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| Il Diploma in Studi Sindonici offre un approccio sistematico alle sfide che questo documento eccezionale pone alla ricerca scientifica. | |
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Da quando è riemersa stabilmente dai meandri della storia,
attorno al 1350, la Sindone non ha mai smesso di
affascinare il mondo, interrogare la coscienza dei cristiani e stimolare
la curiosità dei ricercatori. All’approfondimento di tutto ciò che riguarda
il Telo sindonico, l´Ateneo Pontificio
Regina Apostolorum ha deciso di dedicare un corso
di studi che inizierà il prossimo 19 ottobre e culminerà
con il conseguimento del Diploma di
specializzazione. Docenti e conferenzieri di fama internazionale si alterneranno per
fare il punto della situazione dal punto di vista storico,
scientifico e teologico. Alessandro De Carolis ne ha parlato con
padre Rafael Pascual, direttore dell’Istituto Scienza e Fede che curerà
il corso di studi:00:03:06:00
R. - Abbiamo visto che la
Sindone è una realtà che va studiata ed approfondita. Possiamo
dire che è un dono che il Signore ci ha
lasciato, quasi come un tesoro nascosto e noi vogliamo, in
qualche modo, riscoprirlo e rivalutarlo. Ma per fare questo è
necessario affrontare anche l’aspetto accademico e quindi con una prospettiva
scientifica. Ma è necessario studiarla anche come reliquia e vedere
se questo termine è appropriato o piuttosto come icona o
se è tutte e due le cose. E’ necessario poi
affrontarla anche dal punto di vista teologico, perchè la Sindone,
in qualche modo, è un testimone non soltanto della Passione
- che è forse la cosa più evidente - ma
anche della Resurrezione, partendo proprio da quanto Giovanni, entrando al
sepolcro, ha visto e ha creduto.
D. - All’ultima
ostensione, nel maggio del 2010, Benedetto XVI ha avuto parole
di altissima intensità spirituale sulla Sindone: l’ha definita “un’icona del
Sabato Santo, scritta con il sangue, che è possibile ascoltare
nel silenzio”. In che modo queste parole del Papa si
rifletteranno nel programma accademico?
R. - Sicuramente noi prenderemo atto
di quello che hanno detto i Sommi Pontefici al riguardo,
e quindi Benedetto XVI, ma anche Giovanni Paolo II. Tornando,
però, alle parole di Benedetto XVI, lì c’è la teologia
del Sabato Santo: la Sindone è testimone di quel silenzio
di Dio. C’è una bellissima omelia di un autore antico
- non si sa con certezza chi sia il compositore
- in cui Gesù Cristo scende agli inferi, si trova
con Adamo e con i defunti per portare - anche
a loro - la grande notizia: il Vangelo. In qualche
modo la Sindone ci parla di tutto questo.
D. -
Sono state fatte ulteriori scoperte dal punto di vista storico
sul telo sindonico?
R. - Ci sono ancora tanti punti
interrogativi e, dunque, c’è ancora tanto da scoprire. Una recente
pubblicazione, ad esempio, mette in discussione se i templari hanno
avuto a che vedere con la Sindone oppure no; se
la Sindone differisce o si può mettere in rapporto con
il volto, il Mandylion di Edessa, oppure no… Bisognerà mettere nero su
bianco quelle che sono le certezze, ma anche mettere in
evidenza i punti ancora oscuri, che bisognerà chiarire prima o
dopo.
D. - A che punto è la ricerca
scientifica sulla Sindone?
R. - La ricerca scientifica si trova
in un momento di stallo, purtroppo. C’è stato un periodo
molto bello, in cui sono stati fatti studi a 360
gradi dal punto di vista scientifico: mi riferisco all’anno 1978,
anno in cui si è realizzato il Progetto Sturp, in
cui gli scienziati hanno avuto la possibilità di lavorare direttamente
davanti alla Sindone: non sono, però, ancora in grado di
rispondere come si sia formata questa immagine. C’è stata poi
una battuta d’arresto per quanto successo nel 1988, col famoso
esame del radiocarbonio: ma anche in questa occasione non si
è potuta dire l’ultima parola. Si auspica ora che con
l’utilizzo della nuova tecnologia, oggi molto avanzata, si possano fare
nuovi esperimenti che portino ad un risultato che sia molto
più affidabile. Abbiamo ancora tantissimo cammino da fare, sicuramente. (mg)
Fonte: 2011-10-14 Radio Vaticana
link alla notizia: http://www.news.va/it/news/corso-di-studi-sulla-sindone-al-regina-apostolorum