. Nessun essere naturale, per quanto grande o forte, può rivolgere i propri pensieri a Te, se non l’uomo. È l’uomo la tua creatura prediletta. È per me che hai preparato la bellezza del cosmo, ed è a me che hai affidato l’incarico di rispettarne e valorizzarne l’armonia, affinché esso sia sempre un cammino verso di Te”.

Considera poi un’altra verità che ti è stata insegnata sin da bambino, nel catechismo. Dio non si confonde con il cosmo. Egli non è una forza della natura; Egli, piuttosto, è al di sopra, è l’ordinatore di ciascuna delle forze della natura. Nonostante questo abisso tra Dio ed il mondo, Egli si è voluto avvicinare alla condizione di una delle sue creature, l’uomo. Cristo, nel momento di rivelarsi, «pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini» (Fil 2, 6-7).

“Signore, cosa mi vuoi dire con questo? Certamente Tu ti sei voluto rivelare come un Dio personale, ovvero più simile all’uomo che a qualsiasi altra creatura. Tu hai un intelletto, con il quale puoi capirmi. Hai una volontà, con la quale puoi esaudirmi. Hai un cuore, con il quale mi ami e che non ti permette di essere indifferente al destino di un tuo figlio. Grazie, Signore, perché mi hai dato la vita, un dono che certamente non ho potuto meritarmi. Aiutami a spendere ogni istante del mio tempo ad imitare i tuoi sentimenti. Così come vedo la tua generosità nell’elargire gratuitamente a tutti gli uomini i tuoi beni, aiuta il mio cuore ad ingrandirsi sino ad abbracciare il mio prossimo. Così come Tu doni senza chiedere in cambio, aiutami a non avere secondi fini nelle mie relazioni con gli altri. Tu, nel crearmi, hai messo nel mio cuore il desiderio di essere sommamente felice. Aiutami a trovare il giusto cammino per raggiungere tale meta, perché da solo non ci vedo chiaro. Dammi luce sulla tua volontà nella mia vita. Signore, come posso esserti gradito nella mia vita? Insegnami Tu il cammino della felicità”.

 A questo punto fai una pausa di silenzio e concentrati nell’ascolto di Dio.

CONVERSARE

Dalla considerazione di una verità a livello mentale, si passa poi alla considerazione con il cuore. Occorre mettere in gioco tutta la propria persona (mente, volontà, cuore) nel dialogo con Dio. Per farlo è necessario presentarsi a Lui come si è, con le proprie necessità, le proprie difficoltà e i limiti, come anche con i propri desideri ed aneliti. In questo modo, dalla semplice riflessione della mente, si passa agli affetti del cuore, che sono il momento specifico della preghiera.

In questa fase di dialogo con Dio, si possono scegliere due cammini complementari: la preghiera discorsiva-affettiva e la preghiera di contemplazione. La prima consiste nel discorrere con Dio sulla verità poc’anzi considerata, come fatto sinora; la seconda consiste nel rendere presente nella propria vita un evento salvifico (del Vangelo o della Chiesa), osservandolo, immedesimandosi nei personaggi, sino a sperimentarlo in un certo modo nel proprio cuore. La preghiera di contemplazione è una modalità di orazione caratteristica della spiritualità cristiana, poiché ogni discepolo di Cristo è chiamato a rivivere nella propria persona i benefici della salvezza che Gesù apportò durante la sua vita terrena e continua ad apportare attraverso la Chiesa.

I temi per la preghiera sono svariati ed è consigliabile adattarli ai tempi liturgici. Per vivere meglio gli episodi forti di Natale e Pasqua, ci si può preparare contemplandoli nella preghiera. Durante gli altri periodi dell’anno, si possono ripassare i contenuti del Catechismo della Chiesa Cattolica o di altri libri di spiritualità, oppure contemplare semplicemente scene evangeliche. Se durante il dialogo con Dio, ti capita di distrarti, non ti scoraggiare. Chiedi umilmente perdono, riprendi la concentrazione e riallaccia il dialogo.

“Mio Signore, mio Dio e mio Creatore, chi sono io? Solo una piccola creatura. Uno dei milioni di esseri umani che vagano per la terra. Sono uno fra tanti, e neppure uno che abbia doti particolari. Eppure per uno come me Tu ti sei fatto uomo. Più volte hai pregato non solo per i tuoi dodici primi apostoli, ma anche per tutti coloro che in futuro avrebbero creduto in Te, affinché tutti fossero perfetti nell’unità. A Tommaso hai detto addirittura: «Beati quelli che, pur non avendo visto, crederanno». Tu sapevi che la tua Chiesa si sarebbe espansa e sarebbe durata nei secoli, sino ad oggi, sino a questo giorno in cui io ti prego. Aiutami a valorizzare la tua azione di salvezza in me”.

“Mio amato Signore, io so che la tua azione salvifica si compie attraverso la grazia che con il battesimo mi è stata data. Con essa io non sono più solo una creatura fatta a tua immagine e somiglianza. Grazie ad essa, Tu mi hai adottato a figlio, mi hai reso coerede del tuo Regno; hai preso dimora in me ed hai fatto di me un tuo tempio (cfr. 1Cor 3, 16). Aiutami Tu, dammi la forza necessaria per essere fedele ai tuoi comandamenti d’amore e alla tua volontà. Signore, come vuoi che io agisca oggi? E come vuoi che io agisca nella mia vita? Aiutami a non credermi il centro dell’universo”

 Osserva un momento di silenzio interiore per ascoltare meglio.

“Signore, Tu non solo mi hai dato la vita, ma hai fatto un patto con me, hai voluto chiamarmi amico, sei voluto venire ad abitare in me per santificarmi con la tua grazia. Fa’ che valorizzi debitamente la vita di grazia, corroborata dai sacramenti. Per mezzo di essa io non sono mai solo, perché Tu sei con me ed uniti siamo invincibili”.

“O mio Dio, aiutami a comprendere come posso essere felice, come posso realizzarmi pienamente nelle mie relazioni con gli altri e con Te. Non permettere che sbagli cammino, che esca dalla tua volontà, che cerchi solo i miei piaceri o le mie comodità. Tu mi hai creato per qualcosa di bello, di unico e di specifico, di strettamente mio. Voglio conoscere il tuo piano su di me, per seguirlo, poiché se non lo compirò io, nessun altro potrà supplirmi. Perché non mi dici qual è il tuo piano, affinché non debba più muovermi a tentoni per indovinarlo? Voglio preoccuparmi di scoprire ciò che Tu vuoi da me”.

Fai una pausa per ascoltare.

“Ah! Devo chiamare Giovanni alle 14!”: È una distrazione, ma se non lo scrivo so che me ne dimenticherò. Tiro fuori la mia agenda, l´annoto e con calma continuo a dialogare con il Signore ed a chiedergli luce per la mia vita.

AGIRE

Così come nel Vangelo leggiamo che molte persone, incontrando Cristo, hanno cambiato vita, così anche la preghiera ben fatta, ovvero l’incontro personale con Cristo, ci può motivare all’azione. L’anima, alimentatasi nell’orazione, si sente spinta a comportarsi secondo la verità contemplata. In ogni preghiera si chiede la grazia di crescere in una virtù e al temine dell’orazione, si formula un proposito concreto, da vivere durante la giornata. In tal modo il cristiano coopera con la propria volontà alle mozioni della grazia, in un cammino di continuo rinnovamento. È consigliabile che tali virtù e tali propositi della preghiera siano conformi ad un programma personale di formazione umana e spirituale, elaborato secondo le proprie necessità e con il consiglio di un direttore spirituale. Infine, partecipare alla S. messa ogni volta che è possibile è il modo migliore di consolidare la propria vita spirituale; la comunione frequente fortifica la fede, la speranza e la carità più di qualunque altro atto di pietà.

“O Dio, le tue strade sono misteriose, ma io so che Tu ti manifesti nella mia vita anche nelle circostanze più ordinarie. Come posso conoscere i tuoi cammini? Aiutami ad affidarmi alle tue braccia, perché so che Tu aiuti chi confida in te. Oggi, per lo meno, so che cosa vuoi che faccia. Ho i miei obblighi, e anche se forse non sono tutti piacevoli, li eseguirò al meglio delle mie possibilità perché questo è quello che Tu vuoi, Signore, e Tu vuoi sempre ciò che è meglio per me”.

Taci per poter ascoltare.

“Gesù, Tu sei il mio Maestro, il mio Salvatore, la mia Luce, il mio Amico. Invia il tuo Santo Spirito alla mia mente ed al mio cuore affinché possa essere oggi un tuo autentico discepolo”.

“Maria, tu sai cosa significa camminare nell´oscurità per le strade di Dio. Non permettere che io scelga un´altra strada”.

Ora dedica qualche minuto in più ad ascoltare.

“Oggi ho considerato la bellezza del tuo creato, Signore, ed il dono eccelso che Tu mi hai fatto nell’offrirmi la tua amicizia, nel venire ad abitare in me tramite la grazia santificante. Che cosa posso fare per mostrarti il mio amore, Signore? Questo nostro dialogo mi motiva a valorizzare di più la grazia santificante. Oggi chiederò ad un sacerdote amico una lettura che mi aiuti ad essere più cosciente del dono ricevuto, e m’impegnerò a dedicarvi almeno quindici minuti al giorno. Inoltre, prima di pranzo reciterò una preghiera mentale per rinnovare la presenza dello Spirito Santo nel mio cuore”.

“Signore, tu sai che nel mio programma di vita mi sono proposto di crescere nella virtù della carità. Perdo sempre le staffe quando parlo con Alex sulla Chiesa. Non riusciamo a metterci d’accordo. Oggi mangeremo insieme. Non inizierò a contrappormi e tenterò di deviare la conversazione lontano da quei punti su cui dibattiamo. Signore, ti prometto che non sarò malevolo oggi con Alex. Voglio che la mia sincerità e gentilezza riflettano le tue. Aiutami a diventare come Te”.

Padre nostro... Ave Maria... Gloria.


FECHA DE PUBLICACIÓN: 2008-07-25


 
 


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