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| «Il Signore mi ha voluto qui per regalarmi una motivazione in più per riuscire ad abbondarmi integralmente alla Sua Volontà». | |
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«In tanti mi hanno chiesto di scrivere
qualcosa sull’esperienza vissuta in Messico con tutta la mia famiglia» scrive
Flavia, «si tratta di pensieri che hanno preso corpo dentro
di me in seguito alle meditazioni suggerite dai meravigliosi Padri
Legionari di Cristo, che ci hanno accompagnato in questo viaggio! Si
tratta anche di considerazioni personali, che ho maturato alla luce
dei momenti vissuti insieme ai membri del gruppo, agli abitanti
di Jésus-Marìa e, soprattutto, insieme a Dio, Nostro Padre, che
è nei cieli. Non è stato facile sentire la presenza
di Dio in mezzo a tanta disperazione e miseria ma
la mia richiesta di aiuto di fronte alla croce e,
sono certa, la preghiera di tante persone, ha permesso allo
Spirito Santo di farmi vedere un raggio di luce! Sono
qui a scrivere queste righe per condividerle con quanti vorranno
leggerle perché come diceva Madre Teresa di Calcutta la gioia
di una vita in coppia con Dio non può non
essere condivisa.
Arrivati a Città del Messico ci
incontriamo con tutte le altre famiglie partecipanti alla missione, capisco
che la vera missione non è quella che partirà con
la messa di avvio nella basilica della Vergine di Guadalupe
bensì quella che continua: tutta la vita è una missione!!
E quanto amore ci vuole per compiere al meglio la
missione della nostra vita!
“Mostrami Signore la
Tua Via – la via che hai pensato per me
sin dall’eternità, aggiungerebbe Padre Timothy - e fa
che io sia pronta a percorrerla”. Questa frase di santa
Brigida mi ha accompagnato per tutto il tempo della missione
e spero continuerà ad accompagnarmi sempre: In Messico ho compreso
che per ogni uomo o donna esiste un percorso personale
che spetta solo a lui completare e che pertanto non
è trasferibile ad altri; accettare di collaborare con Dio per
portare a compimento il progetto che Lui ha voluto e
pensato per noi significa affidarsi alla Divina Provvidenza! Possiamo verificare
il sostegno di Dio nella misura in cui gli lasciamo
lo spazio necessario in cui potersi manifestare, accogliendolo siamo resi
capaci di fare la sua volontà e non la nostra!
La mia volontà, almeno così credevo, insieme all’indispensabile
consenso di mio marito Massimiliano, ha reso possibile questo viaggio;
sono partita da Roma convinta di essere pronta ad affrontare
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| «Possiamo verificare il sostegno di Dio nella misura in cui gli lasciamo lo spazio necessario in cui potersi manifestare». | |
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la missione poi di fronte alla realtà ho avuto un
cedimento dopo l’altro!
Cosa pensavo di fare io? Con la
mia volontà! Ero “superbamente” convinta di essere in grado!
Mi compiacevo all’idea di potermi rendere utile e magari
mi aspettavo anche che qualcuno mi dicesse brava!
Nei
recessi del mio cuore sentivo che il Signore mi aveva
voluto lì per qualche ragione, per portarmi a rinunciare a
quel controllo che io, nonostante tutto, non voglio perdere sulla
mia vita. L’educazione ricevuta non mi aiuta a mollare la
presa! Anche servire, essere disponibili e caritatevoli non deve avere
sbavature!! Le cose devono essere fatte bene altrimenti non vale
la pena farle! Questo è come mi sento sempre rispetto
alle cose che faccio e questa gabbia mi impedisce di
spiccare il volo.
Questa esperienza mi dà
la misura dell’Amore di Dio per le sue creature; solo
la pazienza di un Padre amorevole è capace di attendere
anni per far crollare delle resistenze così radicate!
Il Signore
mi ha voluto qui per regalarmi una motivazione in più
per riuscire ad abbondarmi integralmente alla Sua Volontà; per purificare
le mie intenzioni; per accettare con un sorriso tutte le
sbavature del mio comportamento; per avere maggiore consapevolezza e coscienza
del peccato; per insegnarmi ad accettare il perdono e la
Sua misericordia; per affrancarmi da tutte le mie catene.
Ho anche sperimentato che tutto questo sarà possibile soltanto
se mi sforzerò di trovare isole di silenzio, durante le
quali pregare, meditare ed accostarmi più spesso ai sacramenti della
confessione e dell’Eucarestia.
Aprire il nostro cuore a questa luce
significa lasciarsi amare, che spesso è molto più difficile che
amare, non fidarsi è segno che il nostro cuore si
è indurito. Una volta ho letto che la
vita è l’unica cosa che ci consente di interferire con
l’eternità, per questo è un tempo prezioso! – nulla di
più vero».
Per informazioni sulle attività di famiglia Missionaria
in Italia visita il sito: www.jfmisionera.org/italia
Famiglia Missionaria sarà presente al VII Incontro Mondiale delle Famiglie – Milano 2012.