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| Annamaria con il marito e la figlia a Città del Messico. | |
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Famiglia Missionaria è attiva
in Italia da diversi anni con le missioni della Settimana
Santa ma da due anni ha sperimentato con successo le
missioni in Messico nei villaggi intorno a Malinalco, a circa
due ore da Città del Messico. Abbiamo chiesto ad Annamaria
di raccontarci la sua esperienza (con il marito e la
figlia, che l’anno scorso aveva solo quattro anni e mezzo)
al di là dell’oceano.
Annamaria, come è nata
la decisione di attraversare l’oceano per andare non in vacanza
ai tropici ma in missione, nei villaggi più poveri del
Messico?
Partire è stato inevitabile! Come rispondere al telefono
quando squilla e tu alzi la cornetta, non so spiegarlo
diversamente. La cosa che mi ha dato più gioia è
stata poter coinvolgere anche mio marito (che era scettico) e
mia figlia, che era molto piccola l’anno scorso.
Come hai conosciuto Famiglia Missionaria?
Me ne ha parlato
un’amica, Adriana. È una persona sempre serena e sorridente nonostante
viva, come tutti, momenti di difficoltà. Ho provato quella che
io chiamo una “benevola invidia” e le ho chiesto quale
fosse il suo segreto… “Io vado in missione!” mi ha
risposto! Così l’ho seguita, prima a Orvieto, durante la Settimana
Santa, poi in Messico.
Che cosa fate “in
missione”?
Il fine principale è l’evangelizzazione. Ogni anno, poi,
si programmano attività differenti, in base ai villaggi che visitiamo
e al gruppo di missionari che si forma durante l’anno.
L’anno scorso abbiamo preso parte alle missioni mediche. Alcuni medici
e assistenti che erano nel gruppo ogni giorno offrivano visite
mediche gratuite alle famiglie dei villaggi. Gli altri missionari erano
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| «L’anno scorso abbiamo preso parte alle missioni mediche. Alcuni medici e assistenti che erano nel gruppo ogni giorno offrivano visite mediche gratuite alle famiglie dei villaggi». | |
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impegnati nel fare visita alle famiglie, invitandole in parrocchia per
la S. Messa quotidiana e gli incontri di formazione e
di catechesi.
In alcune zone del Messico a un solo
parroco è affidato un territorio tanto grande che ci vogliono
settimane per visitarlo tutto e succede che nelle parrocchie ci
sia la messa solo una volta la mese. I Padri
Legionari di Cristo che ci accompagnavano in missione hanno aiutato il
parroco, offrendosi di celebrare ogni giorno la messa e soprattutto
il sacramento della riconciliazione.
Nel pomeriggio, in genere, si
organizzano le attività di gioco e anche di catechesi per
i bambini mentre per gli adulti ci sono vere e
proprie conferenze di formazione, su argomenti relativi alla vita di
coppia, sui sacramenti.
In Messico non è in discussione la
fede. I Messicani hanno tutti una fede profonda e radicata,
ma è una fede povera di conoscenze: manca loro un
percorso di formazione per passare dalla fede professata a quella
vissuta.
Come si diventa missionari?
Oserei dire
che l’unico requisito di chi parte per le missioni con
“Famiglia Missionaria” è la disponibilità ad affidarsi a Dio e
fidarsi di chi ha esperienza di missione. Non è sempre
facile “farsi strumenti”, però garantisco che i risultati sono tangibili
e immediati.
Durante l’anno ciascuno di noi fa un percorso
di fede: direzione spirituale e formazione umana e apostolica. Quando
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| «Nel pomeriggio, in genere, si organizzano le attività di gioco e anche di catechesi per i bambini mentre per gli adulti ci sono vere e proprie conferenze di formazione, su argomenti relativi alla vita di coppia, sui sacramenti». | |
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poi arriviamo in Messico, ci uniamo, in genere, a una
famiglia messicana che si fa carico della parte più impegnativa
delle conferenze, quella della trasmissione dei contenuti, per motivi di
chiarezza espositiva. Noi italiani collaboriamo alla programmazione delle conferenze e,
secondo la padronanza della lingua spagnola, interveniamo e portiamo la
nostra testimonianza personale.
La cosa meravigliosa che accade in
missione è che i frutti del tuo apostolato non dipendono
dalle tue capacità e abilità ma dalla volontà di aprirti
allo Spirito Santo e così accade il miracolo: parli, capisci
e ti fai capire. Tu ti fai strumento e Lui
ti utilizza secondo i suoi piani.
Che cosa
resta di questa bella esperienza quando si torna a casa?
Incontrare persone e conoscere realtà totalmente diverse da quelle
cui siamo abituati, ci arricchisce come persone, prima che come
apostoli e missionari, e ci aiuta a trovare un equilibrio
nelle priorità della giornata e della vita, ti spinge a
rivedere la lista delle cose da fare. Sappiamo bene che
il primo posto spetta alla famiglia e poi vengono il
lavoro, gli amici ma succede sempre che le incombenze quotidiane
prendano il sopravvento e finiamo per seguire le urgenze! Poi
la vita quotidiana ti porta a mettere al primo posto
le “cose da fare”, a inseguire le “urgenze” appunto, invece
delle necessità.
L’esperienza della missione mi è servita a rimettere
ordine tra gli impegni e a dare a ogni cosa
il giusto posto.
Una delle “necessità” che ho scoperto, grazie
alla missione, è il primato su tutto della vita spirituale.
In missione Dio smette di essere un’entità astratta e diventa
una presenza reale al tuo fianco. Il silenzio, la preghiera,
la meditazione quotidiana sono adesso una parte essenziale della mia
vita, il tempo che dedico a Dio perché voglio un
rapporto con Lui, così come dedico tempo ai miei amici
e ai miei familiari.
Senti molto forte
il desiderio di conoscere e comprendere la sua volontà sulla
tua vita e ti rendi conto che è così bello
fare la sua volontà che non vuoi altro che mantenere
questo dialogo con Lui e farti strumento nelle sue mani.
Scopri che la cosa principale nella tua
vita è la volontà di Dio e non la tua.
Per informazioni sulle attività di famiglia Missionaria in Italia visita
il sito: www.jfmisionera.org/italia
Famiglia Missionaria
sarà presente al VII
Incontro Mondiale delle Famiglie – Milano
2012