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| Giovanna Abbiati, Michael Smith, Luciano Giustini e Francesca Fornari. | |
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Circa 70 persone si sono riunite nell’aula master
dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum che
giovedì 20 settembre ha ospitato il consorzio W3C per la giornata conclusiva dell’HTML5 European Tour.
Fede e Ragione,
Scienza e Chiesa insieme si sostengono per un cambiamento del
web che ha già trasformato la vita delle persone e
che continuerà a trasformarla.
Giovanna Abbiati, coordinatrice del
master in “Comunicazione e New
Media” dell’Istituto di Studi Superiori
sulla Donna ha coordinato l’evento.
Che cos’è l’Html?
«L’HTML (HyperText Markup Language) è
un linguaggio che descrive le modalità di visualizzazione di una
pagina web. Serve per definire sia il contenuto logico sia,
in parte, anche l’aspetto delle pagine con cui è fatto
il web.
È un linguaggio di pubblico dominio
con una sintassi stabilita dal World Wide Web Consortium (W3C)
fondato da Tim Berners-Lee.
Questo linguaggio sorgente su
cui si basa il web è stato inventato da Tim
Berners Lee a Ginevra e ha permesso che Internet, la
rete, potesse essere condivisa da tutti, non solo da un’elite
(all’inizio militare, poi accademica). Questo linguaggio, nella sua ultima versione
5, è in grado di incorporare molte tecnologie.
La mission del consorzio è: WEB FOR ALL cioè il
web accessibile a tutti, compresi i disabili, non vedenti, anziani,
non istruiti.
È una mission esclusivamente sociale, non
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| Michael Smith, Roberto Scano e Marco Pellegrinato | |
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commerciale (a differenza di Microsoft, Google, FB etc)».
Perché in un ateneo pontificio?
«Mike Smith, la “guest star” dell’evento, ha fatto un tour
europeo per presentare l’HTML 5, il nuovo protocollo d’intesa per
il linguaggio del web che diventerà standard auspicabilmente nel 2014.
Il Regina Apostolorum, in
quanto luogo di formazione integrale della persona umana, ha accettato
la sfida posta dal digitale e da alcuni anni propone
corsi, convegni e incontri dedicati alla comunicazione on line.
La comunicazione digitale è una sfida per la Chiesa,
perché è un vettore di trasmissione importante. Ha un forte
slancio universale, come la Chiesa, potremmo dire: raggiungere tutti, essere
comprensibile per tutti, essere universalmente condiviso. Il linguaggio digitale ha
aperto un nuovo ambito di dialogo e la chiesa può
portare il suo immenso contributo di saggezza nell’era digitale».
Ha aperto la sessione Oreste Signore, docente del master dell’ISSD invitando i presenti
a chiedersi “non cosa il web può fare per noi,
ma cosa noi possiamo fare per il web!".
Era presente anche Luciano Giustini, docente del master dell’ISSD.
«L’evento è
stato sicuramente di grande importanza» ha detto, «soprattutto se pensiamo
alla fase di disorientamento vissuta negli anni scorsi nell’ambito degli
standard Web, con la diversificazione tra HTML e XHTML. Dopo
il 1999 e la versione 4 del linguaggio, infatti, c’era
stato il pericolo che si creassero delle incompatibilità. Oggi l’HTML
5 rappresenta il futuro dello standard Web ed è molto
significativo che l’ultima tappa di questo tour dell’organismo internazionale che
si occupa di ratificarlo si sia svolta all’ateneo, segno anche
di profondo interesse e sinergia nell’ambito della formazione tra un’istituzione
cattolica che punta alla formazione integrale ed un ente così
importante a livello internazionale».